Povertà globale
Scritto il 4 febbraio, 2000, alle ore 1:52 pm
DALLA COOPERAZIONE ALLA AGENZIA PER LO SVILUPPO
Situazione
Povertà nel mondo: 1,2 miliardi vivono con meno di 1,1$/g.
Nutrizione: 800 milioni soffrono la fame.
1) Aiuti allo sviluppo insufficienti (0,2% del PIL)
2) L’Efficienza degli aiuti della nostra Cooperazione allo sviluppo è medio-bassa.
5) La Cooperazione non è in grado di mobilitare altre risorse (private) materiali e morali per lo sviluppo, essendo troppo burocratizzata. L’assenza di trasparenza e di controllo democratico rende la D.G.Cooperazione soggetta ai rischi di corruzione / conflitti di interesse.
6) La Cooperazione non è in grado di passare dal singolo “progetto” a strategie di sviluppo.
Proposte
Proposta 1: aumentare gli aiuti fino allo 0,7% del PIL (in parte in funzione della riduzione del debito pubblico, e inserendo stabilizzatori automatici e autofinanziamento). Piano fiscale del Ministro delle Finanze che indichi come viene ripartito l’onere (addizionale fissa per ciascuna persona fisica, per fasce di reddito, 8 per1000, ecc.).
Proposta 2: sostituire la Cooperazione allo sviluppo con una “ Agenzia (o Authority, Fondazione, ecc.) per lo Sviluppo” fortemente autonoma dalla politica e competente nel management, nel cui C.d.A./organo direttivo siedano le istituzioni del governo centrale (in posizione di maggioranza relativa, in primis il M.A.E.), ma anche una serie di soggetti interessati/esperti (Enti locali, Cattedre Universitarie di Economia dello Sviluppo, ONG, ConfIndustria, DAC-Ocse). “Mission” dell’Agenzia: (a) passare dai progetti alle strategie di sviluppo; (b) inserire competenze di alto livello sullo sviluppo; (b) mobilitare le forze interessate allo sviluppo, creare effetto leva, essere punto di coordinamento e stimolo per il latente “movimento per lo sviluppo” in Italia; (c) partecipare al “negoziato interno” alla P.A. relativamente alle politiche che hanno impatto sui paesi poveri.
Proposta 3: Portare avanti le proposte (1) e (2) tramite un “Referendum Consultivo”. Obiettivi:
(b) una scelta morale della gente per una maggiore responsabilità per la rinascita morale dell’Italia
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