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	<title>Pier Giorgio Gawronski &#187; Economia</title>
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	<description>il coraggio di cambiare</description>
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		<title>Intervista radio sulla manovra economica</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Jun 2010 19:40:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piergiorgiogawronski</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[La situazione si è fatta pericolosa. L'Europa è caduta nella stessa trappola del 1930-31, con pochissime diffferenze rispetto ad allora. Le politiche monetarie e di bilancio sono di natura deflattiva. Nel 1930 portarono alla catastrofe. Aumentano le possibilità che la Storia si ripeta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La situazione si è fatta pericolosa. Il rischio di una catastrofe epocale è cresciuto. Come gli USA ed altri paesi nel 1930-31, nel 2010 l&#8217;Europa <a href="http://www.repubblica.it/economia/2010/06/06/news/cameron_merkel-tagli-4622707/">sta cedendo alla tentazione della deflazione</a>.  E ha <a href="http://www.finance-insurance-loans.com/tag/robert-skidelsky/">sbagliato la manovra</a>.</p>
<p>Le politiche di bilancio stanno diventando restrittive (più austerità, più sacrifici, meno consumi, meno vendite e fatturato per le imprese) proprio mentre avremmo disperatamente <a href="http://ec.europa.eu/economy_finance/db_indicators/surveys/index_en.htm">bisogno del contrario</a>: di più consumi, più fatturato, più occupazione. I paesi europei sono &#8220;costretti&#8221; a fare questa manovra assurda perché la Banca Centrale Europea non sostiene a sufficienza i governi. E perché in Germania (basso debito) governano le destre &#8220;neo-hooveriane&#8221;.</p>
<p>Il risultato? E&#8217; già chiaro sui mercati finanziari: nonostante l&#8217;enormità delle misure varate contro la speculazione, i mercati continuano a scendere, e a essere pericolosamente instabili. Hanno capito perfettamente che le misure intraprese sono di segno sbagliato, che non risolvono nulla. In autunno e in inverno sarà chiaro, purtroppo, anche sui mercati dei beni e servizi, e sul mercato del lavoro, che ci interessano più da vicino: nuova recessione, disoccupazione alle stelle, tensione sociale, estremisti che spuntano dappertutto come funghi. E tutto questo per niente: la progressiva caduta delle entrate fiscali causerà nuove, ripetute crisi del debito, nuove &#8220;grida&#8221; contro <span style="text-decoration: line-through;">gli untori</span> gli speculatori, nuove manovre.</p>
<p>Questo è il frutto amaro di decenni di governance &#8220;a prescindere&#8221; da qualsiasi competenza (macro)economica. Ora i politici non sanno più a chi rivolgersi: non hanno più gli indirizzi, i numeri di telefono, i nomi, di chi ha studiato e sa come si affronta una crisi macroeconomica di questo tipo.</p>
<p>Qui di seguito il link alla mia ultima intervista a radio radicale.</p>
<p><a href="http://www.radioradicale.it/scheda/305162/intervista-a-piergiorgio-grawronsky-sulla-manovra-finanziaria"><span style="color: #0000ff;">http://www.radioradicale.it/scheda/305162/intervista-a-piergiorgio-grawronsky-sulla-manovra-finanziaria</span></a></p>
<p>P.S. Dimenticavo: naturalmente, in Italia approfitteranno del clima di emergenza per infilare nei decreti legge nuove misure liberticide.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Osservazioni a caldo sulla manovra economica</title>
		<link>http://www.piergiorgiogawronski.com/una-risposta-deflattiva-e-disordinata-alla-crisi-delleuro/</link>
		<comments>http://www.piergiorgiogawronski.com/una-risposta-deflattiva-e-disordinata-alla-crisi-delleuro/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 26 May 2010 08:43:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piergiorgiogawronski</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo aver fatto le cicale per anni, ora sono costretti a fare una manovra deflattiva in piena recessione: per l'economia reale e l'occupazione e' un dramma. Ma anche per il debito pubblico non sono rose e fiori: senza crescita (della base imponibile) c'e' il rischio che la situazione si avviti su se stessa. Inoltre, si tratta di misure una tantum: non c'e' un piano di rientro strutturale dal debito. Nel 2012 ci ritroveremo allo stesso punto, solo con una crisi sociale piu' grave.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Una risposta deflattiva e disordinata alla crisi dell&#8217;Euro</strong></p>
<p> </p>
<p>1)      L’ottimismo irresponsabile di Berlusconi non e’ stato senza conseguenze. Hanno fatto <strong>le cicale</strong> nei tempi buoni, per i ricchi (abolizione ICI seconde case, ecc.) e rinviato le riforme strutturali: oggi paghiamo con tagli selvaggi attuati nel momento peggiore.</p>
<p>2)      I soldi dati all’<strong>Alitalia</strong> due anni fa sono quelli che oggi vengono tolti agli statali.  L’Alitalia fra l’altro ha continuato a perdere soldi: che errore bloccare Air France solo per una questione di immagine! (O per favorire gli amici?)</p>
