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	<title>Pier Giorgio Gawronski &#187; questioni globali</title>
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	<description>il coraggio di cambiare</description>
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		<title>Afghanistan</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 05:16:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piergiorgiogawronski</dc:creator>
				<category><![CDATA[Post]]></category>
		<category><![CDATA[asia]]></category>
		<category><![CDATA[questioni globali]]></category>

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		<description><![CDATA[I sei caduti in Afghanistan sono il risultato di una precisa strategia di Al Qaeda. Si vuole creare il massimo numero di morti fra i soldati dell’ISAF per indurre le opinioni pubbliche ad abbandonare il paese. La posta in gioco è il controllo del Pakistan e le sue bombe atomiche. Do appuntamento agli amici per discuterne: Martedì 22 settembre, alle ore 17,30 a Roma, libreria Bibli, via dei Fienaroli.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">I caduti in Afghanistan sono il risultato di una precisa strategia di Al Qaeda – che opera ormai in stretto coordinamento con i Talebani. Si vuole creare il massimo numero di morti fra i soldati dell’<a href="http://www.nato.int/ISAF/">ISAF</a> per indurre le opinioni pubbliche ad abbandonare il paese. (Se poi la reazione dovesse essere un aumento di truppe dislocate, meglio: <em>ci saranno più bersagli</em>.) La posta in gioco è il controllo del Pakistan e le sue bombe atomiche. Per farne cosa, quei signori lo hanno già abbondantemente chiarito in molteplici video e interviste (una <a href="http://english.aljazeera.net/news/asia/2009/06/2009622111533470.html">in Luglio ad Al Jazeera</a>).</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo i commenti sentiti oggi a Porta a Porta (“non ce l’hanno con noi italiani, è stato un caso, per loro tutti i soldati occidentali sono uguali”) mostrano di non capire il problema.</p>
<p style="text-align: justify;">Dobbiamo restare in Afghanistan per noi, e per gli Afgani (i quali stanno facendo <a href="http://www.brookings.edu/opinions/2009/0902_afghanistan_ohanlon.aspx">il possibile</a> per organizzare uno Stato, cioè i loro diritti). Il problema è come, con quali obiettivi, mezzi, strategia. Su questo il governo italiano non ha un “position paper” su qualche sito, quindi una discussione nazionale che abbia un capo e una coda è impossibile. E allora limitiamoci a mettere “in sicurezza” per quanto possibile i nostri, e lasciamo che <a href="http://www.brookings.edu/opinions/2009/0819_afghanistan_elections_riedel.aspx">Obama guidi</a> la missione.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi sento addolorato per i caduti e le loro famiglie: sono morti anche per me.</p>
<p style="text-align: justify;">PS: Martedì 22 settembre, alle ore 17,30 verrà presentato a Roma, libreria Bibli, via dei Fienaroli 28, il volume di Cristiano Orlando &#8220;La partita eurasiatica&#8221;. <a href="http://www.ediesseonline.it/agenda/la-partita-eurasiatica-presentazione-roma">Sarò fra i discussant</a>.</p>
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		<title>Immigrazione</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Feb 2000 14:07:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piergiorgiogawronski</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[questioni globali]]></category>

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		<description><![CDATA[POLITICA DELL’IMMIGRAZIONE
Il Partito democratico dovrebbe considerare prioritaria la questione degli immigrati, sostenendo politiche per il pieno inserimento degli immigrati residenti nelle comunità, nei posti di lavoro, e nelle leggi del nostro paese. Le politiche dell’integrazione dovrebbero fare premio rispetto a quelle basate su un malinteso rispetto di tutte le differenze culturali  &#8211; prevalsa in altri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="documentDescription"><span style="font-size:12pt;"><strong>POLITICA DELL’IMMIGRAZIONE</strong></span></p>
<div style="line-height:normal;margin:0 0 12pt;"><span style="font-size:12pt;">Il Partito democratico dovrebbe considerare prioritaria la questione degli immigrati, sostenendo politiche per il <span style="color:#990066;">pieno inserimento</span> degli immigrati residenti nelle comunità, nei posti di lavoro, e nelle leggi del nostro paese. Le politiche dell’integrazione dovrebbero fare premio rispetto a quelle basate su un malinteso rispetto di tutte le differenze culturali  &#8211; prevalsa in altri paesi con il risultato d creare “ghetti” poco soddisfacenti per tutti.</span></div>
<div style="line-height:normal;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;">Il P.D. dovrebbe seguire <span style="color:#990066;">una linea di rigore</span> nei confronti di:</span></div>
<div style="line-height:normal;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;">·   ogni forma di criminalità da parte dei residenti stranieri,</span></div>
<div style="line-height:normal;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;">·   ogni forma di sfruttamento o incuria dei minori</span></div>
<div style="line-height:normal;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;">·   ogni forma di discriminazione di genere</span></div>
<div style="line-height:normal;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;">·   considerando una normative più rigorose sul rimpatrio in caso di reati accertati di una certa consistenza.</span></div>
