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	<title>Pier Giorgio Gawronski &#187; costituzione</title>
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	<description>il coraggio di cambiare</description>
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		<title>No, on. Fini, noi la Costituzione non la vogliamo cambiare!</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 21:33:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piergiorgiogawronski</dc:creator>
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		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
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		<category><![CDATA[riforme]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi l'on. Fini chiede, dopo le elezioni, l'avvio di riforme Costituzionali condivise. Ma non dice su cosa vorrebbe intervenire. Perché la destra continua a premere sulla nostra Costituzione? La Costituzione è la Carta fondamentale dei nostri diritti. Non ci sarà unità, normalità, sviluppo, in questo paese, finché la destra non avrà fatto pace con la Costituzione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">La Costituzione è la Carta fondamentale dei nostri diritti. E&#8217; <em>il </em>baluardo contro i tentativi continui delle maggioranze e dei potenti di turno di coartarli, e di dominare su tutti noi e sulle risorse del paese. La Costituzione è anche &#8220;equilibrio dei poteri&#8221; in senso liberale: limitare il potere di chi ci governa. Toccare la Costituzione è una cosa delicatissima.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi l&#8217;on. Fini <a href="http://www.corriere.it/politica/10_febbraio_22/fini_riforme_appello_2fc232a6-1fd5-11df-b445-00144f02aabe.shtml">chiede</a>, dopo le elezioni, l&#8217;avvio di riforme Costituzionali condivise. Ma non dice su cosa vorrebbe intervenire. Perché la destra continua a premere sulla nostra Costituzione? La Costituzione italiana è il frutto di una catastrofe mondiale, del crollo di un regime, di una <a href="http://www.search.com/reference/Resistance_during_World_War_II">lotta di popolo</a>, è costata la vita a tanti&#8230;; &#8220;loro&#8221; (i Fini, i Berlusconi) erano dall&#8217;altra parte. Perché non fanno pace &#8211; una buona volta &#8211; con la Costituzione?</p>
<div id="attachment_1412" class="wp-caption aligncenter" style="width: 260px"><img class="size-full wp-image-1412" title="250px-Uprising_defender" src="http://www.piergiorgiogawronski.com/media/250px-Uprising_defender.jpg" alt="250px-Uprising_defender" width="250" height="221" /><p class="wp-caption-text">Resistente polacco sulle barricate durante l&#39;insurrezione di Varsavia (Sett. 1944)</p></div>
<p style="text-align: justify;">Piuttosto, la nostra Costituzione in molte sue parti è ancora inattuata! Nel senso che mancano proprio le leggi di attuazione.  Altre parti della Costituzione sono state calpestate dalle Leggi ordinarie, o vengono regolarmente disattese nella realtà. La Costituzione, bisognerebbe prima di tutto rispettarla ed attuarla. Il compito della politica è questo: non di &#8220;riformarla&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni volta che parla riformare la Costituzione, la destra se ne esce con proposte illiberali: compressione dei diritti, riduzione dell&#8217;equilibrio dei poteri (a favore del potere esecutivo). Se proprio si voglioni fare riforme, noi siamo per aggiornare i suoi principi liberali: includendo il pluralismo televisivo (la TV nel 1948 non c&#8217;era), l&#8217;indipendenza delle Autorità Garanti (non c&#8217;erano nel 1948), limitando l&#8217;uso dei decreti, rafforzando il potere di controllo di legittimità costituzionale del Presidente della Repubblica e della Corte Costituzionale, ecc. Ma la destra ha in mente un disegno opposto. Perciò da noi viene un &#8220;no&#8221; a priori, chiaro e forte. Le riforme della Costituzione, ma prima di tutto le leggi di attuazione, le faremo insieme&#8230; quando noi saremo maggioranza. Viva la democrazia liberale!</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