<p>3)      Europa &#8211; Il giudizio dei mercati e’ negativo: un motivo ci sara’!? I tempi della manovra sono sbagliati: l’economia ha bisogno di sostegno immediato + riforme (tagli) strutturali. Cosi’, invece, si provoca una nuova recessione: e’ una <strong>manovra depressiva</strong>. Come ieri gli USA con Bush, cosi’ oggi l’Europa e’ in mano a governi di destra incompetenti!</p>
<p>4)      Con il solito pretesto dell’emergenza, infilano nella manovra <strong>gli affari loro</strong>. Che ci azzecca il Ministero dell’Economia che incorpora l’ISAE? Un altro istituto di analisi economica indipendente viene messo sotto controllo governativo. Strategia globale del bavaglio all’informazione dal basso (Circolare Min Istruzione in Emilia, legge Brunetta nella parte disciplinare che imbavaglia I dipendenti pubblici) oltre che dall’alto (intercettazioni, fondi tagliati all’editoria, rai occupata, ecc.).</p>
<p>5)      <strong>Enti locali</strong> penalizzati: il governo centrale non ha il coraggio di assumersi la responsabilita’ della manovra. Infatti Berlusconi si nasconde dietro Letta. E’ la negazione del federalismo.</p>
<p>6)      Tagli al numero delle <strong>province</strong>: bene (ma improvvisati: che confusione!). Ma allora perche’ il centrodestra ne ha create diverse nuove negli ultimi 10 anni?</p>
<p>7)      Hanno annunciato i <strong>tagli alla casta</strong>: magari! Invece, sono risibili. Ad es. lo “stipendio dei parlamentari” che viene tagliato (e solo in minima parte, del 5% o 10%, non e&#8217; ancora chiaro mentre scrivo) e’ comunque un intervento su solo un terzo dello stipendio vero, considerate tutte le voci. Un trucco mediocre, in un momento come questo. L’IDV propone di riportare al livello medio europeo tutti gli stipendi (comprese tutte le voci) della casta… (ed altre <a href="http://piergiorgiogawronski.wordpress.com/2000/02/04/i-privilegi-della-classe-politica/">proposte che avanziamo da tempo</a>).</p>
<p>8)      La lotta al<strong>l’evasione fiscale</strong>: dopo averla ‘abolita’ due anni fa, ora si fa marcia indietro. E’ una ammissione di colpa. Eppure, la marcia indietro e’ solo parziale (risultato di uno scontro tra Berlusconi  &#8211; che non la vuole &#8211; e Tremonti). Non basta! Chiediamo che si ripristino tutti i meccanismi di lotta all’evasione introdotti dal governo Prodi, smantellati nel 2008.</p>
<p>9)      Senza <strong>crescita</strong>, i debiti non si ripagano. Ma nella manovra mancano del tutto idee per il sostegno all’economia. Tipo: contenimento strutturale della spesa improduttiva con abolizione dei piccoli comuni, province, costi della politica e della casta. Le liberalizzazioni procedono come i gamberi :all’indietro! Universita’ e scuola sono tagliate… La giustizia viene impedita (e’ un aspetto cruciale per attrarre investimenti). Nel 2001 ci promisero di rilanciare la crescita. Ora invece si va ‘indietro tutta’.</p>
<p style="text-align: justify;">10)  CONCLUSIONI -  (1) <strong>Non c’e’ un piano di rientro dal debito</strong> pubblico: nel 2012 avremo lo stesso problema, aggravato dall’ennesimo<strong> condono</strong> (perdita di credibilita’ del fisco, massacro del territorio) e dal debito ancora cresciuto. Si mettono solo toppe al deficit del 2011 e 2012: ma la credibilita’ del debito pubblico italiano non aumenta. PDL/Lega sono incapaci di cambiare la direzione sbagliata in cui conducono il paese da 10 anni. (2) Non si fa una <strong>manovra deflattiva</strong> in piena recessione: cosi’ si uccide la ripresa. Obama in USA ha mostrato come si esce dalla crisi: con un forte sostegno agli enti locali, alle fasce deboli della popolazione, e con tagli strutturali al bilancio che incidono con forza nel lungo termine, senza soffocare la ripresa. Il governo italiano dovrebbe chiedere ai paesi europei con minori debiti (Francia, Germania) di rinviare i tagli ai loro bilanci al 2012: se tagliamo tutti assieme, la crisi si aggrava!</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Intervista radio + Commento sul pacchetto Europeo in difesa dell&#8217;Euro</title>
		<link>http://www.piergiorgiogawronski.com/intervista-radio-commento-sul-pacchetto-europeo-in-difesa-delleuro/</link>
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		<pubDate>Wed, 12 May 2010 00:33:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piergiorgiogawronski</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Per chi vuole approfondire, qui c'è la mia intervista radio sulla situazione economico finanziaria.    -   Lunedì, alle 2 di mattina, Europa ha varato il suo pacchetto in difesa dell'Euro. Finalmente la BCE è scesa in campo (controvoglia)! Si sostengono i mercati finanziari, ma non l'economia reale sottostante (su cui la finanza si basa). ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Per chi è interessato ad approfondire qui c&#8217;è la mia <a href="http://www.radioradicale.it/scheda/303116/intervista-a-piergiorgio-gawronski-sulla-crisi-delleuro-e-sulla-politica-attuata-dallunione-europea-in-mer"><strong>intervista</strong> a Radio Radicale</a> di sabato (prima delle decisioni europee). </p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La reazione dei mercati</strong> finanziari alle decisioni dei leaders EU riuniti a Bruxelles è stata inizialmente (molto) positiva: un sospirone di sollievo, per la <em>dimensione</em> del pacchetto aiuti, e in particolare perché la BCE è scesa finalmente in campo. Ma oggi cominciano già ad affiorare i dubbi, nelle borse e sul mercato valutario. Perché la BCE non ha capito la strategia europea, la considera una tattica momentanea, la subisce senza condividerla fino in fondo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La BCE teme</strong> giustamente <strong>l&#8217;eccesso di liquidità</strong>. E teme l&#8217;inflazione: in questo, sbaglia! Di inflazione ce n&#8217;è troppo poca. Il problema vero è che la liquidità comincia ad essere troppa nel circuito dei mercati finanziari: rischia di provocare altre bolle  e disastri vari. <em>Purtroppo</em> non trova la strada dei mercati reali: non arriva nelle tasche della gente, e quindi non alimenta le vendite delle imprese, che restano in crisi. Per dire, il dato di ieri sulla produzione industriale di marzo 2010 in Italia (+6,9% sui 12 mesi) si confronta con un Marzo 2009 a -20%, quindi rispetto al Marzo 2008 siamo ancora oggi a -13%!! </p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La soluzione</strong> sarebbe dare un po&#8217; di liquidità agli Stati affinché la spendessero in acquisti di beni e servizi, o in trasferimenti ai settori più poveri (che spendono e non risparmiano) della popolazione. Se p.es. la BCE facesse un bel falò con i titoli pubblici che acquista, come Calderoli fa con le Leggi dello Stato italiano, gli Stati Europei avrebbero meno debiti, e perciò più risorse per sostenere l&#8217;economia reale. Così, la liquidità si trasferirebbe all&#8217;economia reale. Invece, attualmente  resta intrappolata nel circuito finanziario; la sua enorme energia filtra pochissimo all&#8217;economia reale, mentre rimane pericolosamente viva nel settore finanziario, e diventa sempre più difficile da controllare. La BCE pensa giustamente che i rischi così diventano troppo elevati, ma non vede come ridurre la tensione.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Confusione</title>
		<link>http://www.piergiorgiogawronski.com/confusione/</link>
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		<pubDate>Sun, 09 May 2010 21:50:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piergiorgiogawronski</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono le 23:30, e ancora non abbiamo il "Piano di salvataggio" dell'Eurozona. Fra un'ora e mezzo aprono i mercati asiatici. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono le 23:30, e ancora non abbiamo il &#8220;Piano di salvataggio&#8221; dell&#8217;Eurozona. Fra un&#8217;ora e mezzo aprono i mercati asiatici. </p>
<p>Dalle poche indiscrezioni che filtrano, l&#8217;Europa sta prendendo ha la strada sbagliata. I falchi della Banca Centrale Europea avrebbero detto a Trichet che non hanno nessuna intenzione di dare una mano, acquistando sul mercato i titoli del debito pubblico dei paesi in difficoltà, perché &#8221;perderemmo la nostra indipendenza&#8221;.</p>
<p>Così ai capi di governo non sarebbe rimasta altra strada che ripiegare sull&#8217;uso di fondi pubblici &#8230; presi a prestito dai mercati! Debiti&#8230; per pagare i debiti. Il &#8221;Fondo Europeo di Stabilizzazione dei Mercati&#8221; è solo un modo per redistribuire il rischio. Ma non si affrontano le cause che hanno portato a una crisi di sfiducia nei confronti dei titoli pubblici di alcuni paesi. Che sono (1) la prospettiva di deficit pubblici perduranti da qui al 2030; (2) la perdita di competitività nei confronti della Germania.</p>
<p>L&#8217;Europa è in stato confusionale.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La &#8220;crisi sistemica&#8221; dell&#8217;Euro</title>
		<link>http://www.piergiorgiogawronski.com/crisi-sistemica/</link>
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		<pubDate>Fri, 07 May 2010 23:20:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piergiorgiogawronski</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo commento apparirà sull'Unità dell'8 Maggio. Spiega perché stiamo rischiando di distruggere l'Euro, e con esso anche una parte della nostra prosperità. Come potremmo salvare l'Euro. E perché di questo passo non lo salveremo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Non c’è alcun dubbio che la Grecia, dopo aver vissuto per anni al di sopra dei suoi mezzi, dovrebbe onorare (fin dove è possibile) i suoi debiti. Ma sui mercati finanziari l’attacco speculativo va ormai ben oltre la Grecia. Il che dimostra che problemi sono più profondi e i rischi più estesi, investendo l’intera costruzione Europea. La questione all&#8217;ordine del giorno dei capi di governo riuniti a Bruxelles è una sola: l’Euro può essere salvato? </p>
