Quale sinistra?

Scritto il 7 agosto, 2009, alle ore 11:19 pm

Antonio Carioti ripropone il tema dell’identità e del ruolo della sinistra nel mondo moderno con un bell’articolo sul Corriere: “Sinistra, ipotesi di quarta via”. Le vie possibili sarebbero:

1)      Socialdemocrazia: sviluppo dello stato sociale e redistribuzione del reddito, diritti collettivi

  • Il problema è che lo stato sociale c’è già, che i soldi per ampliarlo scarseggiano, e che non ci sono molte idee in giro su come ridurre la disuguaglianza, e fino a che punto… ammesso che sia ancora un tema popolare.

2)      Il protezionismo e la chiusura difensiva della società, lo statalismo

  • Problema: la destra sembra più brava in questo genere di esercizio, e la sinistra no-global anche. Inoltre sono visioni che mettono in crisi sia la democrazia, sia la crescita, e favoriscono la corruzione: non mi sembra una ricetta adatta per l’Italia, o sì?

 

3)      La “terza via” del new labor di Blair e Brown: apertura, concorrenza, mercato, qualità, merito, per finanziare con la crescita la riduzione – via intervento pubblico – delle disuguaglianze.

  • Problema:  il labor è in crisi anche in UK, la globalizzazione e i mercati non godono di ottima salute, e la democrazia anche sembra in declino. Forse manca un elemento “comunitario”.

4)      Quale “quarta via” imboccare? Le opzioni segnalate sono:

  • accentuare la svolta liberale, insistendo sui diritti individuali (Ignazio Marino?)
  • lanciare una rivoluzione verde
  • le due opzioni sopra possono confluire in una visione comune basata sulla difesa dei diritti del consumatore, su una idea di sviluppo “armonico” più sostenibile.
  • Le urne segnalano la popolarità in Europa della “quarta via”, nelle sue diverse forme.

5)      Noi del “Coraggio di Cambiare” abbiamo sottolineato finora che – in Italia come a livello globale – c’è una crisi democratica alla radice di una più vasta crisi morale e di qualità della governance. La nostra “quarta via” è rilanciare la democrazia e la governance, Costituzione (Carta delle Nazioni Unite) alla mano.  Ma ogni  visione ha dei limiti: occorre integrare e ampliare la nostra. In che direzione?

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Comments
Onofrio 24 agosto 2009

Ma perchè il programma è fermo al 2007?
per il 2008 e il 2009 rispolverate vecchie idee?

piergiorgiogawronski 28 agosto 2009

Hai ragione a lamentarti, ma considera che il programma del 2007 è purtroppo ancora attuale: (a) quelle proposte restano ancora inattuate. (b) Il PD non si è ancora dato un programma di rilancio democratico-meriotocratico come quello da noi presentato nel 2007. E ancora: (c) Ci sono molte proposte che stanno nel blog, meno strutturate, che presto enucleeremo per punti; (d) siamo a corto di soldi, e senza soldi si fa poco. Ma se ci dai una mano – nel modo che credi – ne saremo lieti. Grazie

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