Vent’anni, dai pomodori di Villa Literno alle arance di Rosarno

Scritto il 14 gennaio, 2010, alle ore 12:11 am

Qualche settimana fa chiacchieravo con alcuni amici africani sul loro percorso di migrazione che li portò in Italia. E sulla loro vita in Italia, che aveva pure compreso il lavoro nei campi, nella raccolta dei frutti della terra. Ricordammo Jerry Masslo, profugo dal Sud Africa, ucciso nel 1989 a Villa Literno, località campana dove si raccolgono i pomodori, e dove le “ronde della morte” andavano in giro, nel 1989, a spaventare e a derubare i braccianti dei soldi faticosamente guadagnati in condizioni di lavoro durissime; fino al brutale assassinio di un giovane in fuga dall’apartheid.
 
A distanza di vent’anni, è veramente triste constatare come certe situazioni siano rimaste così tragicamente irrisolte, uguali a sè stesse. Allora Villa Literno, la raccolta dei pomodori e la presenza della camorra in un’area dell’Italia in cui il presidio dello Stato era drammaticamente assente. Adesso Rosarno, gli agrumi, e la ‘ndrangheta che s’infiltra in un territorio altrettanto dimenticato dallo Stato.
 
Vent’anni è il tempo in cui un bambino diventa un uomo; ed i figli di Jerry Masslo sono nel frattempo diventati uomini. Ma vent’anni non sono sufficienti per evitare che si ripetano le stesse vergogne, gli stessi errori.

Marco Wong

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