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	<title>Pier Giorgio Gawronski &#187; governo</title>
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		<title>Ascoltare gli elettori</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2009 07:27:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piergiorgiogawronski</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cari compagni e amici, guardiamoci in faccia. Questa è una debacle. Che viene da lontano: la sfortunata campagna elettorale del 2006; la crisi del governo Prodi; la sconfitta alle politiche del 2007; il declino nell&#8217;era Veltroni. Ora raccogliamo i cocci: meno cinque punti alle Europee; e un risultato peggiore alle amministrative (dove conta molto la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cari compagni e amici, guardiamoci in faccia. Questa è una debacle. Che viene da lontano: la sfortunata campagna elettorale del 2006; la crisi del governo Prodi; la sconfitta alle politiche del 2007; il declino nell&#8217;era Veltroni. Ora raccogliamo i cocci: meno cinque punti alle Europee; e un risultato peggiore alle amministrative (dove conta molto la qualità dei candidati).</p>
<p>Gli elettori ci stanno dicendo forte e chiaro che la nostra proposta non gli piace, che i nostri candidati non gli piacciono, che i nostri leader hanno concezioni superate. Parlo del nostro elettorato &#8220;potenziale&#8221;, che non è stato affatto risucchiato nel vortice dei nuovi disvalori berlusconiani, e che invece è lì che resiste, che aspetta. Il risentimento diffuso nei nostri confronti rivela la presenza di un&#8217;altra idea, di un progetto &#8220;democratico&#8221; latente nella società, che noi non riusciamo a (o non vogliamo?) interpretare.</p>
<p>In democrazia, quando si fallisce si va via. Anche per una questione di credibilità. Ma non basta. I nuovi leader devono essere selezionati dagli<em> elettori</em>. Semplice, vincente. Chiedete agli elettori: &#8220;chi (con quale programma) volete alla guida del partito?&#8221;</p>
<p>Scommetto (ma posso sbagliare) che i nostri elettori &#8211; se potessero &#8211; sceglierebbero un leader né ex-DS né ex-Margherita, e un gruppo dirigente di alto livello intellettuale e professionale. Il/la quale aprirebbe il partito, ristabilirebbe la democrazia interna, valorizzerebbe ONG e cittadini anche non iscritti. Si appellerebbe alle migliori energie intellettuali della società civile per avviare un grande cantiere (con buone dosi di trasparenza e interattività) per definire un progetto democratico per l&#8217;Italia. Che al centro avrebbe non &#8220;la difesa&#8221; (tutti i nostri leader), ma &#8220;il ripristino&#8221; della Costituzione: Obama in America è partito da qui.</p>
<p>La classe dirigente &#8220;uscente&#8221; può ritirarsi dignitosamente, o trascinare con sé il PD nel baratro. &#8220;Dignitosamente&#8221; non vuol dire andare via lasciando tutti nei guai; bensì favorire un ricambio basato sulla democrazia, invece che sulla cooptazione dei simili. Purtroppo, lo Statuto del partito prevede un Congresso e primarie &#8220;blindate&#8221;: i candidati alla Segreteria nazionale sono selezionati unicamente dagli iscritti. Cioè dalle correnti. Cioè dai soliti noti. (Era tipico dei regimi comunisti tenere regolari elezioni, ammettendovi solo&#8230; se stessi). Per fortuna, lo Statuto si può cambiare: basta che il 10% dell&#8217;Assemblea Nazionale lo chieda. Anche tu puoi firmare: <a href="../../../../../petizione">www.piergiorgiogawronski.com/petizione</a>. Salviamo insieme il PD, con l&#8217;aria fresca della democrazia.</p>
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