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		<title>I dipendenti devono tacere! (Anche i giudici)</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 21:39:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piergiorgiogawronski</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
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		<category><![CDATA[pubblica amministrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Berlusconi oggi ha  dichiarato : "Non posso governare se i pubblici dipendenti mi attaccano". Poi ha fatto riferimento ai giudici. Si scontrano qui due idee di società, da un lato quella della Costituzione, dall'altro quella di Berlusconi. E lo scontro si sposta dalle aule parlamentari ai luoghi di lavoro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Berlusconi oggi ha  <a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/02/10/news/berlusconi_risponde-2250564/">dichiarato</a> : &#8220;Non posso governare se i pubblici dipendenti mi attaccano&#8221;. Si riferiva in particolare ai giudici. Berlusconi ha anche dichiarato pieno appoggio alla proposta di Legge Valentini  (che mira a rendere sostanzialmente inutilizzabili sul piano processuale i &#8220;pentiti&#8221; di mafia): una proposta talmente scandalosa che soltanto un mese fa  suscitò  &#8211; insolitamente -  la presa di distanza da parte dei Ministri di Alfano e Maroni: &#8220;Finché ci sarò io, questa proposta non passerà mai!&#8221;, aveva detto Maroni.</p>
<p>Berlusconi ora dice che &#8221;l&#8217;unico errore di Valentini è stato quello di non preparare bene il terreno&#8221;. Avete capito? In altre parole, ci stanno cambiando le teste, ci stanno abituando a pensare che la libertà non è una cosa buona, è pericolosa, ci sono &#8220;dei limiti&#8221; &#8230; e che il potere esecutivo non deve essere messo in discussione né dai dipendenti pubblici, né dai giudici, né dai pentiti, né &#8230; .</p>
<p>Si scontrano qui due idee di società, da una parte Berlusconi, dall&#8217;altra la democrazia di tipo occidentale, la civiltà occidentale (&#8220;società aperta&#8221;) come è emersa dalla seconda guerra mondiale. La faglia, lo scontro, la trincea in difesa della libertà  ora si sposta in buona parte sui luoghi di lavoro. Nel lavoro dipendente domina la paura. La gente ha paura. Il potere trova sempre meno contrappesi, freni, limiti. Ma cedere alla paura, nascondersi, significa perdere la libertà. Nel rispetto delle Leggi vigenti, occorre riaffermare sempre i nostri diritti civili e politici, sempre. E per arginare la paura dilagante, occorre moltiplicare la solidarietà verso chi viene preso di mira.</p>
<p>PS. Mi giunge voce che un dipendente delle Poste di cui sarebbe stato proposto il licenziamento perché a Livorno, in un Convegno/Circolo del PD avrebbe affermato che - se fosse per lui - &#8221;ridurrebbe gli stipendi dei portalettere&#8221;; e ha espresso altre critiche all&#8217;organizzazione dell&#8217;azienda. Licenziato! Ma stiamo scherzando?</p>
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		<title>In &#8220;stato di accusa&#8221;!</title>
		<link>http://www.piergiorgiogawronski.com/laccusa-della-presidenza-del-consiglio/</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 21:29:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piergiorgiogawronski</dc:creator>
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		<category><![CDATA[pubblica amministrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[La libertà di espressione (Art.21 Cost.) viene limitata dalla Legge solo in casi specifici e gravi. Se si dilata artificialmente il campo di applicazione delle Leggi, per intimidire, per impedire ogni critica pubblica, ogni riflessione sulle disfunzioni organizzative e normative delle istituzioni, allora la Costituzione in pratica viene cancellata, il controllo sociale e sulle informazioni diventa capillare, alla fonte, come nei paesi comunisti di una volta; diventa persino impossibile per i lavoratori difendere i diritti sociali. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Alla mia intervista (<a href="http://www.facebook.com/home.php?sk=video#!/video/video.php?v=1322984364674">www.facebook.com/home.php?sk=video#!/video/video.php?v=1322984364674</a>) sulle disfunzioni alla Presidenza del Consiglio,  il Segretario Generale della P.C.M. avrebbe potuto rispondere nel merito, o avviando una indagine conoscitiva, per valutare se e fino a che punto le disfunzioni indicate esistono davvero, e cosa si può fare per ridurle. Avrebbe potuto incaricare una Commissione di Esperti indipendenti di preparare un Rapporto su:</p>