<div style="line-height:normal;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;">·   Dovrebbe inoltre sviluppare rapporti stretti con i paesi di origine e di transito dei flussi migratori, in coerenza con la politica di prevenzione dei flussi illegali varata dal Governo Prodi nel 1998.</span></div>
<div style="line-height:normal;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;">·   Dovrebbe considerare l’istituzione e/o il rafforzamento di sezioni dei corpi di polizia specializzate sui diversi segmenti dell’immigrazione, capaci di far sentire la presenza dello Stato con indagini e monitoraggi continui, e la capacità di reagire anche solo alle apologie di reato e alle incitazioni alla violenza.</span></div>
<div style="line-height:normal;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;">·   Ai fini della concessione della cittadinanza, il PD dovrebbe sostenere la richiesta di un minimo di conoscenza della lingua italiana e (del Titolo I) della Costituzione, senza creare burocrazie e senza consentire che questi requisiti si trasformino in pretesti per rendere la vita difficile ai nostri futuri concittadini.</span></div>
<div style="line-height:normal;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;">·   Il P.D. dovrebbe inoltre sviluppare una attenzione particolare – istituzionalizzata al proprio interno -  ai nuovi elementi di frizione che mergono costantemente fra immigranti e italiani: ad esempio, investendo nel sostegno dei bambini stranieri nelle scuole onde evitare una caduta del livello generale dell’insegnamento; ad esempio, affrontando le questioni relative all’assegnazione delle case popolari.</span></div>
<div style="line-height:normal;margin:0 0 10pt;"></div>
<div style="line-height:normal;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;">Dall’altro lato, il P.D. dovrebbe sostenere, nell&#8217;ambito di un appropriato controllo dei flussi, una adeguata politica di spesa per <span style="color:#990066;">l’accoglienza e l’integrazione degli immigrati,</span> a cominciare dalle ambasciate e dai consolati italiani all’estero, dai pattugliamenti anche a fini umanitari dei mari oggetto delle traversate dei “boat people”, fino ai servizi di integrazione (casa, lavoro), nei limiti consentiti dalle disponibilità e dalle necessità dei cittadini italiani. Il P.D. dovrebbe esprimere concretamente e in ogni circostanza la propria intolleranza di fronte ad ogni manifestazione di razzismo o di discriminazione.</span></div>
<div style="line-height:normal;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;">In particolare, il P.D: dovrebbe favorire :</span></div>
<div style="line-height:normal;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;">1)  la revisione della legge sulla cittadinanza</span></div>
<div style="line-height:normal;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;">a)  la revisione dei principi dello ius sanguinis rispetto allo ius soli</span></div>
<div style="line-height:normal;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;">b)  la eliminazione dei criteri soggettivi nell´ottenimento della cittadinanza</span></div>
<div style="line-height:normal;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;">c)  una normativa per la facilitazione dei ricongiungimenti familiari, nell’ambito delle quote annuali previste</p>
<p>2)  la possibilità di unione dei contributi pensionistici a fondi pensionistici di altri paesi. Dando la possibilità al lavoratore straniero che desideri lasciare definitivamente l´Italia di trasferire parte dei propri contributi ad un fondo pensione del paese d´origine, si favorirebbe anche l’emersione di molto lavoro nero</p>
<p>3)   Il potenziamento dei programmi di aiuti nei paesi originanti flussi di emigrazione verso l´Italia</p>
<p>4)  potenziamento dei programmi di diffusione della cultura italiana all´estero, dando priorità ai paesi di forte emigrazione verso l’Italia, valorizzando i ponti naturali costituiti dalle famiglie degli immigranti per esportare i valori positivi e la cultura che l´Italia è in grado di esprimere, favorendo i tentativi dell’Italia di presentarsi come sistema-paese.</p>
<p>5)  un atteggiamento di rispetto delle forze dell’ordine nei confronti degli immigrati</span></div>
<div style="line-height:normal;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;">6)  una rappresentanza delle associazioni dei figli di immigrati e degli immigrati di lunga data nel P.D.</p>
<p>Nelle <span style="color:#990066;">sedi internazionali</span>, il P.D. dovrebbe sostenere una politica Europea comune sull’immigrazione, una riforma delle regole della globalizzazione al fine di favorire l’inserimento economico e lo sviluppo dei paesi poveri, e un rafforzamento delle organizzazioni umanitarie delle nazioni unite dedite alla prevenzione dei conflitti, al peace-keeping, al soccorso e al reinserimento dei rifugiati.</span></div>
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		<title>Instabilità finanziaria internazionale</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Feb 2000 13:57:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piergiorgiogawronski</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[questioni globali]]></category>

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		<description><![CDATA[Premessa

I mercati finanziari sono intrinsecamente volatili: le quotazioni riflettono le aspettative di rendimento e il rischio degli operatori, che sono incerte e fluttuanti. L’instabilità, però, è un’altra cosa: si verifica quando i prezzi hanno variazioni eccessive a causa di ondate panico o euforia, non giustificate dalle informazioni disponibili.

