Monta la protesta per la democrazia nel PD

Scritto il 26 giugno, 2009, alle ore 10:29 am

A volte le persone normali passano per squilibrate, e viceversa. In URSS chi sognava la libertà finiva in manicomio. Sarà un segno dei tempi, ma qualcosa di simile accade anche da noi. Giudici antimafia rimossi “per incompatibilità ambientale”, dirigenti pubblici senza incarico perché si rifiutano di addomesticare le relazioni tecniche, persino la moglie del Primo Ministro sbattuta seminuda in prima pagina perché difende la sua dignità. Non deve sorprendere dunque se talvolta i democratici fanno la figura dei pazzi nel partito … Democratico.

Come è noto, la Costituzione vuole i partiti aperti alla partecipazione democratica (Art.49). E i partiti  – dal dopoguerra in poi -  si sono dati apparati normativi imponenti, statuti, regolamenti, codici etici, magistrature interne, il tutto senza mai diventare trasparenti o democratici. Quel groviglio opaco di prassi e regole  – si sa -  garantisce solo le elites cooptate.

Da fuori mi sono sempre chiesto: come fanno? Con quali meccanismi? Nei quasi due anni vissuti nel PD mi sonno imbattuto in diversi esempi. Per es., durante le primarie nazionali del 2007 “aperte” ho scoperto che in molti collegi “qui non ti puoi candidare”. Perché? I consiglieri DS e DL non ci ricevevano per vidimare le firme. “Sono in corsa per una municipalizzata, puoi capire…”

Oggi, 26 Giugno 2009, abbiamo un nuovo luminoso esempio di quello che alcuni intendono da noi per “democrazia”. Il PD ha uno Statuto. Il quale affida alla Assemblea Nazionale il diritto-dovere di esaminare, discutere, eventualmente votare i due momenti salienti della vita di un partito: (a)  le proposte di candidatura a Segretario Nazionale; (b) le proposte di modifica dello Statuto. A questo unico scopo i 2800 eletti all’Assemblea Nazionale hanno affidato al Partito i loro recapiti (email, o altro). Tutto chiaro, no?

Ah! ah! Ingenui pazzi. Nel Partito c’è un Responsabile dell’Organizzazione, c’è un Apparato, c’è un Segretario Nazionale, che detengono i recapiti dei membri dell’Assemblea. E da tre mesi, sono vittime di una Impressionante Sequenza di Disguidi Postali, di Equivoci Telefonici, e sono molto, molto Occupati. Qualcuno gli ha chiesto di inoltrare – pensa te! – all’Assemblea una proposta di modifica delle regole congressuali, Art.9 Statuto. (Si vorrebbe consentire, come nel 2007,  anche ai non iscritti al partito di proporre con molte migliaia di firme un candidato se iscritto al PD). Loro da tre mesi non rispondono. Non dicono di no, perché non c’è nessuna legge sulla privacy che impedisca di mandare queste emails (magari nascoste in Bbc). Non dicono “sì”, perché l’hanno gia detto e non l’hanno fatto, e ormai gli scappa da ridere. E i mesi passano. E il congresso si avvicina. E l’Assemblea non riceve la proposta. E fra poco diranno: “Ah già, che peccato, ormai è tardi!”.

Ora, supponiamo che uno volesse protestare, difendere la legalità democratica: “Che ti piglia?” diranno, “Perché alzi la voce? Che modi!”. “Vieni la settimana prossima nel mio studio, vedrai, risolviamo.” E il ciclo ricomincia…

PierGiorgio Gawronski

Sul Quotidiano “Europa” del 26-6-09

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Comments
Maurizio Rondina 26 giugno 2009

Bersani, nella sua lettera di annuncio della candidatira a segretario ( http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/glamware/groups/group.aspx?id_group=467&t=post&pid=2281097&CONTEST=NL2406&i=1 ) evidentemente ignorando le norme dello statuto che evidenzia Piergiorgio, rendendo pubblica unilateralmente la sua candidatura (come del resto ha fatto anche Franceschini) senza coinvolgere l assemblea nazionale, si premura in tale lettera di parlare tanto di giovani…

il problema non è “giovani” o “vecchi”, il problema è “rinnovamento” o “conservazione”..

Può essere “nuovo e giovane” anche un 60 enne della società civile, che dopo una vita spesa nel lavoro, nelle professioni, nel commercio, nella cultura, decide di iniziare un percorso politico, mettendo a disposizione della collettività la sua vitalità e la sua esperienza maturate fuori dalla politica.

Può essere “vecchio” anche un 30-40 enne, entrato nel partito da adolescente, oramai “assuefatto” da una lunga militanza a modelli di partecipazione politica pre-confezionati (che spesso affievoliscono lo spirito critico), e che non ha ancora avuto contatti profondi e decennali, con il mondo del lavoro.

Mi sembra che quella di guardare ai giovani, sia solo una sterile moda. Qui occorre guardare alle competenze, non all’ età.

Ed occorrerebbero delle regole che determinino, oltre all’ ingresso, anche l’ uscità dalla politica. Invece anche nel PD impera il modello del politico “a vita” stile Andreotti.

C’è chi ha iniziato da adolescente, e dopo 30-40-50-60-70 anni ha ancora (o mira ancora) a nuovi incarichi di partito (o di amministrazioni o di governo): questo è sintomo di un avvitamento della politica su se stessa, di un estraniamento della politica dal suo nobile ruolo di “servizio pro-tempore” (ritengo fisuologico non oltre 20-25 anni) che ogni cittadino dovrebbe dare al bene pubblico, con la sua partecipazione attiva alla politica.

piergiorgiogawronski 29 giugno 2009

Messi di fronte per ben due mesi al sequestro dell’Assemblea Nazionale e del suo indirizzario da parte di Franceschini, abbiamo dovuto – per sbloccare la situazione – occupare la Direzione Nazionale. Ma per ottenere il rispetto dello Statuto dobbiamo fare ogni volta così? Martedì 1 Luglio alle 12.30 consegneremo al Sen. Migliavacca, capo dell’Organizzazione del Partito, il messaggio da inoltrare a tutti i membri dell’Ass. Costituente, con la proposta di modifica dell’Art.9 (firmate: home page in alto a sinistra). Confidiamo che Franceschini e il Sen Migliavacca terranno prontamente fede alla parola data pubblicamente in Direzione Nazionale .

Andate a caccia dei membri dell’Ass Cost. della Vs zona per portarli alla firma entro il 19 Luglio! FAcciamo un PD all’americana (dove i candidati alle primarie li sceglie il popolo, non l’apparato)!

PierGiorgio

PS : qui di seguito un lancio di un’agenzia del giorno 26, che confonde l’iniziativa di modifica dell’Art.9 con la protesta che ho fatto in DN non per pubblicizzare l’iniziativa, ma per protestare contro il fatto che in barba a tuttte le regole statutarie il Segretario non la inviava all’Assemblea.

ZCZC

ASC0060 1 POL 0 R01 / +TLK XX ! 1 X
PD: INIZIATA DIREZIONE CON BREVE OCCUPAZIONE TAVOLO PRESIDENZA =

(ASCA) – Roma, 26 giu – E’ iniziata la direzione nazionale
del Partito democratico e il suo inizio ha avuto una sorpresa
a causa di una breve e simbolica occupazione del tavolo della
presidenza nella grande sala delle riunioni all’ultimo piano
del palazzo di Largo del Nazzareno. Occupazione che e’ stata
organizzata da Piergiorgio Gawronski che e’ stato uno dei
concorrenti minori alla segreteria del PD alle precedenti
primarie. Gawronski in questo modo ha voluto protestare sulle
attuali regole che governano la designazione del segretario
del PD.
L’ultima assemblea nazionale del partito aveva approvato
una procedura articolata in due fasi: quella della
designazione dei concorrenti alla segreteria da parte dei
soli iscritti al partito e successivamente le primarie (gia’
fissate per il 25 ottobre) a cui parteciperanno tutti i
cittadini che si ritengono interessati alla scelta del
segretario democratico e che pagheranno la piccola somma in
euro che verra’ fissata per la partecipazione, oltre ad
iscriversi al registro degli elettori. