Siamo tutti aquilani

Scritto il 8 aprile, 2009, alle ore 4:59 pm

Oggi, siamo tutti aquilani. Perché alcuni nostri amici (io vado regolarmente il sabato sul Gran Sasso a fare parapendio con i piloti dell’Aquila) stanno soffrendo. Perché stiamo mettendo a loro disposizione le nostre case romane  - inutilmente, peraltro: gli aquilani stanno scegliendo di restare, salvo una minoranza sfollata verso seconde case, famiglie di origine, o alberghi della costa. Perché poteva succedere anche a noi: i nostri edifici, a quanto pare, in molte zone del paese non reggono a un terremoto che in Giappone sarebbe considerato un sisma minore. Perché anche a Roma le scosse al quarto piano si sentono forti.

Un paese senza regole, un paese intorpidito dall’ottimismo di maniera, dai modelli basati sulla furbizia, sull’apparire invece che sull’essere, senza regole condivise. Dall’altra parte, un paese tradito dall’ipocrisia, dall’egoismo, e dalla chiusura delle sue classi dirigenti. L’Aquila, l’Italia: fa lo stesso. Siamo destinati a un brusco risveglio.

 

Il dramma dell’Aquila serva come monito. Occorre cambiare il modo di fare la politica, di amministrare le città, di progettare, di utilizzare le competenze. Cambiare si può. Se sapremo unirci prima di tutto umanamente, in un progetto condiviso per il PD e per il paese. 

 

Condividi tramite un social network:
  • Print
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Mixx
  • Google Bookmarks
  • Live
  • MySpace
  • Digg
  • Technorati
  • Yahoo! Bookmarks
Categories : Post

Comments
Angelo 9 aprile 2009

Non si può che condividere il senso di sconforto e la pietà per le vittime, vive e morte, di questo disastro del malaffare italiano.
“Occorre cambiare il modo di fare la politica”? Occorre onestà, perché la politica (termine abusato e insignificante in realtà) non ci chiede di essere riformata, ma di essere messa in mano a uomini probi.
La Politica è sinonimo di potere, oggi. Il potere è sinonimo di arroganza e impunità. Ecco l’origine dei nostri disastri.
Puntiamo il dito su chi ci ha ingannato: edifici costruiti risparmiando sul cemento e sul ferro. Tutto questo ha nome e cognome: quelli di chi ha usato la corruzione e la truffa per l’arricchimento indebito, e ci ha procurato una strage,
Che si condannino questi assassini, e forse ci sarà meno voglia di infrangere le regole anche da parte dei sedicenti “politici”.

Angelo 9 aprile 2009

Quanto al PD, una fusione fredda di contrapposti ideali e visiopni della Società, credo che il suo destino sia segnato.
Non credo che dovremo aspettare la fine di Berlusconi per vederne la dissoluzione.

PierGiorgio Gawronski 10 aprile 2009

Si, ma le vie d’uscita?

Angelo 10 aprile 2009

La via d’uscita è quella che stiamo percorrendo.
Le forze vitali del PD non saranno sprecate. Sta nascendo una nuova idea di impegno per la politica. Come osservatore (e membro di un circolo EcoDem) sto constatando che il PD è in movimento, in mutazione, sempre più accelerata.
Due eventi importanti sono all’orizzonte:
- elezioni europee
- elezione (?) del nuovo segretario
Due buone occasioni per cambiare. Le ultime per far sopravvivere il PD.
Poi, se le cose andranno in un certo modo, le energie oggi compresse in uno spazio troppo ristretto troveranno la loro collocazione.
Saremo di meno per essere di più.

Silvia Ceccarelli 11 aprile 2009

La Natura è imprevedibile.
Ma se ad essa si unisce l’incuria dell’uomo; allora può succedere ciò che è successo a L’Aquila in questi ultimi giorni. Una tragedia umana che ha scosso l’intero popolo d’Italia; che ha lasciato dentro di noi un senso di vuoto e di distruzione che a fatica usciranno dalle nostre anime. Voglio unirmi al dolore di quanti hanno visto crollare i mattoncini della propria casa e le vite dei propri cari. Spero che in futuro nessuno debba più pagare per l’imprudenza di chi, pur di raggiungere i propri scopi, costruisce con materiali scadenti su terreni fragili e pericolosi.

Lascia un commento