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	<title>Pier Giorgio Gawronski &#187; Problemi internazionali</title>
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	<description>il coraggio di cambiare</description>
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		<title>I &#8220;Signori della Finanza&#8221; e la crisi dell&#8217;Europa</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 21:11:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piergiorgiogawronski</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Problemi internazionali]]></category>

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		<description><![CDATA[Segnalo “Lords of Finance”, storia monetaria degli anni 1914-33 vista dalla prospettiva dei banchieri centrali; autore: Liaquat Ahamed, economista ex-FMI. Le analogie più interessanti con la crisi attuale riguardano la politica economica. Alcuni opinion ex fautori dell'immobilismo di fronte alla crisi, vorrebbe ora ridurre, subito, i deficit pubblici e l’espansione monetaria che hanno salvato il mondo nel 2009. Nonostante l’evidente debolezza della congiuntura e i milioni di disoccupati ovunque, tornano le stesse posizioni liberiste “ortodosse” che portarono il mondo alla catastrofe del 1930-33. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A</strong>pprofittando di una fastidiosa bronchite che mi costringe a casa, ho appena finito di leggere “<a href="http://ebookstore.sony.com/ebook/liaquat-ahamed/lords-of-finance/_/R-400000000000000111750">Lords of Finance</a>”, godibile storia monetaria degli anni 1920-33 vista dalla prospettiva dei banchieri centrali. Autore: Liaquat Ahamed, economista (ex-FMI) e speculatore di classe.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: center;"> <img class="size-thumbnail wp-image-1371 alignnone" title="103A_Strong-web" src="http://www.piergiorgiogawronski.com/media/103A_Strong-web-150x150.jpg" alt="103A_Strong-web" width="150" height="150" /></p>
<p style="text-align: center;">[<em>Benjamin Strong, Presidente della FED di New York dal 1914 al 1928</em>]</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Le analogie più interessanti con la crisi attuale riguardano i dibattiti di politica economica. C’è un gruppo di opinion makers (p.es. in <a href="http://www.timesonline.co.uk/tol/comment/letters/article7026234.ece">G.B</a>., in <a href="http://www.nytimes.com/2010/02/05/opinion/05krugman.html?partner=rssnyt&amp;emc=rss">USA</a>, in <a href="http://www.ft.com/cms/s/0/f9e9bc6c-0e90-11df-bd79-00144feabdc0.html">Francia</a>) che vorrebbe subito una riduzione dei deficit pubblici e dell’espansione monetaria che hanno salvato il mondo nel 2009. Nonostante l’evidente debolezza della congiuntura, il rischio <a href="http://http://krugman.blogs.nytimes.com/2010/02/19/disinflation/">deflazione</a>, e i milioni di <a href="http://epp.eurostat.ec.europa.eu/tgm/table.do?tab=table&amp;language=en&amp;pcode=teilm020&amp;tableSelection=1&amp;plugin=1">disoccupati</a> ovunque, queste posizioni liberiste “ortodosse” – le <a href="http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2010/feb/19/keynes-current-crisis">stesse</a> che portarono il mondo alla catastrofe del 1929-33 e alla crisi del 2008. Historia magistra vitae? <a href="http://krugman.blogs.nytimes.com/2010/02/26/if-this-be-victory/">Non pare</a>… &#8211; hanno tanta forza politica da influenzare persino Obama (<a href="http://www.politico.com/news/stories/0210/32748.html">Stiglitz</a>).</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-thumbnail wp-image-1370  aligncenter" title="GERschacht" src="http://www.piergiorgiogawronski.com/media/GERschacht2-150x150.jpg" alt="GERschacht" width="150" height="150" /></p>
<p style="text-align: center;">[<em>Hialmar Schacht, Governatore della Reichsbank dal 1923</em>]</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Mi preoccupa soprattutto l’attuale assetto istituzionale dell’Europa. Siamo rimasti a metà del guado, ed è la situazione peggiore per affrontare una crisi. Abbiamo una moneta unica, l’Euro, ma nessun coordinamento delle politiche di bilancio dei paesi europei, un Patto di Stabilità ormai morto e defunto, un bilancio europeo di scarso peso, una scarsa mobilità intra-europea dei lavoratori ed invece una totale mobilità dei capitali (anche destabilizzanti, come i capitali tedeschi che hanno creato la bolla immobiliare in Spagna nel decennio appena trascorso), una paralisi politica sul fronte delle riforme da apportare al sistema finanziario, una perdurante debolezza del Parlamento Europeo, l’assenza di unità politica, l’assenza di un meccanismo o di una procedura per intervenire nel caso uno dei paesi membri (vedi Grecia) stia per fallire.</p>
