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	<title>Pier Giorgio Gawronski &#187; disarmo</title>
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	<description>il coraggio di cambiare</description>
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		<title>L&#8217;anniversario di Hiroshima, guardando al futuro</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Aug 2009 00:34:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piergiorgiogawronski</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[disarmo]]></category>
		<category><![CDATA[Problemi internazionali]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi è il 64° anniversario del bombardamento di Hiroshima, che causò istantaneamente 70.000 morti e migliaia di feriti. Se è importante ricordare le vittime, è ancora più importante riflettere su come evitare che quell’orrore si ripeta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Oggi è il 64° <a href="http://www.fas.org/blog/ssp/2009/08/hiroshima-making-the-sixty-fourth-anniversary-special.php">anniversario</a> del terribile <a href="http://www.time.com/time/covers/20050801/photoessay/">bombardamento</a> di Hiroshima, che causò istantaneamente 70.000 morti e migliaia di feriti.</p>
<p style="text-align: justify;">Se è importante ricordare le vittime, è ancora più importante chiederci come fare perché <a href="http://www.gensuikin.org/english/photo.html">quell’orrore</a> non si ripeta.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://designobserver.com/images/features/hiro_4.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;">L’ “equilibrio del terrore” rivela con chiarezza cosa sono le armi atomiche: <a href="http://www.fas.org/nuke/">armi da terroristi</a>. E’ urgente un accordo globale per la loro completa abolizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il diritto internazionale è dalla parte degli abolizionisti come noi del CdC. Le 5 “potenze nucleari” (USA, Russia, Cina, Francia, UK) hanno firmato un “Trattato di Non Proliferazione” che le obbliga a smantellare gli arsenali nucleari. Invece, hanno continuato a sviluppare i loro ordigni.</p>
<p style="text-align: justify;">Altri tre paesi (Israele, India, Pakistan) non aderenti al TNP hanno anch’essi armi atomiche. Un quarto (Corea del Nord) si è ritirato dal Trattato nel 2005. Ciò nonostante l’attenzione internazionale è focalizzata su paesi sospettati di voler acquisire armi nucleari: ieri l’Iraq, oggi l’Iran.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non possiamo condannare paesi “nucleari” solo allo stato potenziale, senza condannare chi già detiene armi atomiche, e fa ben poco per liberarsene, come richiederebbe il TNP in cambio della rinuncia degli altri paesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il punto non è la “proliferazione” delle bombe atomiche, ma la loro stessa esistenza. Bisogna cominciare a ridurre gli arsenali atomici, nel quadro di <a href="http://www.pugwash.org/reports/nw/Goldblat.pdf">un impegno multilaterale chiaro</a> volto alla loro totale abolizione. Solo così si riduce l’incentivo degli altri paesi ad acquisire armi atomiche.</p>
<p style="text-align: justify;">L’occasione è la Review Conference del TNP prevista per il 2010. Al momento, i negoziati <a href="http://www.un.org/NPT2010/">languono</a>. Senza una spinta dal basso, diplomatici e militari non produrranno risultati significativi.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Italia potrebbe <a href="http://www.acronym.org.uk/">fare</a> molto. Non ha armi atomiche (può chiedere conto alle potenze nucleari delle loro). è un paese “medio” (può unirsi al fronte dei paesi “medi” abolizionisti: Canada, Svezia, <a href="http://www.mofa.go.jp/POLICY/un/disarmament/arms/state0904.html">Giappone</a>, Australia…). E’ alleata di potenze nucleari (con cui può dialogare). In Europa potrebbe appoggiare la Gran Bretagna  – il solo paese nucleare ufficialmente favorevole all’“opzione zero”.</p>