I  costi sociali dell’instabilità finanziaria possono essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-size:12pt;">Premessa<br />
</span></strong></p>
<div style="line-height:normal;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;">I mercati finanziari sono intrinsecamente volatili: le quotazioni riflettono le aspettative di rendimento e il rischio degli operatori, che sono incerte e fluttuanti. L’instabilità, però, è un’altra cosa: si verifica quando i prezzi hanno variazioni eccessive a causa di ondate panico o euforia, non giustificate dalle informazioni disponibili.<br />
</span><span style="font-size:12pt;"><br />
I </span> <span style="font-size:12pt;color:red;line-height:115%;">costi sociali dell’instabilità finanziaria</span> <span style="font-size:12pt;">possono essere molto alti: costi per il bilancio pubblico quando si interviene per salvare istituzioni finanziarie in crisi; costi economici e sociali delle catene di fallimenti; recessioni; crisi politiche. E&#8217; dunque di interesse pubblico combattere le crisi finanziarie internazionali.<br />
</span><span style="font-size:12pt;"><br />
D’altra parte, l’assenza di un governo mondiale e le difficoltà del coordinamento internazionale hanno impedito, dal 1945 ad oggi,  lo sviluppo di una adeguata architettura finanziaria internazionale.<br />
</span><strong><span style="font-size:12pt;"><br />
Linea politica del Partito Democratico<br />
</span></strong><span style="font-size:12pt;"><br />
Il Partito Democratico dovrebbe sviluppare una proposta chiara, coerente, e di alto livello, per prevenire e – quando necessario -  gestire a livello internazionale le crisi finanziarie.<br />
</span><span style="font-size:12pt;"><br />
Sul piano della prevenzione, oltre al <span style="color:red;">coordinamento internazionale delle politiche finanziarie microeconomiche</span> (migliori informazioni finanziarie e loro diffusione; migliore regolamentazione dei mercati; migliore supervisione degli operatori finanziari; migliori regole contabili; forte coordinamento europeo per evitare la concorrenza al ribasso fra le regolamentazioni nazionali; ecc.) e macroeconomiche  ( politiche macroeconomiche del G8 orientate anche alla stabilità), il Partito Democratico italiano dovrebbe chiedere una <span style="color:red;">regolamentazione</span> e una supervisione pubblica di quelle <span style="color:red;">Agenzie di Rating</span> che fanno errori gravi (per gli effetti sistemici che hanno, e per i conflitti di interesse che stanno dietro a molti dei loro fallimenti).<br />
</span><span style="font-size:12pt;"><br />
Sul piano della gestione delle crisi, il Partito Democratico dovrebbe sostenere le proposte di <span style="color:red;">ripartizione dei costi delle crisi internazionali fra debitori e creditori</span> (trovando un equilibrio fra i problemi di azzardo morale e i problemi di selezione avversa).<br />
</span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><br />
Infine, il Partito Democratico dovrebbe sostenere la costituzione di un gruppo di esperti presso il Ministero dell’economia, che contribuisca alla governance globale delle crisi finanziarie con proposte di <span style="color:red;">riforma dell’architettura finanziaria internazionale</span> (oggi caratterizzata da diverse istituzioni le cui competenze si accavallano disordinatamente: F.M.I, B.M., B.I.S., Comitato di Basilea, G8, IOSCO, IASC, ecc.).</span></div>
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		<title>Politiche</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Feb 2000 13:53:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piergiorgiogawronski</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[questioni globali]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci si riferisce qui alle regole della globalizzazione relative alle politiche commerciali, ai flussi di investimento esteri, ai trasferimenti di tecnologia, ai brevetti, alle migrazioni temporanee; agli investimenti in ricerca e sviluppo sui vaccini contro le malattie tropicali, e per l&#8217;efficienza dell&#8217;agricoltura tropicale; alla condivisione internazionale dei costi della difesa ambientale nei paesi poveri; alle modalità di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size:12pt;">Ci si riferisce qui alle regole della globalizzazione relative alle politiche commerciali, ai flussi di investimento esteri, ai trasferimenti di tecnologia, ai brevetti, alle migrazioni temporanee; agli investimenti in ricerca e sviluppo sui vaccini contro le malattie tropicali, e per l&#8217;efficienza dell&#8217;agricoltura tropicale; alla condivisione internazionale dei costi della difesa ambientale nei paesi poveri; alle modalità di gestione internazionale delle crisi finanziarie globali. Ci si riferisce inoltre alle politiche nazionali in materia culturale, di immigrazione, ecc..<br />
</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Povertà globale</title>
		<link>http://www.piergiorgiogawronski.com/poverta-globale/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Feb 2000 13:52:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piergiorgiogawronski</dc:creator>
				<category><![CDATA[Crisi Finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[questioni globali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://piergiorgiogawronski.wordpress.com/?p=47</guid>
		<description><![CDATA[DALLA COOPERAZIONE ALLA AGENZIA PER LO SVILUPPO




 Situazione  

Povertà nel mondo: 1,2 miliardi vivono con meno di 1,1$/g. 
