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	<title>Pier Giorgio Gawronski &#187; crisi</title>
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	<description>il coraggio di cambiare</description>
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		<title>Il mio amico Eric era un uomo fortunato</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 03:25:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piergiorgiogawronski</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[L'Italia, presa in mezzo tra la crisi e il declino, torna in recessione nel quarto trimestre 2009: un anno in cui abbiamo fatto peggio di tutti. Tremonti continua a raccontare favole a un paese sfiduciato, che subisce la crisi senza reagire perché in troppi abbiamo dimenticato - nei nostri rapporti quotidiani, il valore dell'apertura e della solidarietà verso i nostri vicini.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">L&#8217;Italia torna in recessione nell&#8217;ultimo trimestre del 2009, secondi i dati preliminari dell&#8217;Istat:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://1.bp.blogspot.com/_ngczZkrw340/S3VCjV1YuUI/AAAAAAAAQPI/vG77DM-RKjI/s1600/GDP%2BThree.png" border="0" alt="[GDP+Three.png]" /></p>
<p style="text-align: justify;">Un -0.2 a trimestre corrisponde a un ritmo annuo di -0.9%. Insomma, le cose non vanno bene. L&#8217;Italia sta facendo peggio di tutti i grandi paese del mondo (U.S.A., Giappone, Germania, Francia, Gran Bretagna, Canada, Spagna, ecc).</p>
<p style="text-align: justify;">In realtà, è da un po&#8217; che le cose peggiorano. Per chi ancora crede che non c&#8217;è declino in Italia, ecco la prova:</p>
<p><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5427324377543946578" style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ngczZkrw340/S1G6xCRTMVI/AAAAAAAAQCE/Rsi0QxEPuNo/s400/italy+long+term+GDP.png" border="0" alt="" width="434" height="245" /></p>
<p> </p>
<p>La disoccupazione aumenta&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"> <img class="aligncenter" src="http://2.bp.blogspot.com/_ngczZkrw340/S1IHjQAEgJI/AAAAAAAAQDk/RbSHis8NkWU/s1600/Italy%2BUnemployment%2BRate.png" border="0" alt="[Italy+Unemployment+Rate.png]" width="476" height="259" /></p>
<p>&#8230; mentre le cifre ufficiali sottostimano  <a href="http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601085&amp;sid=aneX9qAAafOk#">la realtà</a>. (Vai su attachment per il grafico)</p>
<p> </p>
<p style="text-align: justify;">Quello che colpisce è il clima di rassegnazione che c&#8217;è nel nostro paese. C&#8217;è un solo monarca, c&#8217;è una sola narrazione della crisi (quella di Tremonti, secondo la quale &#8220;stiamo andando meglio di altri paesi&#8221;), c&#8217;è una sola speranza: &#8220;io speriamo che me la cavi&#8221;, che a volte diventa &#8220;io speriamo che il monarca mi getti qualche briciola in cambio della mia supina fedeltà&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho visto un film ieri, &#8220;Il mio amico Eric&#8221;, che finisce con un gruppo di una settantina di colleghi che si mobilitano tutti e senza divisioni per difendere Eric, loro collega e amico. Dove sono, nella nostra Italia, queste reazioni solidali, questo atteggiamento franco e accogliente verso l&#8217;altro, questa fiducia nel poter cambiare insieme le cose per il meglio?</p>
<p style="text-align: justify;">Io non ci sto. <a href="http://www.lavoce.info/articoli/-300parole/pagina1001555.html">Non è vero</a> che con un alto debito pubblico come il nostro il governo non può fare nulla per combattere la crisi. Non è vero che ce la possiamo cavare da soli, la sorte verrà a prenderci uno per uno, come tanti Curiazi. E infine, non è vero che le nostre energie morali sono ormai morte: la crisi darà una mano a svegliare molti che si sono addormentati, al riparo del posto fisso, o del guzzoletto ricevuto in eredità.</p>
<p style="text-align: justify;">P.S. Per chi è interessato a capire le cause del declino economico italiano, questo grafico (grazie Paul) ne evidenzia una: la perdita di competitività. L&#8217;inflazione italiana negli ultimi 10 anni è stata più alta che in Germania e Francia (e che nella media europea), trainata dagli oligopoli e dalle tariffe, decise a danno dei consumatori dai soliti noti. (La linea dei costi che rappresenta l&#8217;Italia è quella azzurra che arriva appaiata al Portogallo).</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.princeton.edu/~pkrugman/deflator_divergence.png" alt="DESCRIPTION" /></p>
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		<title>Ascoltare gli elettori</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2009 07:27:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piergiorgiogawronski</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liste e Candidati]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[debacle]]></category>
		<category><![CDATA[Elettori]]></category>
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		<category><![CDATA[leader PD]]></category>
		<category><![CDATA[Opposizione]]></category>
		<category><![CDATA[programma]]></category>
		<category><![CDATA[veltroni]]></category>

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		<description><![CDATA[Cari compagni e amici, guardiamoci in faccia. Questa è una debacle. Che viene da lontano: la sfortunata campagna elettorale del 2006; la crisi del governo Prodi; la sconfitta alle politiche del 2007; il declino nell&#8217;era Veltroni. Ora raccogliamo i cocci: meno cinque punti alle Europee; e un risultato peggiore alle amministrative (dove conta molto la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cari compagni e amici, guardiamoci in faccia. Questa è una debacle. Che viene da lontano: la sfortunata campagna elettorale del 2006; la crisi del governo Prodi; la sconfitta alle politiche del 2007; il declino nell&#8217;era Veltroni. Ora raccogliamo i cocci: meno cinque punti alle Europee; e un risultato peggiore alle amministrative (dove conta molto la qualità dei candidati).</p>