<p style="text-align: justify;">(a) un progetto di &#8220;Commissione Interna permanente contro il Mobbing&#8221;;  </p>
<p style="text-align: justify;">(b) una valutazione dei casi di demansionamento (dipendenti senza incarico e simili), con l&#8217;indicazione dei possibili provvedimenti da prendere  contro i dirigenti responsabili (&#8220;contro i demansionatori, non i demansionati!&#8221;;  </p>
<p style="text-align: justify;">(c) un censimento delle alte competenze, verificando che siano utilizzate al meglio e che le loro carriere siano perlomeno pari a quelle degli altri (salvo motivi gravi e molto chiari);  </p>
<p style="text-align: justify;">(d) un progetto di rilancio dei  nuclei tecnici di alto livello, per la valutazione ex ante e il monitoraggio ex-post delle politiche: &#8220;in tutti i paesi avanzati, sono la struttura portante di ogni buona amministrazione!&#8221;, avrebbe potuto dire;  </p>
<p style="text-align: justify;">(e) una verifica delle competenze specifiche dei Capi Dipartimento, utilizzando come benchmark quelle  della media dei dirigenti loro subordinati; e &#8221;un insieme di raccomandazioni&#8221; per far sì che in futuro questo criterio di competenza possa essere meglio attuato.  </p>
<p style="text-align: justify;">Il Segretario Generale avrebbe inoltre potuto riconoscere che negli ultimi anni alla PCM si son fatti pochissimi concorsi ma, ricordando l&#8217;Art.97 Cost., dichiarare: &#8220;da oggi solo in casi eccezionali si potrà accedere a questa Istituzione senza passare attraverso il concorso&#8221;.  Avrebbe infine potuto annunciare modifiche al  Regolamento della PCM, fra cui l&#8217;introduzione di &#8220;un tetto percentuale stringente&#8221; all&#8217;afflusso di personale selezionato &#8220;fuori concorso&#8221;, e &#8220;nuove regole interne&#8221; per le Commissioni d&#8217;esame, al fine di garantirne &#8220;l&#8217;altissima competenza&#8221; nelle materie oggetto del concorso.</p>
<p style="text-align: justify;">Invece, il Segretario Generale ha reagito alla mia intervista  inviandomi una  formale &#8220;Lettera di Contestazione&#8221;, che prelude al procedimento disciplinare e, nel caso più grave, al licenziamento.</p>
<p style="text-align: justify;">La P.C.M. mi accusa di aver denigrato l&#8217;istituzione e di averne leso l&#8217;immagine.  </p>
<p style="text-align: justify;">Mi domando dove andiamo a finire se i dipendenti che denunciano in pubblico le disfunzioni delle loro istituzioni vengono intimiditi e messi a tacere. Insomma: sono gli onesti che protestano che si devono vergognare, che si devono difendere, che vengono messi all&#8217;angolo, minacciati di rappresaglie? Chi lede davvero l&#8217;immagine delle istituzioni: gli onesti che protestano, o i disonesti (v. Protezione civile) che usano le istituzioni per fare i loro affari privati? Questo, caro segretario Generale, è un mondo alla rovescia!  </p>
<p style="text-align: justify;">La mia tesi difensiva è pertanto la seguente:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Il diritto di parola è tutelato direttamente dalla Costituzione (Art. 21). Trova limiti unicamente nel diritto penale, e nel rapporto di servizio di tipo organizzativo. Non rientra in questi ambiti la tesi di fondo dell’intervista in oggetto, nelle sue diverse articolazioni, secondo la quale il complesso normativo ed organizzativo della PCM consente delle discrezionalità eccessivamente ampie, e delle applicazioni dove l’interesse pubblico non è sufficientemente individuato.&#8221;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Alla Presidenza del Consiglio conoscono la Costituzione?</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 16:37:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piergiorgiogawronski</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