Nutrizione: 800 milioni soffrono la fame.
C&#8217;è una Strategia concordata a livello globale contro la povertà: i “Millennium Goals” : l&#8217;Italia cosa sta facendo?


1) Aiuti allo sviluppo insufficienti (0,2% del PIL)
2) L’Efficienza degli aiuti della nostra Cooperazione allo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#ffff00;"><span style="background-color:#ffffff;"><strong><span style="font-size:12pt;"><span style="color:#000000;"><span style="font-size:medium;">DALLA</span></span><span style="font-size:medium;"> <span style="color:#000000;"><span style="color:#006666;"><em><span style="color:#000000;">COOPERAZIONE</span></em></span> </span><span style="color:#000000;"><span style="color:#006666;"><span style="color:#000000;">A</span><span style="color:#000000;">LLA</span></span></span></span></span></strong><span style="font-size:medium;"> </span></span></span><span style="font-size:12pt;"><strong><span style="color:#006666;"><em><span style="background-color:#ffffff;"><span style="color:#000000;font-size:medium;">AGENZIA PER LO SVILUPPO</span><br />
</span></em></span></strong></span><strong><span style="font-size:12pt;color:#990066;"><br />
</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;" align="center">
<p style="text-align:justify;" align="center">
<p style="text-align:justify;" align="center"><strong><span style="font-size:12pt;color:#990066;"><span style="color:#000000;"> Situazione</span></span></strong> <span style="font-size:12pt;"><strong><span style="color:#666666;"> </span></strong></span></p>
<p style="text-align:justify;" align="center">
<p style="text-align:justify;" align="center"><strong><span style="font-size:12pt;">Povertà nel mondo:</span></strong> <span style="font-size:12pt;">1,2 miliardi vivono con meno di 1,1$/g. <span style="color:#333333;"><br />
</span>Nutrizione: 800 milioni soffrono la fame.</span></p>
<div style="line-height:normal;text-align:justify;"><strong><span style="font-size:12pt;">C&#8217;è una Strategia concordata a livello globale contro la povertà: i “Millennium Goals” : l&#8217;Italia cosa sta facendo?</span></strong></div>
<p align="justify">
<div style="line-height:normal;text-align:justify;">
<p><span style="font-size:12pt;color:#333333;">1) Aiuti allo sviluppo insufficienti (0,2% del PIL)</span></p>
<p><span style="font-size:12pt;color:#333333;">2) L’Efficienza degli aiuti della nostra Cooperazione allo sviluppo è medio-bassa.</span></div>
<div style="line-height:normal;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;color:#333333;">3) L’assetto istituzionale e la qualità del personale, della Cooperazione italiana è inadeguato.</span></div>
<div style="line-height:normal;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;color:#333333;">4) La Cooperazione non è in grado di influenzare la “coerenza” delle politiche generali italiane.</span></div>
<p style="line-height:normal;text-align:justify;" align="justify"><span style="font-size:12pt;color:#333333;">5) La Cooperazione non è in grado di mobilitare altre risorse (private) materiali e morali per lo sviluppo, essendo troppo burocratizzata. L’assenza di trasparenza e di controllo democratico rende la D.G.Cooperazione soggetta ai rischi di corruzione / conflitti di interesse.</span><span style="font-size:12pt;"><br />
<span style="color:#333333;">6) La Cooperazione non è in grado di passare dal singolo “progetto” a strategie di sviluppo.<br />
</span></span></p>
<p style="line-height:normal;text-align:justify;" align="justify">
<p style="line-height:normal;text-align:justify;" align="justify">
<p align="center"><span style="font-size:12pt;"><strong><span style="color:#666666;"><span style="color:#000000;">Proposte</span></span></strong></span></p>
<p><span style="font-size:12pt;"><strong><span style="color:#666666;">Proposta 1:</span></strong> <span style="background:yellow none repeat scroll 0 50%;color:#666666;">aumentare gli</span> <span style="background:yellow none repeat scroll 0 50%;color:#660033;">aiuti</span> <span style="background:yellow none repeat scroll 0 50%;color:#666666;">fino allo 0,7% del PIL</span> <span style="color:#666666;">(in parte in funzione della riduzione del debito pubblico, e <span style="background:yellow none repeat scroll 0 50%;">inserendo stabilizzatori automatici e autofinanziamento</span>). Piano fiscale del Ministro delle Finanze che indichi come viene ripartito l’onere (addizionale fissa per ciascuna persona fisica, per fasce di reddito, 8 per1000, ecc.).<br />
</span></span></p>