<p style="text-align: justify;">Certo, la pochezza morale del governo Berlusconi non lascia spazio ad illusioni. Tuttavia resta ai democratici italiani la responsabilità di contribuire a allargare il <a href="http://www.boston.com/news/world/asia/articles/2009/08/06/hiroshima_mayor_calls_for_abolishing_nuke_weapons/">movimento</a> per l’“opzione zero” oltre i confini angusti dei <a href="http://www.unfuturosenzatomiche.org/">movimenti</a> antagonisti. E raccogliere assieme ad Obama la grande eredità multilateralista di F.D.Roosevelt e J.F.Kennedy.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui sotto vi sono alcuni video e articoli sulla questione nucleare.</p>
<p style="text-align: justify;">Pacificamente Vostro</p>
<p style="text-align: justify;">PierGiorgio Gawronski  (con il contributo di Sarah Molaiepour)</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p> </p>
<p align="center"><strong>SUGGERIMENTI</strong></p>
<p> </p>
<p>Il punto di vista del CdC:  <a href="http://piergiorgiogawronski.wordpress.com/2000/02/04/disarmo-nucleare">http://piergiorgiogawronski.wordpress.com/2000/02/04/disarmo-nucleare</a></p>
<p>Video del Nuclear Age Peace Foundation (NAPF): <a href="http://www.youtube.com/watch?v=6uQGv8tdwqw&amp;feature=PlayList&amp;p=0908C80120553563&amp;index=0">http://www.youtube.com/watch?v=6uQGv8tdwqw&amp;feature=PlayList&amp;p=0908C80120553563&amp;index=0</a></p>
<p>Video intervista di Jan Oberg sui “fondamentali” delle armi nucleari e critica del sistema missilistico di difesa balistica: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=evxMSNJ6uiI&amp;feature=email">http://www.youtube.com/watch?v=evxMSNJ6uiI&amp;feature=email</a></p>
<p>ACA &#8211; Fact sheet sullo status nucleare delle varie nazioni: <a href="http://www.armscontrol.org/factsheets/nptfacthttp://hnn.us/articles/93694.html">http://www.armscontrol.org/factsheets/nptfacthttp://hnn.us/articles/93694.html</a></p>
<p>L’articolo di David Krieger&#8217;s: &#8220;A Middle East Nuclear Weapon-Free Zone&#8221;: <a href="http://www.wagingpeace.org/articles/2009/06/11_krieger_mideast_nwfz.php">http://www.wagingpeace.org/articles/2009/06/11_krieger_mideast_nwfz.php</a></p>
<p> L’articolo di Gunnar Westberg&#8217;s sulla Corea e le minacce nucleari di Russia e USA: <a href="http://www.transnational.org/Resources_Treasures/2009/Westberg_NorthKorea_US&amp;RussiaThreat.html">http://www.transnational.org/Resources_Treasures/2009/Westberg_NorthKorea_US&amp;RussiaThreat.html</a></p>
<p> La posizione di Obama, dal New York Times: <a href="http://www.nytimes.com/2009/07/05/world/05nuclear.html?_r=1&amp;hp">http://www.nytimes.com/2009/07/05/world/05nuclear.html?_r=1&amp;hp</a></p>
<p> Video del NAPF sul ruolo degli USA nella promuzione di un mondo senza atomiche: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=RT_9KS07njQ">http://www.youtube.com/watch?v=RT_9KS07njQ</a></p>
<p>Articolo di Lawrence S. Wittner: perchè c’è bisogno di un mondo senza atomiche: <a href="http://hnn.us/articles/93694.html">http://hnn.us/articles/93694.html</a></p>
<p>Video con Farhang Jahanpour che invoca il disarmo globale: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=ClfzaFkowSA&amp;feature=PlayList&amp;p=0908C80120553563&amp;index=11">http://www.youtube.com/watch?v=ClfzaFkowSA&amp;feature=PlayList&amp;p=0908C80120553563&amp;index=11</a> </p>
<p>Il canale Video su YouTube di TFF&#8217; con diversi video (playlist &#8220;Nuclearism&#8221;): <a href="http://www.youtube.com/view_play_list?p=0908C80120553563">http://www.youtube.com/view_play_list?p=0908C80120553563</a></p>
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		<title>Un mondo senza armi nucleari: speranza o utopia?</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Feb 2000 13:42:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piergiorgiogawronski</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[disarmo]]></category>