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		<category><![CDATA[pubblica amministrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[In tutto il paese le assunzioni nel settore pubblico avvengono per amicizia politica, personale, o familiare. Rarissime le assunzioni per merito. Lo stesso dicasi per le carriere. Questo dà un indirizzo etico deprecabile a tutto il paese, e scoraggia i giovani, che stanno lasciando l'Italia ogni volta che possono. La Presidenza del Consiglio non è diversa, secondo l'inchiesta dell'Espresso: non dovrebbe dare l'esempio? Ricordo quel che dice la Costituzione, e domando: alla PCM la conoscono? VIDEO QUI... www.facebook.com/home.php?sk=video#!/video/video.php?v=1322984364674]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align: center;">La Pubblica Amministrazione</h4>
<p><strong>Art. 97.</strong></p>
<p>I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati <em>il buon andamento</em> e <em>l&#8217;imparzialità</em> dell&#8217;amministrazione.</p>
<p>Nell&#8217;ordinamento degli uffici sono determinate le sfere di competenza, le attribuzioni e le responsabilità proprie dei funzionari.</p>
<p>Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede <em>mediante concorso</em>, salvo i casi stabiliti dalla legge.</p>
<p><strong>Art. 98.</strong></p>
<p>I pubblici impiegati sono <em>al servizio esclusivo della Nazione</em>.</p>
<p>Se sono membri del Parlamento, non possono conseguire promozioni se non per anzianità.</p>
<p>Si possono con legge stabilire limitazioni al diritto d&#8217;iscriversi ai partiti politici per i magistrati, i militari di carriera in servizio attivo, i funzionari ed agenti di polizia, i rappresentanti diplomatici e consolari all&#8217;estero.</p>
<p><em>(Dalla Costituzione Italiana)</em></p>
<p style="text-align: justify;">NB: La Costituzione considera casi eccezionali quelli in cui si entra nella p.a. senza concorso: insomma ammette solo situazioni di urgenza, specificamente e individualmente previste e regolate dalla Legge. Inoltre, l&#8217;indipendenza della p.a. (al servizio esclusivamente della nazione, non di una parte politica) imporrebbe carriere basate sul merito, non sull&#8217;affiliazione politica.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed ora ecco <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/silvio-quanto-ci-costi/2119170">cosa scrive l&#8217;Espresso sulla PCM</a>, e la mia intervista <a href="http://espresso.repubblica.it/multimedia/22147297/1/1">video parte 1</a> e <a href="http://espresso.repubblica.it/multimedia/22147297/1/2">parte2</a>.</p>
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		<title>Impuniti a vita, al di sopra della Legge</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 14:05:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piergiorgiogawronski</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
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		<description><![CDATA[La casta politica continua ad erodere i propri doveri, e di riflesso i cittadini perdono sempre più il controllo su quelli che governano. La politica si fa sempre meno nell'interesse pubblico. Fabio Scacciavillani si indigna per la connivenza del PD in questo progetto anti-democratico. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">C&#8217;e&#8217; una pulsione al suicidio nel PD che lascia interdetti. Ogni volta che si ripropone l&#8217; inciucio, in multiformi guise e fogge, si riversano valanghe di mail indignate sui vari siti web, reazioni sconcertate di elettori, parole sferzanti di militanti. A tutto questo fuoco di fila la dirigenza e&#8217; completamente impermeabile. Bersani blatera qualche distinguo, fissa qualche paletto, pone qualche condizione risibile e tutto torna in mano ai Violante, ai Latorre e alla compagnia di giro dell&#8217;inciucio &#8220;senza se e senza ma&#8221;.<br />