<p style="text-align: justify;">Più gravi ancora, nel breve periodo, mi paiono i rigidi vincoli dell&#8217;ortodossia imposti alla Banca Centrale &#8211; che già di suo persegue una politica monetaria troppo restrittiva, e che si fissa da sola gli obiettivi di inflazione senza risponderne all’autorità politica -, il cui Statuto (voluto soprattutto dalla Germania) enfatizza la più stabilità monetaria che la crescita (stabilizzazione dell’economia reale), a cui è fatto divieto acquistare titoli pubblici, e che pertanto non può finanziare alcuna espansione dei bilanci pubblici né alleviare il peso debiti pubblici con un po&#8217; di signoraggio (come fece invece la FED, riformata da Roosevelt nella prima settimana della sua presidenza, a partire dal Marzo 1933, ed ancora nel 2009). Il chè mette a repentaglio la stabilità di tutto il sistema economico (<a href="http://http://www.cnbc.com/id/34844547">PIGS</a>).</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-1373" title="jean-claude-trichet011" src="http://www.piergiorgiogawronski.com/media/jean-claude-trichet011-150x150.jpg" alt="jean-claude-trichet011" width="150" height="150" /></p>
<p style="TEXT-ALIGN: center">[<em>Jean Claude Trichet, attuale Governatore della Banca Centrale Europea</em>]</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Un importante paper appena uscito di Olivier Blanchard e due colleghi italiani, tutti del FMI, offrono le loro “Lezioni” dalla crisi attuale e propongono, fra le altre cose, di alzare l’obiettivo di inflazione “normale” dal 2 al 4%, per consentire alle banche centrali di abbassare i tassi d’interesse ben sotto l’inflazione in caso di crisi, e sostenere l’economia reale con molta più efficacia. Una tesi che sostengo da vent’anni e che viene ora rilanciata dall’istituzione &#8220;più ortodossa del mondo&#8221;. Sarebbe ora che ne prendessero atto i nostri <a href="http://rassegnastampa.mef.gov.it/mefnazionale/View.aspx?ID=2010030515126406-1">sacerdoti della moneta</a> nel Tempio dell&#8217;Ortodossia europea, la B.C.E.. Anche perché il motivo principale di questa proposta è un altro: consentire il recupero di competitività intra-europea a quei paesi che l&#8217;hanno persa (<a href="http://krugman.blogs.nytimes.com/2010/02/05/the-spanish-tragedy/">Spagna</a>) senza costringerli a un&#8217;orribile deflazione!</p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo, gli Stati membri dell’Europa monetaria non sembrano in gradi di avanzare proposte di riforma della governance economico-monetaria europea. Nel caso italiano, ciò dipende dal disprezzo per gli economisti dimostrato in questo decennio da Tremonti e Berlusconi: senza nuclei tecnici, “policy units”, o simili all’interno delle istituzioni di vertice, le idee sviluppate nell&#8217;Accademia o nei think thanks della società civile non trovano la strada per informare le proposte e le politiche dei governi. Temo però che non sia un problema solo italiano.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
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		<title>Afghanistan, un po&#8217; di serietà per favore!</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 20:41:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piergiorgiogawronski</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Problemi internazionali]]></category>

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		<description><![CDATA[Di Pietro si astiene in Parlamento sulla nostra missione in Afghanistan, il PD subito lo attacca. Un po' più di serietà non guasterebbe.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Di Pietro si astiene in Parlamento sulla nostra missione in Afghanistan, il PD subito lo attacca.</p>