<p>Gli elettori ci stanno dicendo forte e chiaro che la nostra proposta non gli piace, che i nostri candidati non gli piacciono, che i nostri leader hanno concezioni superate. Parlo del nostro elettorato &#8220;potenziale&#8221;, che non è stato affatto risucchiato nel vortice dei nuovi disvalori berlusconiani, e che invece è lì che resiste, che aspetta. Il risentimento diffuso nei nostri confronti rivela la presenza di un&#8217;altra idea, di un progetto &#8220;democratico&#8221; latente nella società, che noi non riusciamo a (o non vogliamo?) interpretare.</p>
<p>In democrazia, quando si fallisce si va via. Anche per una questione di credibilità. Ma non basta. I nuovi leader devono essere selezionati dagli<em> elettori</em>. Semplice, vincente. Chiedete agli elettori: &#8220;chi (con quale programma) volete alla guida del partito?&#8221;</p>
<p>Scommetto (ma posso sbagliare) che i nostri elettori &#8211; se potessero &#8211; sceglierebbero un leader né ex-DS né ex-Margherita, e un gruppo dirigente di alto livello intellettuale e professionale. Il/la quale aprirebbe il partito, ristabilirebbe la democrazia interna, valorizzerebbe ONG e cittadini anche non iscritti. Si appellerebbe alle migliori energie intellettuali della società civile per avviare un grande cantiere (con buone dosi di trasparenza e interattività) per definire un progetto democratico per l&#8217;Italia. Che al centro avrebbe non &#8220;la difesa&#8221; (tutti i nostri leader), ma &#8220;il ripristino&#8221; della Costituzione: Obama in America è partito da qui.</p>
<p>La classe dirigente &#8220;uscente&#8221; può ritirarsi dignitosamente, o trascinare con sé il PD nel baratro. &#8220;Dignitosamente&#8221; non vuol dire andare via lasciando tutti nei guai; bensì favorire un ricambio basato sulla democrazia, invece che sulla cooptazione dei simili. Purtroppo, lo Statuto del partito prevede un Congresso e primarie &#8220;blindate&#8221;: i candidati alla Segreteria nazionale sono selezionati unicamente dagli iscritti. Cioè dalle correnti. Cioè dai soliti noti. (Era tipico dei regimi comunisti tenere regolari elezioni, ammettendovi solo&#8230; se stessi). Per fortuna, lo Statuto si può cambiare: basta che il 10% dell&#8217;Assemblea Nazionale lo chieda. Anche tu puoi firmare: <a href="../../../../../petizione">www.piergiorgiogawronski.com/petizione</a>. Salviamo insieme il PD, con l&#8217;aria fresca della democrazia.</p>
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		<title>GAWRONSKI: “MANCATA RIPRESA ECONOMICA, COLPA DEGLI EGOISMI EUROPEI”</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Mar 2009 09:50:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piergiorgiogawronski</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[ecomomia]]></category>
		<category><![CDATA[politiche globali]]></category>

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		<description><![CDATA[«I piccoli segnali di miglioramento dell&#8217;economia a livello mondiale
prospettati dalla presidente di Confindustria, Marcegaglia, sono
purtroppo solo un auspicio. Capisco la necessità di diffondere
ottimismo, ma se questo non è reale si rischia di generare incertezza
e deprimere ancora di più i consumi». È quanto afferma Piergiorgio
Gawronski, economista ed esponente del Pd.
«Ogni rappresentante di categoria cerca di portare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://piergiorgiogawronski.files.wordpress.com/2009/03/marcegaglia.jpg?w=94" alt="marcegaglia" title="marcegaglia" width="94" height="96" class="alignleft size-thumbnail wp-image-367" />«I piccoli segnali di miglioramento dell&#8217;economia a livello mondiale<br />
prospettati dalla presidente di Confindustria, Marcegaglia, sono<br />
purtroppo solo un auspicio. Capisco la necessità di diffondere<br />
ottimismo, ma se questo non è reale si rischia di generare incertezza<br />
e deprimere ancora di più i consumi». È quanto afferma Piergiorgio<br />
Gawronski, economista ed esponente del Pd.<br />
«Ogni rappresentante di categoria cerca di portare l’acqua al suo<br />
mulino – sostiene ancora Gawronski – soprattutto prima di un incontro<br />
con il Premier; purtroppo tutti gli studi indicano che la crisi si sta<br />
aggravando. Dare sostegno alle imprese e agli interessi forti è la via<br />
più facile, ma non è la via giusta: non aiuterà a rilanciare i consumi<br />
che è il vero modo per uscire dalla depressione. Sostenere<br />
direttamente gli imprenditori – invece dei consumatori &#8211; è una<br />
politica miope e protezionista attuata purtroppo da molti governi<br />
europei nel tentativo di privilegiare l’interesse nazionale. Il timore<br />
che la spesa delle famiglie venga indirizzata anche verso prodotti di<br />
oltre frontiera fa chiudere a riccio i governanti, ricadendo<br />
nell’errore commesso durante la crisi degli anni Trenta. I paesi<br />
europei per puro egoismo nazionale non si stanno aiutando<br />
reciprocamente e questo renderà – come sostiene il premio Nobel, Paul<br />
Krugman – “L’Europa un continente alla deriva”. Dalla crisi si esce<br />
ridistribuendo i soldi da chi li ha (i ricchi) a chi non li ha<br />
(disoccupati e precari) per farli tornare a spendere».</p>
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