<p style="line-height:normal;text-align:justify;" align="justify"><span style="font-size:12pt;"><span style="color:#666666;"><strong><span style="text-decoration:underline;">Proposta 2</span><span style="color:#666666;">:</span></strong> sostituire la Cooperazione allo sviluppo con <span style="background:yellow none repeat scroll 0 50%;">una “</span></span> <span style="background:yellow none repeat scroll 0 50%;">Agenzia</span> <span style="color:#666666;">(o Authority, Fondazione, ecc.)</span> <span style="color:#660033;">per lo Sviluppo</span><span style="color:#666666;">” fortemente <span style="background:yellow none repeat scroll 0 50%;">autonoma</span> dalla politica e competente <span style="background:yellow none repeat scroll 0 50%;">nel management</span>, nel cui C.d.A./organo direttivo siedano le istituzioni del governo centrale (in posizione di maggioranza</span> <em><span style="color:#666666;">relativa</span></em><span style="color:#666666;">, in primis il M.A.E.), ma anche una serie di soggetti interessati/esperti (Enti locali, Cattedre Universitarie di Economia dello Sviluppo, ONG, ConfIndustria, DAC-Ocse). “Mission” dell’Agenzia:  (a) passare dai progetti alle strategie di sviluppo;  (b) inserire competenze di alto livello sullo sviluppo; (b) mobilitare le forze interessate allo sviluppo, creare effetto leva, essere punto di coordinamento e stimolo per il latente “movimento per lo sviluppo” in Italia;  (c) partecipare al “negoziato interno” alla P.A. relativamente alle <a href="http://piergiorgiogawronski.wordpress.com/2000/02/04/politiche/" target="_blank"><span style="color:blue;">politiche</span> </a>che hanno impatto sui paesi poveri.</span></span></p>
<p style="line-height:normal;text-align:justify;" align="justify">
<p align="justify"><span style="font-size:12pt;"><span style="color:#666666;"><strong><span style="text-decoration:underline;">Proposta 3:</span></strong> Portare avanti le proposte (1) e (2) tramite un <span style="background:yellow none repeat scroll 0 50%;">“</span></span><span style="background:yellow none repeat scroll 0 50%;color:#660033;">Referendum </span><span style="color:#660033;">Consultivo</span><span style="color:#666666;">”. Obiettivi:</span></span></p>
<div style="line-height:normal;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;color:#666666;">(a) maggiore rispetto per le tasche degli italiani, maggiore democrazia (scelta loro)</span><span style="font-size:12pt;"><br />
<span style="color:#666666;">(b) una scelta morale della gente per una maggiore responsabilità  per la rinascita morale dell’Italia</span></span></div>
<div style="line-height:normal;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;color:#666666;">(c) maggiore stabilità della scelta dello 0,7% (non soggetta a cambi di maggioranze ecc.)</span></div>
<div style="line-height:normal;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;color:#666666;">(d) max. partecipazione  à coinvolgimento  à controllo democratico sulla futura Coop.</span></div>
<div style="line-height:normal;text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;color:#666666;">(e) importanza politico-mediatica  à segnala la identità del Governo (spec. alla sinistra)</span></div>
<div style="line-height:normal;text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><strong>Nelle sedi internazionali </strong></span> <span style="font-size:12pt;"><span style="color:#666666;">(G8, WTO, ONU, IMF, BANCA MONDIALE, ecc.) il Partito Democratico dovrebbe sostenere incisive <span style="background:yellow none repeat scroll 0 50%;">riforme</span> delle regole <span style="background:yellow none repeat scroll 0 50%;">della globalizzazione</span> (commercio, investimenti, trasferimenti di tecnologia, brevetti, ecc.), evitando posizioni demagogiche e declamatorie, ma puntando su contributi reali di alto livello.</span></span></div>
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		<title>Disarmo nucleare</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Feb 2000 13:41:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piergiorgiogawronski</dc:creator>
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		<category><![CDATA[disarmo]]></category>
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		<description><![CDATA[DISARMO NUCLEARE

Il Partito democratico dovrebbe mettere il disarmo nucleare generalizzato al centro della sua strategia internazionale. In vista della Conferenza di Revisione del Trattato di Non Proliferazione Nucleare in programma nel 2010, il PD dovrebbe promuovere da subito, come primo atto dopo la sua nascita, una forte mobilitazione dell&#8217;opinione pubblica internazionale, per rovesciare l&#8217;attuale tendenza al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><strong><em><span style="color:#ff0000;">DISARMO NUCLEARE</span></em></strong></span></span></p>
<div style="line-height:normal;">