<p style="text-align: justify;">La motivazione di Di Pietro: &#8220;Il nostro paese non ha una strategia; se ce la dicono siamo anche disposti a votare a favore&#8221;. Mi pare un argomento debole. Proprio ieri Obama ha presentato al mondo la nuova strategia internazionale per l&#8217;Afghanistan! Inoltre, <a href="http://www.cfr.org/publication/20877/assessing_the_afghan_surge.html?breadcrumb=%2F">la strategia di Obama</a> è corredata da molti <a href="http://csis.org/event/csis-press-briefing-cordesman-discuss-president-obamas-announcement-afghanistan-strategy">studi</a> disponibili anche <a href="http://www.brookings.edu/topics/afghanistan.aspx">in rete</a>. E&#8217; lui (Obama) il capo; noi italiani mica possiamo farci le strategie &#8220;fatte in casa&#8221;. Inoltre, da una forza &#8220;liberal-democratica&#8221; come l&#8217;Idv ci si aspetterebbe (a) una vicinanza ai democratici americani e ai liberal-democratici europei, o magari a <a href="http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601102&amp;sid=ad6hi64ziMz8">Gordon Brown</a>, più che alle forze della sinistra radicale, (b) la piena e convita partecipazione alla lotta contro il terrorismo internazionale (non però quella strumentale che faceva Bush).</p>
<p style="text-align: justify;">Il PD attacca Di Pietro con il massimo del fragore possibile. Ma l&#8217;Idv non ha votato contro, si è solo <em>astenuta</em>: tutto sommato chiedeva al governo italiano di presentare al Parlamento un documento strategico sull&#8217;Afghanistan, come fanno gli <a href="http://www.cabinetoffice.gov.uk/reports/afghanistan_pakistan.aspx">altri</a> governi. L&#8217;astensione dell&#8217;Idv mi pare quindi un peccato veniale. E le polemiche del PD mi paiono &#8211; almeno al 50% &#8211; pretestuose.</p>
<p style="text-align: justify;">La ricerca della visibilità aad ogni costo non è una cosa seria, e non promette bene per il futuro. Si diano una regolata, tutti quanti.</p>
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		<title>L&#8217;anniversario di Hiroshima, guardando al futuro</title>
		<link>http://www.piergiorgiogawronski.com/lanniversario-di-hiroshima-guardando-al-futuro/</link>
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		<pubDate>Fri, 07 Aug 2009 00:34:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piergiorgiogawronski</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[disarmo]]></category>
		<category><![CDATA[Problemi internazionali]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi è il 64° anniversario del bombardamento di Hiroshima, che causò istantaneamente 70.000 morti e migliaia di feriti. Se è importante ricordare le vittime, è ancora più importante riflettere su come evitare che quell’orrore si ripeta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Oggi è il 64° <a href="http://www.fas.org/blog/ssp/2009/08/hiroshima-making-the-sixty-fourth-anniversary-special.php">anniversario</a> del terribile <a href="http://www.time.com/time/covers/20050801/photoessay/">bombardamento</a> di Hiroshima, che causò istantaneamente 70.000 morti e migliaia di feriti.</p>
<p style="text-align: justify;">Se è importante ricordare le vittime, è ancora più importante chiederci come fare perché <a href="http://www.gensuikin.org/english/photo.html">quell’orrore</a> non si ripeta.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://designobserver.com/images/features/hiro_4.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;">L’ “equilibrio del terrore” rivela con chiarezza cosa sono le armi atomiche: <a href="http://www.fas.org/nuke/">armi da terroristi</a>. E’ urgente un accordo globale per la loro completa abolizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il diritto internazionale è dalla parte degli abolizionisti come noi del CdC. Le 5 “potenze nucleari” (USA, Russia, Cina, Francia, UK) hanno firmato un “Trattato di Non Proliferazione” che le obbliga a smantellare gli arsenali nucleari. Invece, hanno continuato a sviluppare i loro ordigni.</p>
<p style="text-align: justify;">Altri tre paesi (Israele, India, Pakistan) non aderenti al TNP hanno anch’essi armi atomiche. Un quarto (Corea del Nord) si è ritirato dal Trattato nel 2005. Ciò nonostante l’attenzione internazionale è focalizzata su paesi sospettati di voler acquisire armi nucleari: ieri l’Iraq, oggi l’Iran.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non possiamo condannare paesi “nucleari” solo allo stato potenziale, senza condannare chi già detiene armi atomiche, e fa ben poco per liberarsene, come richiederebbe il TNP in cambio della rinuncia degli altri paesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il punto non è la “proliferazione” delle bombe atomiche, ma la loro stessa esistenza. Bisogna cominciare a ridurre gli arsenali atomici, nel quadro di <a href="http://www.pugwash.org/reports/nw/Goldblat.pdf">un impegno multilaterale chiaro</a> volto alla loro totale abolizione. Solo così si riduce l’incentivo degli altri paesi ad acquisire armi atomiche.</p>