In questi giorni assistiamo ad una nuova replica della farsa. Le leggi ad libertatem (di Berlusconi) trovano d&#8217;accordo nel PD i vari Orlando (uno della nuova generazione di  dirigenti), Chiaromonte (che da venti anni, a suo dire, e&#8217; incazzata per l&#8217;abolizione dell&#8217;immunita&#8217; parlamentare), Macaluso (che non manca mai in queste occasioni). Con la reintroduzione dell&#8217;immunita&#8217; parlamentare versione inciucio (Chiaromonte e Compagna), i parlamentari che delinquono non saranno nemmeno infastiditi da un voto in Parlamento sull&#8217;autorizzazione a procedere. Tutto si blocca sic et simplictier, fino alla fine del mandato, cioe&#8217; per i caporioni della casta fino al funerale. Se Berlusconi dovesse essere eletto Presidente della Repubblica, dopo il settennato diventerebbe senatore a vita. E quindi, grazie a Chiaromonte e Compagna, impunito a vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Fabio Scacciavillani</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Fini e la Costituzione</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 22:49:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piergiorgiogawronski</dc:creator>
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		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
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		<description><![CDATA[La crescita di Fini &#8211; politica, democratica, e forse anche umana &#8211; dai tempi non lontanissimi in cui si presentava con il saluto romano (1993) è confortante per la salute della res publica. Nel centrodestra, Fini è uno dei pochissimi con la schiena dritta. Oggi ha detto che la Costituzione non si cambia senza larghe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La crescita di Fini &#8211; politica, democratica, e forse anche umana &#8211; dai tempi non lontanissimi in cui si presentava con il saluto romano (1993) è confortante per la salute della <em>res publica</em>. Nel centrodestra, Fini è uno dei pochissimi con la schiena dritta. Oggi ha detto che la Costituzione non si cambia senza larghe intese &#8230; per motivi di opportunità. Avrebbe potuto aggiungere che &#8211; da quando l&#8217;Italia ha abbandonato la legge elettorale proporzionale &#8211; le maggioranze parlamentari non sono espressione  della maggioranza del paese. Per questo l&#8217;Art.138 Cost. (che regola le modifiche costituzionali) non rispecchia più lo spirito originario, democratico, della Costituzione del 1948. Per questo, sarebbe intollerabile una modifica della Costituzione (che è di tutti, e che è stata scritta soprattutto a garanzia delle minoranze) realizzata da una maggioranza parlamentare che riflette solo il 47% del voto popolare.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Lodo Alfano è incostituzionale!</title>
		<link>http://www.piergiorgiogawronski.com/il-lodo-alfano-e-incostituzionale/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 18:42:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piergiorgiogawronski</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
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		<category><![CDATA[referendum]]></category>

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		<description><![CDATA[Sollievo: non perché ha perso la destra, ma perché c'è qualche speranza di vivere in una democrazia liberale, di tipo occidentale (= un paese normale).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sollievo: <em>non perché ha perso la destra</em>, ma perché c&#8217;è qualche speranza di vivere in una democrazia liberale (= un paese normale).</p>
<p>Nessuna voglia di politicizzare. La Corte Costituzionale ha fatto quello che doveva. Comunque il Lodo Alfano era una brutta cosa, da cancellare. Per questo con Di Pietro e Parisi avevo promosso il referendum abrogativo, nel caso in cui la sentenza dell&#8217;Alta Corte fosse stata diversa. Secondo Berlusconi &#8220;è stata una sentenza politica&#8221;: domando perché se la sentenza è sfavorevole è politica, mentre se è favorevole non lo è? Chi politicizza non sono i giudici, è il Pdl. Evitiamo di farlo anche noi.</p>