<p><span style="font-size:12pt;color:#666666;"><em><span style="color:#000000;">Il Partito democratico dovrebbe mettere il disarmo nucleare generalizzato al centro della sua strategia internazionale. In vista della Conferenza di Revisione del Trattato di Non Proliferazione Nucleare in programma nel 2010, il PD dovrebbe promuovere da subito, come primo atto dopo la sua nascita, <span style="background:yellow none repeat scroll 0 0;">una forte mobilitazione</span> dell&#8217;opinione pubblica internazionale, per rovesciare l&#8217;attuale tendenza al riarmo nucleare e all&#8217;abbandono del Trattato di Non Proliferazione Nucleare.</span></em></span></div>
<div style="line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;color:#666666;"><a href="http://piergiorgiogawronski.wordpress.com/2000/02/04/un-mondo-senza-armi-nucleari-speranza-o-utopia/" target="_blank"><span style="font-size:x-small;">[</span><span style="color:blue;"><span style="font-size:x-small;">Lettera al Corriere</span></span></a><span style="font-size:x-small;"> e risposta di Sergio Romano]</span></span></div>
<div style="line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;color:#333333;"><strong> Proliferazione nucleare: la catastrofe  annunciata del XXI secolo</strong></span></div>
<div style="line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;"> <span style="color:#666666;letter-spacing:.75pt;">Un mondo con quaranta paesi nucleari non è gestibile. La “mutua deterrenza”  &#8211; che impedì il conflitto Usa-URSS -  non può contrastare l’irrazionalità, il nichilismo, e i novelli Hitler del XXI secolo; ed il terrorismo nucleare diventa impossibile da controllare. Questa è la prospettiva dei prossimi vent’anni.</span></span></div>
<div style="line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;color:#666666;letter-spacing:.75pt;">E’ in atto in Medio Oriente e in Asia</span> <span style="font-size:12pt;"><span style="color:red;letter-spacing:.75pt;">una corsa al riarmo</span> <span style="letter-spacing:.75pt;"><span style="color:#666666;">nucleare senza precedenti, cui i paesi più moderati (Giappone, Taiwan, Brasile) rispondono organizzandosi sul piano scientifico, tecnologico, e fisico, per essere in grado di produrre una “atomica” in meno di un anno, se necessario. I vettori non sono un problema: dai missili sempre più a lungo raggio, alla classica “valigetta” del terrorista atomico prefigurata da J. Robert Oppenheimer.</span></span></span></div>
<div style="line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;color:#666666;letter-spacing:.75pt;">Non è sempre stato così. Durante la “guerra fredda”, il Trattato di Non Proliferazione (TNPN) riuscì quasi miracolosamente a bloccare la corsa agli ordigni atomici. Vi riuscì grazie a un accordo di ampia prospettiva fra le cinque potenze nucleari  &#8211; che si impegnarono ad azzerare i loro arsenali “nel lungo termine” -  e le nazioni prive di armi atomiche, che rinunciarono ad acquisirle. Fu, quello, uno dei frutti più alti del multilateralismo, sviluppatosi nel dopoguerra grazie alla leadership illuminata dei presidenti democratici americani. Essi compresero che la pace ha</span> <span style="font-size:12pt;"><span style="color:red;letter-spacing:.75pt;">bisogno</span> <span style="letter-spacing:.75pt;"><span style="color:#666666;">non solo di “società aperte” ma anche</span> <span style="color:red;">di una architettura istituzionale internazionale</span><span style="color:#666666;">. L’inazione delle cinque grandi potenze dopo la fine della guerra fredda, tuttavia, ha creato le condizioni per un collasso del TNPN: il clima attuale è quello del “rompete le righe”.</span></span></span></div>
<div style="line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;color:#666666;letter-spacing:.75pt;">George W.</span> <span style="font-size:12pt;color:blue;letter-spacing:.75pt;"><span class="link-external"><a href="http://www.gawronski.it/piergiorgio/Bush.htm"><span style="color:blue;">Bush</span></a></span></span><span style="font-size:12pt;color:#666666;letter-spacing:.75pt;"> non è privo di responsabilità. Il Presidente americano ha prima minacciato i tre stati “canaglia” (Corea del Nord, Iran, Iraq), poi ha attaccato il più debole, l’unico privo di un programma nucleare. Così facendo, ha spinto gli altri due a dotarsi in fretta della deterrenza atomica. La conseguente rottura degli equilibri strategici regionali ha fatto il resto, generando un micidiale “effetto domino”.</span></div>
<div style="line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;color:#666666;letter-spacing:.75pt;">La proliferazione sta inoltre tracimando dal settore pubblico alle ONG (Al Qaeda, ecc.), grazie a un vivace</span> <span style="font-size:12pt;"><span style="color:red;letter-spacing:.75pt;">mercato nero</span> <span style="letter-spacing:.75pt;"><span style="color:#666666;">alimentato dagli stati più (Corea del Nord) o meno (Pakistan) “canaglia”, e da tecnici nucleari di varia provenienza (Russia, ecc.) in cerca di rapidi guadagni. (Giuseppe Galasso sul Corriere del 17 agosto). Al punto che molti esperti considerano “probabile” un attentato nucleare in una grande città occidentale nei prossimi anni.</span></span></span></div>
<div style="line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;color:#666666;letter-spacing:.75pt;">La catastrofe nucleare non è inevitabile. Ciò che ostacola una soluzione sono soprattutto l’ignoranza, la rassegnazione, le illusioni del genere “USA, poliziotto del mondo”; e l’assenza di leadership, di coraggio politico. Mentre alcuni nostri leaders richiamano la nostra attenzione sul passato, su Auschwitz, suscitando commozione e consenso, quella stessa tragedia, nella versione nucleare  &#8211; che Hitler mancò per poco -   si va preparando sotto ai nostri occhi.</span></div>
<div style="line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;color:#666666;letter-spacing:.75pt;">Eppure</span> <span style="font-size:12pt;"><span style="color:red;letter-spacing:.75pt;">una via di uscita c’è</span><span style="color:#666666;letter-spacing:.75pt;">. Solo un ritorno alla prospettiva del disarmo generale, da parte delle cinque potenze nucleari “legali”, può invertire l’attuale tendenza, e fornire gli strumenti etici, giuridici, e politici per rilanciare il dialogo multilaterale. L’occasione  &#8211; da non perdere -  è la Conferenza di Revisione del Trattato di Non Proliferazione Nucleare in programma nel 2010. Ma i lavori del Comitato Preparatorio si trascinano senza costrutto. I diplomatici, da soli, non possono fare nulla. Ma la politica, oggi, non “guida”; insegue: i sondaggi, le mode. E come insegna Tolkien, chi ha l’anello del potere non riesce a privarsene senza una “spinta” esterna.</span></span></div>
<div style="line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;color:#666666;letter-spacing:.75pt;">Occorre perciò coinvolgere l’opinione pubblica, e</span> <span style="font-size:12pt;"><span style="color:red;letter-spacing:.75pt;">lanciare una iniziativa globale</span><span style="color:#666666;letter-spacing:.75pt;">, di stampo kennediano, alimentata da una forte spinta ideale. Un nuovo TNPN è l’unica via di uscita. Si tratta soli di stabilire quale prezzo pagheremo, prima di ritrovare la saggezza di nostri nonni.</span></span></div>
<div style="line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;color:red;letter-spacing:.75pt;">L’Italia</span><span style="font-size:12pt;color:#666666;letter-spacing:.75pt;">, paese di media potenza, moderato e non nucleare, è particolarmente</span> <span style="font-size:12pt;letter-spacing:.75pt;"><span style="color:red;">legittimata</span> <span style="color:#666666;">(assieme a Canada, Svezia, Sud-Africa, ed altri)  a chiedere conto alle altre nazioni delle situazioni pericolose che vanno emergendo per la sicurezza globale. In quanto paese alleato, può chiedere agli USA di riaprire la prospettiva del disarmo totale. Già in ottobre, al Nuclear Suppliers Group, l’Italia potrebbe segnalare il suo nuovo impegno sul disarmo votando assieme al Belgio contro l’accordo di cooperazione nucleare USA-India (che viola il TNP) con l’effetto di riportare la discussione nell’ambito del negoziato multilaterale.</span></span></div>
<div style="line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;color:#666666;letter-spacing:.75pt;">Il Partito Democratico dovrebbe</span> <span style="font-size:12pt;"><span style="color:red;letter-spacing:.75pt;">assumere l’iniziativa</span> <span style="letter-spacing:.75pt;"><span style="color:#666666;">su questo tema. E non lasciare sola l’estrema sinistra: anche perché gli accenti di anti-americanismo, anti-capitalismo, unilateralismo, che vi prevalgono, impediscono il formarsi di un movimento di opinione pubblica più vasto a favore del disarmo nucleare. Questa è una grande missione, per un grande partito di centro-sinistra.</span></span></span></div>
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		<title>Questioni Globali</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Feb 2000 13:40:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piergiorgiogawronski</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[questioni globali]]></category>

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		<description><![CDATA[UN ALTRO MONDO E&#8217; POSSIBILE
(Quello attuale sta diventando impossibile)



Il Partito Democratico dovrebbe prendere l’iniziativa :

sul disarmo nucleare;
sulla povertà globale;
sulla instabilità finanziaria internazionale;

sulla riforma delle Nazioni Unite;
 
sulle questioni ambientali globali (biodiversità), portando l’Italia al rispetto del trattato di Kyoto; sull&#8217;Europa e le sue istituzioni, sulle quali il P.D. dovrebbe sviluppare una sua articolata visione. 