<p style="text-align: justify;">L’occasione è la Review Conference del TNP prevista per il 2010. Al momento, i negoziati <a href="http://www.un.org/NPT2010/">languono</a>. Senza una spinta dal basso, diplomatici e militari non produrranno risultati significativi.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Italia potrebbe <a href="http://www.acronym.org.uk/">fare</a> molto. Non ha armi atomiche (può chiedere conto alle potenze nucleari delle loro). è un paese “medio” (può unirsi al fronte dei paesi “medi” abolizionisti: Canada, Svezia, <a href="http://www.mofa.go.jp/POLICY/un/disarmament/arms/state0904.html">Giappone</a>, Australia…). E’ alleata di potenze nucleari (con cui può dialogare). In Europa potrebbe appoggiare la Gran Bretagna  – il solo paese nucleare ufficialmente favorevole all’“opzione zero”.</p>
<p style="text-align: justify;">Certo, la pochezza morale del governo Berlusconi non lascia spazio ad illusioni. Tuttavia resta ai democratici italiani la responsabilità di contribuire a allargare il <a href="http://www.boston.com/news/world/asia/articles/2009/08/06/hiroshima_mayor_calls_for_abolishing_nuke_weapons/">movimento</a> per l’“opzione zero” oltre i confini angusti dei <a href="http://www.unfuturosenzatomiche.org/">movimenti</a> antagonisti. E raccogliere assieme ad Obama la grande eredità multilateralista di F.D.Roosevelt e J.F.Kennedy.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui sotto vi sono alcuni video e articoli sulla questione nucleare.</p>
<p style="text-align: justify;">Pacificamente Vostro</p>
<p style="text-align: justify;">PierGiorgio Gawronski  (con il contributo di Sarah Molaiepour)</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p> </p>
<p align="center"><strong>SUGGERIMENTI</strong></p>
<p> </p>
<p>Il punto di vista del CdC:  <a href="http://piergiorgiogawronski.wordpress.com/2000/02/04/disarmo-nucleare">http://piergiorgiogawronski.wordpress.com/2000/02/04/disarmo-nucleare</a></p>
<p>Video del Nuclear Age Peace Foundation (NAPF): <a href="http://www.youtube.com/watch?v=6uQGv8tdwqw&amp;feature=PlayList&amp;p=0908C80120553563&amp;index=0">http://www.youtube.com/watch?v=6uQGv8tdwqw&amp;feature=PlayList&amp;p=0908C80120553563&amp;index=0</a></p>
<p>Video intervista di Jan Oberg sui “fondamentali” delle armi nucleari e critica del sistema missilistico di difesa balistica: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=evxMSNJ6uiI&amp;feature=email">http://www.youtube.com/watch?v=evxMSNJ6uiI&amp;feature=email</a></p>
<p>ACA &#8211; Fact sheet sullo status nucleare delle varie nazioni: <a href="http://www.armscontrol.org/factsheets/nptfacthttp://hnn.us/articles/93694.html">http://www.armscontrol.org/factsheets/nptfacthttp://hnn.us/articles/93694.html</a></p>
<p>L’articolo di David Krieger&#8217;s: &#8220;A Middle East Nuclear Weapon-Free Zone&#8221;: <a href="http://www.wagingpeace.org/articles/2009/06/11_krieger_mideast_nwfz.php">http://www.wagingpeace.org/articles/2009/06/11_krieger_mideast_nwfz.php</a></p>
<p> L’articolo di Gunnar Westberg&#8217;s sulla Corea e le minacce nucleari di Russia e USA: <a href="http://www.transnational.org/Resources_Treasures/2009/Westberg_NorthKorea_US&amp;RussiaThreat.html">http://www.transnational.org/Resources_Treasures/2009/Westberg_NorthKorea_US&amp;RussiaThreat.html</a></p>
<p> La posizione di Obama, dal New York Times: <a href="http://www.nytimes.com/2009/07/05/world/05nuclear.html?_r=1&amp;hp">http://www.nytimes.com/2009/07/05/world/05nuclear.html?_r=1&amp;hp</a></p>
<p> Video del NAPF sul ruolo degli USA nella promuzione di un mondo senza atomiche: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=RT_9KS07njQ">http://www.youtube.com/watch?v=RT_9KS07njQ</a></p>
<p>Articolo di Lawrence S. Wittner: perchè c’è bisogno di un mondo senza atomiche: <a href="http://hnn.us/articles/93694.html">http://hnn.us/articles/93694.html</a></p>
<p>Video con Farhang Jahanpour che invoca il disarmo globale: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=ClfzaFkowSA&amp;feature=PlayList&amp;p=0908C80120553563&amp;index=11">http://www.youtube.com/watch?v=ClfzaFkowSA&amp;feature=PlayList&amp;p=0908C80120553563&amp;index=11</a> </p>
<p>Il canale Video su YouTube di TFF&#8217; con diversi video (playlist &#8220;Nuclearism&#8221;): <a href="http://www.youtube.com/view_play_list?p=0908C80120553563">http://www.youtube.com/view_play_list?p=0908C80120553563</a></p>