<p style="text-align: justify;">Questa crisi è figlia delle destre. Ha origine nella deregulation liberista di Bush, nei titoli sub-prime che hanno intossicato le banche europee e gli Stati intervenuti per salvarle, nel susseguente crollo delle economie reali e degli introiti fiscali. Ha origine, in Europa, nello svuotamento del Patto di Stabilità voluto nel 2005 da Tremonti, Sarkozy e Merkel, nella “finanza creativa” e nei debiti ammassati da Karamanlis e Berlusconi. Difficile che ora le destre abbiano la cultura economica, le idee giuste per salvare l’Euro. Il &#8220;<a href="http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601068&amp;sid=a4d9E2ZdBSYY">Fondo&#8221; salva Stati</a>, infatti, è una toppa, e non intacca le cause della crisi; costerà a noi italiani un&#8217;altra decina di miliardi, oltre ai 15 già destinati alla Grecia. I soldi sono pochi, andrebbero spesi meglio. </p>
<p style="text-align: justify;">Nei tempi straordinari che viviamo, di panico finanziario e recessione, i rimedi abituali non servono. È come se fossimo nel mondo magico di Alice, nel Paese delle Meraviglie: tutto funziona al contrario; anche la logica economica.</p>
<p style="text-align: justify;">Come ridurre i deficit e i debiti pubblici eccessivi? In tempi normali la ricetta “tagli e tasse” funzionerebbe. Oggi però i mercati &#8211; e la gente in strada – non credono a questa strategia. Infatti &#8211; <em>molto</em> più che in tempi “normali” &#8211; l’austerità scoraggia i consumi, le vendite delle imprese, l’occupazione, gli investimenti, la base imponibile, le entrate fiscali: un autogol! Come si risolve una crisi di fiducia del debito pubblico nel mondo di Alice? <em>Aumentando</em> il sostegno <em>immediato</em> all’economia e al disagio sociale (i poveri hanno un&#8217;alta propensione alla spesa), e varando contemporaneamente misure <em>strutturali</em>, tali da dare certezza ai mercati che il debito sarà ridotto nel lungo termine.</p>
<p style="text-align: justify;">Dietro alla crisi del debito c’è però una crisi di competitività di Grecia (dove il debito estero ha raggiunto il 90% del PIL), Spagna, Portogallo, Irlanda e Italia (il nostro deficit commerciale è al 3% del PIL), in cui l’Euro – già scudo efficace contro l’instabilità – diventa la camicia di forza che affonda chi è nel vortice. Non potendo svalutare, per riportare in linea i costi produttivi l’ortodossia propone ai paesi in crisi la deflazione. Una cura perfettamente in grado di… uccidere il malato. Perché aumenta il valore reale dei debiti (privati e pubblici); e perché le aspettative di nuovi cali dei prezzi indurrebbero le famiglie a rinviare gli acquisti (meno vendite delle imprese, meno produzione, meno entrate fiscali). Autogol n°2!</p>
<p style="text-align: justify;">Come si risolve una crisi di competitività nel mondo di Alice? Con l’espansione monetaria, e l’inflazione. Un’inflazione al 5-6% per tre anni in Germania consentirebbe agli altri paesi di recuperare competitività mantenendo la loro inflazione ai livelli attuali (1%), o di ridurre il valore reale dei debiti. Questo è ciò che suggeriscono gli economisti keynesiani e il buon senso, questa è la soluzione  che vorrebbero quelli che perdono il lavoro, le imprese che stanno chiudendo, e anche i mercati. Infatti, giovedì scorso il Dow Jones ha perso 1000 punti in pochi minuti &#8211; un nuovo record per la borsa americana &#8211; proprio quando Trichet (il Presidente della Banca Centrale Europea) ha escluso di voler acquistare sul mercato i titoli pubblici europei (immettendo, in cambio, moneta nel sistema economico).</p>
<p style="text-align: justify;">L’Europa ha fame di inflazione. Ma per i sacerdoti dell’ortodossia, per <a href="http://www.repubblica.it/economia/2010/05/09/news/titoli-pubblici-3926355/">la B.C.E.</a>, l’inflazione è anatema; come nel 1930 (non hanno imparato nulla&#8230;). E allora, avanti con la deflazione! I dogmi &#8211; si sa &#8211; sono immodificabili. L&#8217;unica vera opzione che rimane alla Grecia e agli altri paesi che entrano in crisi, per recuperare competitività, è il taglio selvaggio dei salari (del 15-30% circa, secondo i paesi), oppure l&#8217;uscita dall&#8217;Euro e la svalutazione. L&#8217;euro a 16 paesi, di qui a pochi mesi, non esisterà più. Stanno distruggendo la nostra moneta, e con essa, forse, anche il nostro sogno europeo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>LA SECONDA ONDATA</title>
		<link>http://www.piergiorgiogawronski.com/la-seconda-ondata/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 22:30:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piergiorgiogawronski</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[La seconda ondata della crisi finanziaria globale è in arrivo. Questa volta, l'epicentro siamo noi. Gravissime le responsabilità di Tremonti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"> </p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; in arrivo la arci-prevista (vedi post precedenti in tema di economia) seconda ondata della Grande Crisi Finanziaria iniziata nel 2008. La fragilità finanziaria, nell&#8217;ultimo anno, non è scomparsa: è un po&#8217; diminuita nelle grandi banche internazionali, ma solo perchè altri soggetti (per lo più pubblici) se ne sono fatti carico (direttamente, con i salvataggi, o indirettamente, tramite il calo delle entrate fiscali). Ora sono sotto tiro i titoli del debito pubblico non solo della Grecia, ma anche dell&#8217;Italia. Ieri il differenziale dei tassi del debito pubblico italiano rispetto ai titoli del debito tedeschi è schizzato oltre i 100 punti base: il trend degli ultimi giorni mette paura.