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		<description><![CDATA[Lettera al Corriere

Un mondo con 40 Paesi nucleari non è gestibile. Eppure, questa è la prospettiva dei prossimi vent&#8217;anni. Dal Medio Oriente all&#8217;Asia, è in atto una corsa al riarmo nucleare senza precedenti; a valle, prospera un vivace mercato nero, dove pescano le organizzazioni terroristiche. Ma la catastrofe nucleare non è inevitabile: i nostri nonni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-size:14pt;line-height:115%;">Lettera al Corriere</span></strong></p>
<p><img class="image-left" src="http://www.gawronski.org/un-mondo-senza-armi-nucleari-speranza-o-utopia/resolveUid/c14852e2a011a5083a49dc39f7a5c288" alt="GawroVignetta" width="128" height="96" /></p>
<div style="line-height:normal;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;">Un mondo con 40 Paesi nucleari non è gestibile. Eppure, questa è la prospettiva dei prossimi vent&#8217;anni. Dal Medio Oriente all&#8217;Asia, è in atto una corsa al riarmo nucleare senza precedenti; a valle, prospera un vivace mercato nero, dove pescano le organizzazioni terroristiche. Ma la catastrofe nucleare non è inevitabile: i nostri nonni la impedirono con il Tnp (trattato per la non proliferazione nucleare, in virtù del quale le potenze nucleari accettarono di azzerare i loro arsenali «nel lungo termine», e le altre nazioni ad acquisire armi atomiche. Il problema oggi è l&#8217;assenza di leadership. La politica segue gli umori dell&#8217;opinione pubblica, invece di guidarli. Ci vorrebbe una grande iniziativa globale, di stampo kennediano, per rilanciare l&#8217;opzione zero. Lo so che non è facile: ma in passato, più di un presidente Usa la appoggiò. I Paesi medi e non nucleari, come l&#8217;Italia, mi sembrano legittimati a riaprire il dialogo con le potenze nucleari. Non crede che questa sia una missione, per il Partito democratico?</span></div>
<div style="line-height:normal;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;">Pier Giorgio Gawronski</span></div>
<div style="line-height:normal;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;">___________________</span></div>
<div style="line-height:normal;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;"><br />
Caro Gawronski, le sue preoccupazioni sono in buona parte quelle che ispirarono la politica del governo italiano negli anni che precedettero la firma del Tnp. Gli archivi del Dipartimento di Stato conservano un telegramma dell&#8217;ambasciatore americano a Roma, G. Frederick Reinhardt, sulla conversazione che Giuseppe Saragat (allora presidente della Repubblica) ebbe nell&#8217;aprile del 1967 con il vicepresidente degli Stati Uniti Hubert Humphrey. Saragat introdusse l&#8217;argomento ricordando che l&#8217;Italia poteva rinunciare a una parte della propria sovranità soltanto nell&#8217;ambito di accordi che obbligassero i suoi partner allo stesso sacrificio.</p>
<p>Eravamo in grado di costruire una bomba atomica nel giro di quattro anni, ma non avevamo ambizioni nucleari militari. Volevamo tuttavia essere certi che la rinuncia all&#8217;arma nucleare non avrebbe pregiudicato i nostri programmi nucleari civili e comportato rischi per la sicurezza italiana, soprattutto nel Mediterraneo. Dal canto suo Amintore Fanfani (allora ministro degli Esteri del governo Moro) aveva già detto a Humphrey che il trattato di non proliferazione sarebbe stato accettabile soltanto se associato a un processo di generale disarmo. Humphrey dette qualche assicurazione. Disse che la sicurezza dell&#8217;Italia era garantita dagli Stati Uniti e dalla Nato. Promise che l&#8217;esigenza del disarmo sarebbe stata tenuta presente.</p>