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		<title>La Turchia deve entrare in Europa?</title>
		<link>http://www.piergiorgiogawronski.com/514-piergiorgio-gawronski-turchia-europee-allargament/</link>
		<comments>http://www.piergiorgiogawronski.com/514-piergiorgio-gawronski-turchia-europee-allargament/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 25 Apr 2009 12:46:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piergiorgiogawronski</dc:creator>
				<category><![CDATA[Post]]></category>
		<category><![CDATA[Problemi internazionali]]></category>

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		<description><![CDATA[Poiché le elezioni Europee si avvicinano, affronto un tema che mi è stato proposto da una stimata lettrice (Isabella: v. commenti). La questione dell’ingresso della Turchia in Europa divide profondamente i cittadini e i governi Europei, e sembra destinata a diventare – per iniziativa delle destre &#8211; uno dei principali argomenti del dibattito elettorale. Mentre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:medium;font-family:Times New Roman;">Poiché le elezioni Europee si avvicinano, affronto un tema che mi è stato proposto da una stimata lettrice (Isabella: v. commenti). La questione dell’ingresso della Turchia in Europa divide profondamente i cittadini e i governi Europei, e sembra destinata a diventare – per iniziativa delle destre &#8211; </span><a href="http://www.economist.com/blogs/charlemagne/2009/04/turkey_europes_electoral_bogey.cfm"><span style="font-size:medium;color:#800080;font-family:Times New Roman;">uno dei principali argomenti</span></a><span style="font-size:medium;font-family:Times New Roman;"> del dibattito elettorale. Mentre </span><a href="http://ec.europa.eu/enlargement/index_it.htm"><span style="font-size:medium;color:#800080;font-family:Times New Roman;">i negoziati continuano</span></a><span style="font-size:medium;font-family:Times New Roman;">, e nessuno dubita che la partnership debba crescere, alcuni, come <a href="http://www.emmabonino.it/pressreleases/7203">Emma Bonino</a>,  sostengono l’ingresso rapido della Turchia (Berlusconi è fra questi), mentre altri rigettano l’idea che la Turchia possa entrare nel giro di 10-15 anni come membro a pieno titolo nell’U.E. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:medium;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:medium;font-family:Times New Roman;">Le argomentazioni “contro” sono molteplici: la Turchia non è geograficamente in Europa, la Turchia non è un paese cristiano, i Turchi non sono di razza indo-europea, i Turchi sono storicamente “nemici”, i Turchi sono euro-scettici, i Turchi sono troppi (71 mil.), i Turchi non rispettano i diritti umani. Ognuna di queste argomentazione ne ha una contraria (ad es.: &#8220;se i Turchi sono tanti, tanto meglio, <a href="http://www.project-syndicate.org/commentary/moisi39">perché</a> con il loro ingresso <a href="http://www.project-syndicate.org/commentary/benami27">crescerebbe il potenziale geo-politico e militare dell’U.E</a>.&#8221;). Nessun testo scritto tuttavia comunica la carica di emotività che sta dietro a questo tema quanto l’ascolto di un dibattito, come quello (in inglese) in questo <a href="http://www.france24.com/en/20090407-obama-turkey-european-union-sarkozy">civilissimo video</a>. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:medium;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:medium;font-family:Times New Roman;">Personalmente, penso che l’Unione Europea non è attualmente in grado di assorbire un altro grande paese, a causa delle sue strutture politiche troppo fragili (troppi poteri di veto: ci manca solo quello della Turchia!). Inoltre, il divario di reddito pro capite fra la Turchia e l’Europa è troppo alto, e costituisce un incentivo troppo forte all’emigrazione verso l’Europa. Per questi due motivi, ritengo che una “partnership speciale”, una politica di amicizia, una stretta alleanza con la Turchia siano la soluzione migliore. Dissento quindi da Berlusconi, la cui continua pressione sugli altri paesi europei per fare entrare la Turchia non sembra tanto fondata su studi seri (dove sono i position paper del governo italiano che individuano il nostro interesse nazionale sull&#8217;argomento??) o strategie ponderate, quanto invece parte di una irresponsabile sceneggiata con cui il nostro Primo Ministro interpreta il suo ruolo internazionale.</span></p>
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