<p>Per questo, non è il giorno in cui chiedere le dimissioni di Berlusconi: altrimenti ci si espone all&#8217;accusa di voler ribaltare gli equilibri politici tramite la magistratura. Finora è stato Berlusconi a politicizzare, a &#8221;minacciare&#8221; le dimissioni; e l&#8217;Avvocatura di Stato ha  sostenuto che con questa sentenza si rischia l&#8217;instabilità politica. Non è vero: nessuno destabilizzi il governo oggi, o ne sarà ritenuto responsabile. Berlusconi ha stuoli di avvocati: può governare e difendersi. Le dimissioni di Berlusconi io le ho chieste <em>nei mesi scorsi</em> per gravi motivi morali, di immagine, e perché il P.M. ha mentito sfacciatamente a tutti noi. Ma non per questo bisogna ribaltare il quadro politico, fare governi tecnici, ecc. La destra ha vinto le elezioni, vada avanti (con un Primo Ministro degno di tanto ruolo) se ne è capace.</p>
<p>Oggi è il momento di tendere la mano alla destra del paese. L&#8217;Italia non ne può più di liti, di divisioni, di piccolo cabotaggio politico. Né la destra né la sinistra dimostrano di avere un piano per portare l&#8217;Italia fuori dalla sua lunghissima crisi. E&#8217; tempo di unire, di pensare al futuro, di progettare, al di là e al di sopra di destra e sinistra. Ma è possibile unire il paese solo intorno alla Costituzione. Ci riflettano quelli di destra.</p>
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		<title>Non rinunciare alla democrazia nei partiti</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 21:47:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piergiorgiogawronski</dc:creator>
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		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
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		<category><![CDATA[partito democratico]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>

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		<description><![CDATA[La democrazia nei partiti è stata soppressa nel dopoguerra e non è ancora stata ripristinata. La storia della nascita del PD dimostra che l'elite politica auto-cooptata è ben cosciente dei propri abusi, e determinata a continuare. Ma senza la democrazia nei partiti, l'Italia muore soffocata. Perciò: potranno sconfiggerci ancora, ma noi continueremo a ri-provarci.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La domanda di Prodi sulla crisi di rappresentanza dei partiti (Messaggero, 30 Giugno) meriterebbe ben altra risposta da parte del Segretario del PD, che la replica evasiva (Messaggero, 1 Luglio), in cui parla di tutto salvo che della democrazia morente nel suo partito. Eppure il tema non può restare una questione per “addetti ai lavori”: si tratta del grande nodo che soffoca il paese.<br />
 <br />
Nel dopoguerra, grazie alla mancata applicazione dell’Art. 49 Cost. – che garantisce ad ognuno di poter “concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale” –  i partiti sottrassero ai cittadini la facoltà di selezionare la classe politica. Il meccanismo utilizzato fu quello dell’“ordine di lista”, che dominava le “preferenze” espresse dai cittadini (peraltro condizionate dai finanziamenti pubblici in mano alle segreterie).<br />
 <br />
In quei tempi, ciò non parve un “vulnus democratico” intollerabile perché la guerra fredda rendeva meno importante la scelta degli Uomini rispetto all’ideologia di appartenenza. I partiti, inoltre, non avevano ancora occupato le istituzioni in maniera capillare.<br />
 <br />
Negli anni novanta, con la fine della guerra fredda, gli italiani – come altri popoli &#8211; chiesero una apertura del sistema politico (e maggiore “governabilità”). L’elettorato progressista si concentrò sulla richiesta di un Partito Democratico di tipo “nuovo”, costruito &#8211; sul modello americano &#8211; intorno alle primarie “aperte” (tutti i cittadini orientati verso il centro-sinistra sono chiamati a concorrere con metodo democratico alla selezione dei candidati alla guida del paese).<br />
 <br />