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.princeton.edu/~pkrugman/itspread.gif" alt="DESCRIPTION" /></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Chiariamo subito che Tremonti e Berlusconi hanno una ENORME responsabilità in questi fatti. Sono loro che nel 2003-05 hanno fatto letteralmente saltare il Patto di Stabilità Europeo (che bene o male, nonostante i trucchi contabili e la finanza creativa di diversi paesi, teneva a freno i deficit europei). Nessuno più di quei due ha aperto alla Grecia un&#8217;autostrada&#8230; verso il disastro. Sono ancora loro che qui in Italia  &#8211; da quando è esplosa la crisi finanziaria globale - hanno scelto di non fare nulla, aspettando che &#8220;passasse la nottata&#8221;: così il nostro paese arriva impreparato al momento più difficile.</p>
<p style="text-align: justify;">Berlusconi, Tremonti, Brunetta, Scajola&#8230;  avrebbero potuto far passare in Parlamento le riforme  necessarie al risanamento <em>strutturale</em> del bilancio pubblico, così  da mettere i titoli del debito al riparo da ogni crisi di fiducia, e quindi al riparo dalla speculazione. I sacrifici e le riforme necessarie, votate in Parlamento, sarebbero entrati <em>automaticamente</em> in vigore solo a crisi finita, fra tre-quattro anni. (Sacrifici che avrei voluto soprattutto a carico della classe politica, ormai confusa e complice con l&#8217;alta burocrazia, una elité che sta succhiando il sangue a questo paese, come ha evidenziato - fra gli altri &#8211; lo scandalo della Protezione Civile).</p>
<p style="text-align: justify;">Al contrario, le destre italiane hanno seguito la strada opposta, quella sbagliata.</p>
<p style="text-align: justify;">1. Finanza allegra e creativa negli anni buoni.</p>
<p style="text-align: justify;">2. Rigidità di bilancio proprio in quei due-tre anni di crisi (2008-10) nei quali l&#8217;economia andava sostenuta (e ogni soldo speso dallo stato avrebbe procurato ritorni altissimi, anche in termini di entrate fiscali).</p>
<p style="text-align: justify;">3. Nessun intervento sui trend di lungo periodo della spesa pubblica. Al contrario, un <em>magna magna</em> generale, e l&#8217;attenzione distolta dalle leggi ad personam, o da maldestri tentativi di riforme istituzionali volte a aumentare l&#8217;opacità e i poteri della &#8220;casta&#8221; politica.</p>
<p style="text-align: justify;">4. A ciò aggiungiamo il ruolo delle destre sia italiane che mondiali nella deregulation (vedi depenalizzazione del falso in bilancio in Italia; ecc.) hanno avuto nel favorire negli anni di Bush la fragilità finanziaria.</p>
<p style="text-align: justify;">5. E aggiungiamo il nefasto ruolo della Merkel nel <a href="http://www.wallstreetitalia.com/articolo.asp?art_id=923486">procrastinare</a> l&#8217;aiuto Europeo alla <a href="http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601087&amp;sid=a8rFB8taRuk4&amp;pos=3">Grecia</a> mentre il fuoco greco già si stava propagando. </p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://av.r.ftdata.co.uk/files/2010/04/Developed-wold-CDS-Morgan-Stanley.jpg" alt="DESCRIPTION" /></p>
<p style="text-align: justify;">Sicché ora è diventato un incendio molto più difficile da spegnere: pura incompetenza? (la destra, si sà, disprezza gli economisti, la cultura, l&#8217;alta competenza: &#8220;ghe pensi mi!&#8221;) Cinico calcolo elettorale?</p>
<p style="text-align: justify;">Comunque sia, ora noi tutti ci apprestiamo a pagarne le conseguenze.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>La crisi economica globale al bivio</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 14:18:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piergiorgiogawronski</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il punto sulla crisi globale. Le cose vanno meglio ma il presente è ancora molto doloroso per molta gente, e il futuro è ancora incerto. Il dibattito di politica economica si concentra sui deficit pubblici. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Le borse sono risalite dai minimi di marzo 2009. L&#8217;occupazione cala ma <a href="http://www.dailymarkets.com/releases/2010/03/05/stocks-rally-as-february-job-losses-come-in-narrower-than-forecast-us-commentary/">meno</a> di prima (<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2009/10/fmi-stime-pil-crisi-disoccupazione.shtml?uuid=db73806e-ae56-11de-8022-a5c1b4f83c85">Italia</a>). Molte  imprese resistono. La produzione sta <a href="http://www.dailymarkets.com/releases/2010/03/05/oecd-leading-indicator-suggests-expansion-in-activity/">recuperando</a>.  Tutto grazie ai deficit pubblici, che hanno sostituito o rifinanziato la spesa privata, sostenendo le vendite delle imprese.