<p>E infine, con riferimento alle preoccupazioni mediterranee dell&#8217;Italia, espresse la convinzione che Israele non avrebbe avuto armi nucleari. Dopo molte incertezze e un pubblico dibattito, animato da alcuni fra i migliori diplomatici italiani di quegli anni (tra gli altri Roberto Gaja e Roberto Ducci), l&#8217;Italia aderì al Trattato nel 1975. Non mi sembra che delle preoccupazioni italiane si sia tenuto gran conto. Alle cinque potenze nucleari dell&#8217;anno in cui Saragat incontrò Humphrey se ne sono aggiunte almeno tre, se non addirittura quattro: Israele, India, Pakistan, forse Corea del Nord.</p>
<p>Né gli Stati Uniti né gli altri «beati possidentes» hanno la benché minima intenzione di rinunciare, in nome del disarmo, al perfezionamento e all&#8217;accrescimento del loro arsenale. La tecnologia necessaria per la costruzione di un ordigno diventa sempre più facile da acquisire e padroneggiare. Gli esperimenti necessari per la verifica degli ordigni possono essere simulati in laboratorio. E la politica unilaterale degli Stati Uniti non può che aumentare le ambizioni nucleari di coloro che hanno con Washington rapporti difficili. Se l&#8217;America aggredisce l&#8217;Iraq perché non ha ancora un arsenale nucleare, ma si astiene dal colpire la Corea del Nord, altri faranno tesoro della lezione e si comporteranno di conseguenza. Il disarmo nucleare a cui lei aspira, caro Gawronski, mi sembra quindi soltanto una generosa utopia. Un po&#8217; meno utopica, anche se estremamente difficile, potrebbe essere invece una politica estera impegnata a trasformare la «force de frappe » francese in un&#8217;arma al servizio dell&#8217;Europa. Ma per il momento non vedo alcun partito italiano, di destra o di sinistra, che sia disposto a prendere una tale iniziativa.</span></div>
<div style="line-height:normal;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;"></p>
<p><span style="color:#666666;">Sergio Romano</span></span></div>
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		<title>Disarmo nucleare</title>
		<link>http://www.piergiorgiogawronski.com/disarmo-nucleare/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Feb 2000 13:41:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piergiorgiogawronski</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[disarmo]]></category>
		<category><![CDATA[questioni globali]]></category>

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		<description><![CDATA[DISARMO NUCLEARE

Il Partito democratico dovrebbe mettere il disarmo nucleare generalizzato al centro della sua strategia internazionale. In vista della Conferenza di Revisione del Trattato di Non Proliferazione Nucleare in programma nel 2010, il PD dovrebbe promuovere da subito, come primo atto dopo la sua nascita, una forte mobilitazione dell&#8217;opinione pubblica internazionale, per rovesciare l&#8217;attuale tendenza al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;"><strong><em><span style="color:#ff0000;">DISARMO NUCLEARE</span></em></strong></span></span></p>
<div style="line-height:normal;">
<p><span style="font-size:12pt;color:#666666;"><em><span style="color:#000000;">Il Partito democratico dovrebbe mettere il disarmo nucleare generalizzato al centro della sua strategia internazionale. In vista della Conferenza di Revisione del Trattato di Non Proliferazione Nucleare in programma nel 2010, il PD dovrebbe promuovere da subito, come primo atto dopo la sua nascita, <span style="background:yellow none repeat scroll 0 0;">una forte mobilitazione</span> dell&#8217;opinione pubblica internazionale, per rovesciare l&#8217;attuale tendenza al riarmo nucleare e all&#8217;abbandono del Trattato di Non Proliferazione Nucleare.</span></em></span></div>
<div style="line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;color:#666666;"><a href="http://piergiorgiogawronski.wordpress.com/2000/02/04/un-mondo-senza-armi-nucleari-speranza-o-utopia/" target="_blank"><span style="font-size:x-small;">[</span><span style="color:blue;"><span style="font-size:x-small;">Lettera al Corriere</span></span></a><span style="font-size:x-small;"> e risposta di Sergio Romano]</span></span></div>