Per tredici anni, i dirigenti dei partiti riformisti hanno resistito all’idea del PD partito “aperto” (eufemismo che sta per “democratico”), e alla pressione dei propri elettori, spesso organizzati in movimenti di base. Due uomini &#8211; in particolare – rappresentarono le istanze dei cittadini: Romano Prodi, e Pietro Scoppola, il grande storico cattolico scomparso nel 2007.<br />
 <br />
Finalmente nel 2007 si giunse a un compromesso: il PD sarebbe nato apparentemente con le “primarie” aperte. Ma in realtà – almeno per questa volta -  le candidature sarebbero state decise dalle nomenklature dei DS e della Margherita. I candidati espressi dai cittadini furono sì ammessi, ma in meno del 15% dei 475 distretti elettorali: erano dunque inelegibili “foglie di fico”.<br />
 <br />
Nel Giugno 2007  – dopo la riunione del Comitato del PD che decise le regole delle “primarie manipolate”  -  un Pietro Scoppola sconfortato chiese un parere agli amici dell’Associazione “2 Aprile”: dimettersi e denunciare la finzione sulla quale il PD stava nascendo, o far finta di nulla? Pietro scelse di non rovinare la festa. Primarie, sì, anche finte, pur di stabilire un precedente. La resa dei conti fra cittadini e apparati era solo rinviata.<br />
 <br />
Il “vizio di origine” del PD – la democrazia finta -  si è insinuato nel suo DNA. Il “Comitato dei Garanti”  &#8211; la magistratura interna -  è nominato dai dirigenti del partito (è come se in Italia Berlusconi nominasse i giudici). Le elezioni interne si fanno con le “liste bloccate” (senza possibilità per i votanti di esprimere preferenze: esattamente il “porcellum” che il PD critica nel paese). Nel mio circolo “Aurelio”, ad es., dei 560 accorsi nel 2007 per chiedere la tessera del PD ne sono rimasti meno di 150: se ne sono andati quando hanno visto che non contavano, che le regole, gli statuti, le magistrature, non servivano a garantire la partecipazione democratica, ma a soffocarla.<br />
 <br />
Il modo in cui un partito si organizza riflette anche il tipo di società che vuole promuovere. Il PD non ha risposto alla domanda di una svolta democratica nel paese, pagando anche per questo con una serie di sconfitte elettorali, e lasciando a Di Pietro ampi spazi.<br />
 <br />
Lo Statuto che il PD si è dato risolve la ventennale “questione” fra elettori e apparati a favore di questi ultimi. Nel 2009 i candidati alle primarie li scelgono – anche formalmente &#8211; i signori delle tessere. Gli elettori delle primarie potranno votare solo candidati selezionati dal partito. Agli americani questa modalità pare un simulacro di democrazia. Ai polacchi, invece, ricorda il sistema in vigore fino al 1989: “Il partito sceglieva i candidati; alle elezioni la scelta era sempre fra comunisti”, mi spiega Pawel D. “Solo in qualche distretto consentivano al Partito dei Contadini di presentarsi, per dare l’impressione del pluralismo”. Poi “nel 1989 Solidarnosz ottenne che alla Camera poteva candidarsi chiunque raccogliesse 5000 firme. Quell’anno fu eletto un solo parlamentare indicato dal partito su 256! Così noi ritrovammo la libertà, sei mesi prima della caduta del muro di Berlino”.<br />
 <br />
In Italia non c’è dittatura. Il che non vuol dire che ci sia democrazia: ci sono tanti altri sistemi di governo… Ma quando gli elettori perdono il potere di scegliere se sostituire la propria classe dirigente, la democrazia non c’è più. E così, con il controllo dei cittadini ridotto al minimo, la politica si fa per interesse privato. E così Franceschini nel 2008 non ha esitato a nominare parlamentari la sua segretaria e il suo portaborse. (Merito? Davvero l’Italia non ha di meglio?). E tiene lontane dalla politica le grandi competenze. Questo è il nodo che soffoca il paese.<br />
 <br />
Un Obama, da noi, non può emergere: per regolamento! Non ci resta che sperare in un Gorbaciov: che sia Ignazio Marino? Oppure, provare ancora una volta a cambiare dal basso lo Statuto del PD: come si sta tentanto al sito <a href="http://www.apriamoilpd.com">www.apriamoilpd.com</a> . La salvezza non sta nel ridare fiducia a quelli che cavalcano le istanze della base per meglio tradirle. Abbiamo già dato.</p>