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma mentre le manovre espansive dei governi vanno esaurendosi, la spesa privata è ancora debole; in Italia il ricorso alla cassa integrazione continua a <a href="http://quotidianonet.ilsole24ore.com/economia/2010/03/05/300492-sole24ore.shtml">crescere</a>; la disoccupazione resta alta; il credito alle imprese nell&#8217;eurozona continua a <a href="http://www.dailymarkets.com/releases/2010/02/25/eurozone-loans-to-private-sector-drop-again-in-january/">calare</a>, le banche soffrono per le difficolta delle imprese loro clienti e restano alti i <a href="http://www.ecb.int/pub/fsr/html/summary200912.en.html">rischi finanziari</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sarebbe bisogno di nuovi stimoli, ma c&#8217;è chi lancia l&#8217;allarme debito pubblico (<a href="http://financialnewsexpress.blogspot.com/2009/12/four-ken-rogoff-video-interviews.html">Rogoff</a>, <a href="http://classic.cnbc.com/id/15840232?video=1425720804&amp;play=1">video</a>). Che fare? Il mondo sembra sospeso in attesa che gli eventi prendano una direzione chiara. Nei dibattiti sulla politica economica gli economisti keynesiani <a href="http://www.thenation.com/doc/20100322/galbraith">Galbraith</a>, <a href="http://www.project-syndicate.org/commentary/stiglitz123/English">Stiglitz</a>, <a href="http://krugman.blogs.nytimes.com/2010/03/05/debt-is-a-political-issue/">Krugman</a> si schierano a difesa dei deficit finanziati da nuovo debito; ma il mondo della finanza non ci sta (<a href="http://www.dailymarkets.com/economy/2010/03/05/why-the-crisis-is-coming-to-a-head-in-the-uk/">Larson</a>, <a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052748704188104575083330000473858.html">Malpass</a>). Chi ha ragione? Io penso che abbiamo bisogno di deficits finanziati anche con moneta; e sull&#8217;ortodossia neoliberale (Wall Street, BCE) la penso <a href="http://www.piergiorgiogawronski.com/i-signori-della-finanza-e-la-crisi-delleuropa/">così</a>.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1503" title="USA: diverse misure della disoccupazione" src="http://www.piergiorgiogawronski.com/media/AltUnempTS-thumb-600x4502.png" alt="USA: diverse misure della disoccupazione" width="600" height="450" /></p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>I &#8220;Signori della Finanza&#8221; e la crisi dell&#8217;Europa</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 21:11:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piergiorgiogawronski</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Problemi internazionali]]></category>

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		<description><![CDATA[Segnalo “Lords of Finance”, storia monetaria degli anni 1914-33 vista dalla prospettiva dei banchieri centrali; autore: Liaquat Ahamed, economista ex-FMI. Le analogie più interessanti con la crisi attuale riguardano la politica economica. Alcuni opinion ex fautori dell'immobilismo di fronte alla crisi, vorrebbe ora ridurre, subito, i deficit pubblici e l’espansione monetaria che hanno salvato il mondo nel 2009. Nonostante l’evidente debolezza della congiuntura e i milioni di disoccupati ovunque, tornano le stesse posizioni liberiste “ortodosse” che portarono il mondo alla catastrofe del 1930-33. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A</strong>pprofittando di una fastidiosa bronchite che mi costringe a casa, ho appena finito di leggere “<a href="http://ebookstore.sony.com/ebook/liaquat-ahamed/lords-of-finance/_/R-400000000000000111750">Lords of Finance</a>”, godibile storia monetaria degli anni 1920-33 vista dalla prospettiva dei banchieri centrali. Autore: Liaquat Ahamed, economista (ex-FMI) e speculatore di classe.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: center;"> <img class="size-thumbnail wp-image-1371 alignnone" title="103A_Strong-web" src="http://www.piergiorgiogawronski.com/media/103A_Strong-web-150x150.jpg" alt="103A_Strong-web" width="150" height="150" /></p>
<p style="text-align: center;">[<em>Benjamin Strong, Presidente della FED di New York dal 1914 al 1928</em>]</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Le analogie più interessanti con la crisi attuale riguardano i dibattiti di politica economica. C’è un gruppo di opinion makers (p.es. in <a href="http://www.timesonline.co.uk/tol/comment/letters/article7026234.ece">G.B</a>., in <a href="http://www.nytimes.com/2010/02/05/opinion/05krugman.html?partner=rssnyt&amp;emc=rss">USA</a>, in <a href="http://www.ft.com/cms/s/0/f9e9bc6c-0e90-11df-bd79-00144feabdc0.html">Francia</a>) che vorrebbe subito una riduzione dei deficit pubblici e dell’espansione monetaria che hanno salvato il mondo nel 2009. Nonostante l’evidente debolezza della congiuntura, il rischio <a href="http://http://krugman.blogs.nytimes.com/2010/02/19/disinflation/">deflazione</a>, e i milioni di <a href="http://epp.eurostat.ec.europa.eu/tgm/table.do?tab=table&amp;language=en&amp;pcode=teilm020&amp;tableSelection=1&amp;plugin=1">disoccupati</a> ovunque, queste posizioni liberiste “ortodosse” – le <a href="http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2010/feb/19/keynes-current-crisis">stesse</a> che portarono il mondo alla catastrofe del 1929-33 e alla crisi del 2008. Historia magistra vitae? <a href="http://krugman.blogs.nytimes.com/2010/02/26/if-this-be-victory/">Non pare</a>… &#8211; hanno tanta forza politica da influenzare persino Obama (<a href="http://www.politico.com/news/stories/0210/32748.html">Stiglitz</a>).</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-thumbnail wp-image-1370  aligncenter" title="GERschacht" src="http://www.piergiorgiogawronski.com/media/GERschacht2-150x150.jpg" alt="GERschacht" width="150" height="150" /></p>