Il Partito Democratico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-size:18pt;color:#cc0000;">UN ALTRO MONDO E&#8217; POSSIBILE</span></strong><span style="font-size:12pt;color:#cc0000;"><br />
</span><span style="font-size:10pt;color:black;">(Quello attuale sta diventando impossibile)</span><em></em></p>
<p><em></em></p>
<p style="line-height:normal;margin:0 0 10pt;">
<p style="line-height:normal;margin:0 0 10pt;">
<p style="line-height:normal;margin:0 0 10pt;"><span><span style="font-size:small;">Il Partito Democratico dovrebbe prendere l’iniziativa :</span></span><span><span style="font-size:small;"><br />
</span><br />
<span style="font-size:small;">sul<a href="http://piergiorgiogawronski.wordpress.com/2000/02/04/disarmo-nucleare/" target="_blank"> </a></span><a href="http://piergiorgiogawronski.wordpress.com/2000/02/04/disarmo-nucleare/" target="_blank"><span style="color:blue;"><span style="font-size:small;">disarmo nucleare</span></span><span style="font-size:small;">;</span></a></span></p>
<p>sulla <a href="http://piergiorgiogawronski.wordpress.com/2000/02/04/poverta-globale/" target="_blank"><span style="color:blue;"><span style="font-size:small;">povertà globale</span></span><span style="font-size:small;">;</span></a></p>
<p>sulla<a href="http://piergiorgiogawronski.wordpress.com/2000/02/04/instabilita-finanziaria-internazionale/" target="_blank"> <span style="color:blue;"><span style="font-size:small;">i</span></span><span style="color:blue;"><span style="font-size:small;">nstabilità finanziaria internazionale</span></span><span style="font-size:small;">;</span></a></p>
<div style="line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;"><br />
sulla riforma delle Nazioni Unite;</span></div>
<div style="line-height:normal;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;"> </span></div>
<div style="line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;">sulle questioni ambientali globali (biodiversità), portando l’Italia al rispetto del trattato di Kyoto; sull&#8217;Europa e le sue istituzioni, sulle quali il P.D. dovrebbe sviluppare una sua articolata visione. </span></div>
<div style="line-height:normal;"><span style="font-size:small;">Il Partito Democratico dovrebbe mettere l&#8217;Italia in grado di <span style="color:red;"><strong>svolgere un ruolo costruttivo</strong></span> e di leadership <span style="color:red;"><strong>nelle sedi internazionali</strong></span> - grazie all&#8217;alto livello delle sue proposte &#8211;  promuovendo la crescita qualitativa delle nostre istituzioni. Ad esempio, il P.D. dovrebbe favorire la creazione di un “Consiglio degli Esperti&#8221; in diretta collaborazione con il Ministro degli Esteri, ed una &#8220;Policy Unit” di alto livello alla Presidenza del Consiglio.</span></div>
<p align="center">Obama: <span class="link-external"><a href="http://www.realclearpolitics.com/video_log/2008/11/obamas_victory_speech_1.html">video</a></span> &#8211; <span style="font-size:x-small;">McCain: </span><span class="link-external"><a href="http://www.realclearpolitics.com/video_log/2008/11/mccains_concession_speech.html"><span style="font-size:x-small;">video</span></a></span></p>
<p align="center">Novembre 2008: Speriamo in Obama&#8230;!</p>
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