Università e ricerca
Scritto il 4 febbraio, 2000, alle ore 2:00 pm
Una nuova politica per la Ricerca e l’Università
I principi
1. La ricerca è attività centrale ed insostituibile per lo sviluppo sostenibile del paese.
2. La ricerca di base è complementare alla ricerca applicativa. La ricerca di base deve essere sostenuta dall’intervento pubblico. D’altra parte, la ricerca applicata (ricerca industriale, ricerca applicativa e di “sviluppo”), a forte partecipazione del settore privato, non può esistere senza una solida attività di ricerca di base.
3. Il Partito Democratico dovrebbe quindi puntare a, simultaneamente:
► Rafforzare la capacità di ricerca pubblica nazionale;
► Rafforzare la ricerca applicativa, facilitando la collaborazione tra il settore produttivo (specie nei servizi) ed il sistema della ricerca;
La diagnosi
La situazione odierna del mondo della ricerca in Italia è caratterizzata da:
► età elevata dei ricercatori e scarse motivazioni, legate all’assenza di incentivi – personalizzati o al gruppo/alla struttura di ricerca – finanziari e professionali.
► Ruolo insufficiente della valutazione e del suo nesso essenziale con la programmazione futura ed il finanziamento.
► Insufficiente interazione tra il sistema della ricerca di base e quello dell’utilizzazione e dell’applicazione della ricerca.
► Insufficiente utilizzo, da parte del settore pubblico, di esperti di scienze sociali in grado di comprendere l’innovazione, utilizzarla nel disegno delle policies, e diffondere l’innovazione.
Proposte
► Completare la riorganizzazione degli enti pubblici di ricerca (CNR, ENEA, ecc.), da troppo tempo senza una visione ed un mandato chiari e rivolti al futuro.
► Assegnazione dei fondi di ricerca in base ai risultati della valutazione.
► incentivi ai migliori ricercatori e gruppi di ricerca (legati a una valutazione periodica, autonoma, ed imparziale dei risultati); finanziamento delle Università e dei centri di ricerca in base ai risultati della valutazione.
► Favorire la mobilità fra enti di ricerca altri settori dell’economia nazionale (come i nuclei tecnici della pubblica amministrazione, da riqualificare).
► Accentuazione dell’autonomia universitaria: liberalizzare le tasse universitarie, ma contemporanea concessione di borse di studio numerose e sostanziose per i meritevoli e i meno abbienti; forti controlli sulla regolarità dei concorsi.
► Abolizione del valore legale del titolo di studio;
► Informazione trasparente e continua sui risultati delle valutazioni della qualità della ricerca e della didattica delle Università – e degli istituti di istruzione superiore – al fine di consentire una scelta libera ed informata agli studenti e alle loro famiglie;
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