<p style="text-align: center;">[<em>Hialmar Schacht, Governatore della Reichsbank dal 1923</em>]</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Mi preoccupa soprattutto l’attuale assetto istituzionale dell’Europa. Siamo rimasti a metà del guado, ed è la situazione peggiore per affrontare una crisi. Abbiamo una moneta unica, l’Euro, ma nessun coordinamento delle politiche di bilancio dei paesi europei, un Patto di Stabilità ormai morto e defunto, un bilancio europeo di scarso peso, una scarsa mobilità intra-europea dei lavoratori ed invece una totale mobilità dei capitali (anche destabilizzanti, come i capitali tedeschi che hanno creato la bolla immobiliare in Spagna nel decennio appena trascorso), una paralisi politica sul fronte delle riforme da apportare al sistema finanziario, una perdurante debolezza del Parlamento Europeo, l’assenza di unità politica, l’assenza di un meccanismo o di una procedura per intervenire nel caso uno dei paesi membri (vedi Grecia) stia per fallire.</p>
<p style="text-align: justify;">Più gravi ancora, nel breve periodo, mi paiono i rigidi vincoli dell&#8217;ortodossia imposti alla Banca Centrale &#8211; che già di suo persegue una politica monetaria troppo restrittiva, e che si fissa da sola gli obiettivi di inflazione senza risponderne all’autorità politica -, il cui Statuto (voluto soprattutto dalla Germania) enfatizza la più stabilità monetaria che la crescita (stabilizzazione dell’economia reale), a cui è fatto divieto acquistare titoli pubblici, e che pertanto non può finanziare alcuna espansione dei bilanci pubblici né alleviare il peso debiti pubblici con un po&#8217; di signoraggio (come fece invece la FED, riformata da Roosevelt nella prima settimana della sua presidenza, a partire dal Marzo 1933, ed ancora nel 2009). Il chè mette a repentaglio la stabilità di tutto il sistema economico (<a href="http://http://www.cnbc.com/id/34844547">PIGS</a>).</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-1373" title="jean-claude-trichet011" src="http://www.piergiorgiogawronski.com/media/jean-claude-trichet011-150x150.jpg" alt="jean-claude-trichet011" width="150" height="150" /></p>
<p style="TEXT-ALIGN: center">[<em>Jean Claude Trichet, attuale Governatore della Banca Centrale Europea</em>]</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Un importante paper appena uscito di Olivier Blanchard e due colleghi italiani, tutti del FMI, offrono le loro “Lezioni” dalla crisi attuale e propongono, fra le altre cose, di alzare l’obiettivo di inflazione “normale” dal 2 al 4%, per consentire alle banche centrali di abbassare i tassi d’interesse ben sotto l’inflazione in caso di crisi, e sostenere l’economia reale con molta più efficacia. Una tesi che sostengo da vent’anni e che viene ora rilanciata dall’istituzione &#8220;più ortodossa del mondo&#8221;. Sarebbe ora che ne prendessero atto i nostri <a href="http://rassegnastampa.mef.gov.it/mefnazionale/View.aspx?ID=2010030515126406-1">sacerdoti della moneta</a> nel Tempio dell&#8217;Ortodossia europea, la B.C.E.. Anche perché il motivo principale di questa proposta è un altro: consentire il recupero di competitività intra-europea a quei paesi che l&#8217;hanno persa (<a href="http://krugman.blogs.nytimes.com/2010/02/05/the-spanish-tragedy/">Spagna</a>) senza costringerli a un&#8217;orribile deflazione!</p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo, gli Stati membri dell’Europa monetaria non sembrano in gradi di avanzare proposte di riforma della governance economico-monetaria europea. Nel caso italiano, ciò dipende dal disprezzo per gli economisti dimostrato in questo decennio da Tremonti e Berlusconi: senza nuclei tecnici, “policy units”, o simili all’interno delle istituzioni di vertice, le idee sviluppate nell&#8217;Accademia o nei think thanks della società civile non trovano la strada per informare le proposte e le politiche dei governi. Temo però che non sia un problema solo italiano.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il mio amico Eric era un uomo fortunato</title>
		<link>http://www.piergiorgiogawronski.com/il-mio-amico-eric-era-un-uomo-fortunato/</link>
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		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 03:25:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piergiorgiogawronski</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[L'Italia, presa in mezzo tra la crisi e il declino, torna in recessione nel quarto trimestre 2009: un anno in cui abbiamo fatto peggio di tutti. Tremonti continua a raccontare favole a un paese sfiduciato, che subisce la crisi senza reagire perché in troppi abbiamo dimenticato - nei nostri rapporti quotidiani, il valore dell'apertura e della solidarietà verso i nostri vicini.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">L&#8217;Italia torna in recessione nell&#8217;ultimo trimestre del 2009, secondi i dati preliminari dell&#8217;Istat:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://1.bp.blogspot.com/_ngczZkrw340/S3VCjV1YuUI/AAAAAAAAQPI/vG77DM-RKjI/s1600/GDP%2BThree.png" border="0" alt="[GDP+Three.png]" /></p>