<div style="line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;color:#333333;"><strong> Proliferazione nucleare: la catastrofe  annunciata del XXI secolo</strong></span></div>
<div style="line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;"> <span style="color:#666666;letter-spacing:.75pt;">Un mondo con quaranta paesi nucleari non è gestibile. La “mutua deterrenza”  &#8211; che impedì il conflitto Usa-URSS -  non può contrastare l’irrazionalità, il nichilismo, e i novelli Hitler del XXI secolo; ed il terrorismo nucleare diventa impossibile da controllare. Questa è la prospettiva dei prossimi vent’anni.</span></span></div>
<div style="line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;color:#666666;letter-spacing:.75pt;">E’ in atto in Medio Oriente e in Asia</span> <span style="font-size:12pt;"><span style="color:red;letter-spacing:.75pt;">una corsa al riarmo</span> <span style="letter-spacing:.75pt;"><span style="color:#666666;">nucleare senza precedenti, cui i paesi più moderati (Giappone, Taiwan, Brasile) rispondono organizzandosi sul piano scientifico, tecnologico, e fisico, per essere in grado di produrre una “atomica” in meno di un anno, se necessario. I vettori non sono un problema: dai missili sempre più a lungo raggio, alla classica “valigetta” del terrorista atomico prefigurata da J. Robert Oppenheimer.</span></span></span></div>
<div style="line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;color:#666666;letter-spacing:.75pt;">Non è sempre stato così. Durante la “guerra fredda”, il Trattato di Non Proliferazione (TNPN) riuscì quasi miracolosamente a bloccare la corsa agli ordigni atomici. Vi riuscì grazie a un accordo di ampia prospettiva fra le cinque potenze nucleari  &#8211; che si impegnarono ad azzerare i loro arsenali “nel lungo termine” -  e le nazioni prive di armi atomiche, che rinunciarono ad acquisirle. Fu, quello, uno dei frutti più alti del multilateralismo, sviluppatosi nel dopoguerra grazie alla leadership illuminata dei presidenti democratici americani. Essi compresero che la pace ha</span> <span style="font-size:12pt;"><span style="color:red;letter-spacing:.75pt;">bisogno</span> <span style="letter-spacing:.75pt;"><span style="color:#666666;">non solo di “società aperte” ma anche</span> <span style="color:red;">di una architettura istituzionale internazionale</span><span style="color:#666666;">. L’inazione delle cinque grandi potenze dopo la fine della guerra fredda, tuttavia, ha creato le condizioni per un collasso del TNPN: il clima attuale è quello del “rompete le righe”.</span></span></span></div>
<div style="line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;color:#666666;letter-spacing:.75pt;">George W.</span> <span style="font-size:12pt;color:blue;letter-spacing:.75pt;"><span class="link-external"><a href="http://www.gawronski.it/piergiorgio/Bush.htm"><span style="color:blue;">Bush</span></a></span></span><span style="font-size:12pt;color:#666666;letter-spacing:.75pt;"> non è privo di responsabilità. Il Presidente americano ha prima minacciato i tre stati “canaglia” (Corea del Nord, Iran, Iraq), poi ha attaccato il più debole, l’unico privo di un programma nucleare. Così facendo, ha spinto gli altri due a dotarsi in fretta della deterrenza atomica. La conseguente rottura degli equilibri strategici regionali ha fatto il resto, generando un micidiale “effetto domino”.</span></div>
<div style="line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;color:#666666;letter-spacing:.75pt;">La proliferazione sta inoltre tracimando dal settore pubblico alle ONG (Al Qaeda, ecc.), grazie a un vivace</span> <span style="font-size:12pt;"><span style="color:red;letter-spacing:.75pt;">mercato nero</span> <span style="letter-spacing:.75pt;"><span style="color:#666666;">alimentato dagli stati più (Corea del Nord) o meno (Pakistan) “canaglia”, e da tecnici nucleari di varia provenienza (Russia, ecc.) in cerca di rapidi guadagni. (Giuseppe Galasso sul Corriere del 17 agosto). Al punto che molti esperti considerano “probabile” un attentato nucleare in una grande città occidentale nei prossimi anni.</span></span></span></div>