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		<title>Un 25 Aprile nella concordia&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Apr 2009 16:28:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piergiorgiogawronski</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo 25 Aprile è stato più sereno, più armonico del solito. Grazie a Napolitano, che ha parlato chiaro in difesa della Costituzione: è intorno ad essa che si può e si deve realizzare l’unità degli italiani. Grazie a Fini, che nei mesi scorsi si è avvicinato all’idea di democrazia (quella liberale, garantista) incarnata enlla Costituzione. Grazie anche a Berlusconi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Questo 25 Aprile è stato più sereno, più armonico del solito. Grazie a Napolitano, che ha parlato chiaro in difesa della Costituzione: è intorno ad essa che si può e si deve realizzare l’unità degli italiani. Grazie a Fini, che nei mesi scorsi si è avvicinato all’idea di democrazia (quella liberale, garantista) incarnata enlla Costituzione. Grazie anche a Berlusconi, che “ha detto cose importanti”, e si è allineato anche lui. <a href="http://www.dazebao.org/news/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=4368:25-aprile-la-liberazione-di-berlusconi-senza-antifascismo-e-resistenza&amp;catid=96:memoria&amp;Itemid=296">Non è la prima volta</a>, però, per Silvio. E poiché si tratta dello stesso uomo che solo poche settimane fa voleva chiudere il Parlamento, che ha lavorato con impegno per ridurre al massimo l’indipendenza degli altri poteri dello Stato, della TV, delle Autorità Garanti dal Governo, c’è da temere che si tratti dell’ennesima piroetta, per poi meglio infinocchiarci. Ma tant&#8217;è: intanto certe cose le ha dette. Per quel che valgono, godiamocele, e speriamo che la smetta di minare la democrazia italiana. Sperare è legittimo. In fondo, anche Silvio ha un’anima!</p>
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		<title>La destra non ha ancora fatto pace con la Costituzione</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Mar 2009 15:46:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piergiorgiogawronski</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni democratiche]]></category>
		<category><![CDATA[partito democratico]]></category>
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		<description><![CDATA[La destra non ha ancora fatto pace con la Costituzione. Il PDL vuole riforme istituzionali per concentrare ulteriormente il potere nelle mani dell’esecutivo, riducendo ad organi del governo gli altri poteri dello Stato, le Autorità Garanti, la RAI, la pubblica amministrazione. L’idea che la concentrazione dei poteri aumenti l’efficienza del governo è una mistificazione autoritaria, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La destra non ha ancora fatto pace con la Costituzione. Il PDL vuole riforme istituzionali per concentrare ulteriormente il potere nelle mani dell’esecutivo, riducendo ad organi del governo gli altri poteri dello Stato, le Autorità Garanti, la RAI, la pubblica amministrazione. L’idea che la concentrazione dei poteri aumenti l’efficienza del governo è una mistificazione autoritaria, contraddetta da 250 anni di storia democratica occidentale. Il PD deve  avere un progetto istituzionale di segno opposto: aumentare i contrappesi democratici, la divisione dei poteri, la trasparenza a tutela della sovranità popolare.</p>
<p>Le riforme istituzionali non devono riportare il paese a prima del 1948, ma rafforzare la democrazia di fronte alle sfide autoritarie e mafiose della modernità: noi non capiremmo cedimenti su questo terreno.  Con l’attuale quadro politico è difficile pensare a riforme costituzionali condivise. Meglio attuare assieme i tanti articoli della Costituzione ignorati o calpestati dalla politica, come l’Art. 49 (democrazia nei partiti), l’art. 81 c.4 (divieto di finanza pubblica “creativa”), e l’Art.97 (meritocrazia, de-politicizzazione della pubblica amministrazione).</p>
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