<p style="text-align: justify;">Un -0.2 a trimestre corrisponde a un ritmo annuo di -0.9%. Insomma, le cose non vanno bene. L&#8217;Italia sta facendo peggio di tutti i grandi paese del mondo (U.S.A., Giappone, Germania, Francia, Gran Bretagna, Canada, Spagna, ecc).</p>
<p style="text-align: justify;">In realtà, è da un po&#8217; che le cose peggiorano. Per chi ancora crede che non c&#8217;è declino in Italia, ecco la prova:</p>
<p><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5427324377543946578" style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ngczZkrw340/S1G6xCRTMVI/AAAAAAAAQCE/Rsi0QxEPuNo/s400/italy+long+term+GDP.png" border="0" alt="" width="434" height="245" /></p>
<p> </p>
<p>La disoccupazione aumenta&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"> <img class="aligncenter" src="http://2.bp.blogspot.com/_ngczZkrw340/S1IHjQAEgJI/AAAAAAAAQDk/RbSHis8NkWU/s1600/Italy%2BUnemployment%2BRate.png" border="0" alt="[Italy+Unemployment+Rate.png]" width="476" height="259" /></p>
<p>&#8230; mentre le cifre ufficiali sottostimano  <a href="http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601085&amp;sid=aneX9qAAafOk#">la realtà</a>. (Vai su attachment per il grafico)</p>
<p> </p>
<p style="text-align: justify;">Quello che colpisce è il clima di rassegnazione che c&#8217;è nel nostro paese. C&#8217;è un solo monarca, c&#8217;è una sola narrazione della crisi (quella di Tremonti, secondo la quale &#8220;stiamo andando meglio di altri paesi&#8221;), c&#8217;è una sola speranza: &#8220;io speriamo che me la cavi&#8221;, che a volte diventa &#8220;io speriamo che il monarca mi getti qualche briciola in cambio della mia supina fedeltà&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho visto un film ieri, &#8220;Il mio amico Eric&#8221;, che finisce con un gruppo di una settantina di colleghi che si mobilitano tutti e senza divisioni per difendere Eric, loro collega e amico. Dove sono, nella nostra Italia, queste reazioni solidali, questo atteggiamento franco e accogliente verso l&#8217;altro, questa fiducia nel poter cambiare insieme le cose per il meglio?</p>
<p style="text-align: justify;">Io non ci sto. <a href="http://www.lavoce.info/articoli/-300parole/pagina1001555.html">Non è vero</a> che con un alto debito pubblico come il nostro il governo non può fare nulla per combattere la crisi. Non è vero che ce la possiamo cavare da soli, la sorte verrà a prenderci uno per uno, come tanti Curiazi. E infine, non è vero che le nostre energie morali sono ormai morte: la crisi darà una mano a svegliare molti che si sono addormentati, al riparo del posto fisso, o del guzzoletto ricevuto in eredità.</p>
<p style="text-align: justify;">P.S. Per chi è interessato a capire le cause del declino economico italiano, questo grafico (grazie Paul) ne evidenzia una: la perdita di competitività. L&#8217;inflazione italiana negli ultimi 10 anni è stata più alta che in Germania e Francia (e che nella media europea), trainata dagli oligopoli e dalle tariffe, decise a danno dei consumatori dai soliti noti. (La linea dei costi che rappresenta l&#8217;Italia è quella azzurra che arriva appaiata al Portogallo).</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.princeton.edu/~pkrugman/deflator_divergence.png" alt="DESCRIPTION" /></p>
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		<title>Il buon governo dell&#8217;economia è un&#8217;altra cosa</title>
		<link>http://www.piergiorgiogawronski.com/il-buon-governo-delleconomia-e-unaltra-cosa/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 02:43:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piergiorgiogawronski</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi al Senato il Ministro dell&#8217;Economia Tremonti ha dichiarato: &#8220; è la prima volta in tanti anni che la velocità di crescita del deficit e del debito italiano è inferiore alla media europea&#8221;. In altre parole, quando l&#8217;economia va bene Tremonti fa la cicala e non si cura del deficit; quando l&#8217;economia va in crisi e avrebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi <a href="http://www.corrispondenti.net/index.php?id=30236">al Senato il Ministro dell&#8217;Economia </a>Tremonti ha <a href="http://www.corrispondenti.net/index.php?id=30236">dichiarato</a>: &#8220; è la prima volta in tanti anni che la velocità di crescita del deficit e del debito italiano è inferiore alla media europea&#8221;. In altre parole, quando l&#8217;economia va bene Tremonti fa la cicala e non si cura del deficit; quando l&#8217;economia va in crisi e avrebbe bisogno di più deficit per essere sostenuta, lo Stato si trova senza soldi e deve stringere i cordoni della borsa. Il contrario di quanto un buon governo dovrebbe fare.</p>
]]></content:encoded>
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