<div style="line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;color:#666666;letter-spacing:.75pt;">La catastrofe nucleare non è inevitabile. Ciò che ostacola una soluzione sono soprattutto l’ignoranza, la rassegnazione, le illusioni del genere “USA, poliziotto del mondo”; e l’assenza di leadership, di coraggio politico. Mentre alcuni nostri leaders richiamano la nostra attenzione sul passato, su Auschwitz, suscitando commozione e consenso, quella stessa tragedia, nella versione nucleare  &#8211; che Hitler mancò per poco -   si va preparando sotto ai nostri occhi.</span></div>
<div style="line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;color:#666666;letter-spacing:.75pt;">Eppure</span> <span style="font-size:12pt;"><span style="color:red;letter-spacing:.75pt;">una via di uscita c’è</span><span style="color:#666666;letter-spacing:.75pt;">. Solo un ritorno alla prospettiva del disarmo generale, da parte delle cinque potenze nucleari “legali”, può invertire l’attuale tendenza, e fornire gli strumenti etici, giuridici, e politici per rilanciare il dialogo multilaterale. L’occasione  &#8211; da non perdere -  è la Conferenza di Revisione del Trattato di Non Proliferazione Nucleare in programma nel 2010. Ma i lavori del Comitato Preparatorio si trascinano senza costrutto. I diplomatici, da soli, non possono fare nulla. Ma la politica, oggi, non “guida”; insegue: i sondaggi, le mode. E come insegna Tolkien, chi ha l’anello del potere non riesce a privarsene senza una “spinta” esterna.</span></span></div>
<div style="line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;color:#666666;letter-spacing:.75pt;">Occorre perciò coinvolgere l’opinione pubblica, e</span> <span style="font-size:12pt;"><span style="color:red;letter-spacing:.75pt;">lanciare una iniziativa globale</span><span style="color:#666666;letter-spacing:.75pt;">, di stampo kennediano, alimentata da una forte spinta ideale. Un nuovo TNPN è l’unica via di uscita. Si tratta soli di stabilire quale prezzo pagheremo, prima di ritrovare la saggezza di nostri nonni.</span></span></div>
<div style="line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;color:red;letter-spacing:.75pt;">L’Italia</span><span style="font-size:12pt;color:#666666;letter-spacing:.75pt;">, paese di media potenza, moderato e non nucleare, è particolarmente</span> <span style="font-size:12pt;letter-spacing:.75pt;"><span style="color:red;">legittimata</span> <span style="color:#666666;">(assieme a Canada, Svezia, Sud-Africa, ed altri)  a chiedere conto alle altre nazioni delle situazioni pericolose che vanno emergendo per la sicurezza globale. In quanto paese alleato, può chiedere agli USA di riaprire la prospettiva del disarmo totale. Già in ottobre, al Nuclear Suppliers Group, l’Italia potrebbe segnalare il suo nuovo impegno sul disarmo votando assieme al Belgio contro l’accordo di cooperazione nucleare USA-India (che viola il TNP) con l’effetto di riportare la discussione nell’ambito del negoziato multilaterale.</span></span></div>
<div style="line-height:normal;"><span style="font-size:12pt;color:#666666;letter-spacing:.75pt;">Il Partito Democratico dovrebbe</span> <span style="font-size:12pt;"><span style="color:red;letter-spacing:.75pt;">assumere l’iniziativa</span> <span style="letter-spacing:.75pt;"><span style="color:#666666;">su questo tema. E non lasciare sola l’estrema sinistra: anche perché gli accenti di anti-americanismo, anti-capitalismo, unilateralismo, che vi prevalgono, impediscono il formarsi di un movimento di opinione pubblica più vasto a favore del disarmo nucleare. Questa è una grande missione, per un grande partito di centro-sinistra.</span></span></span></div>
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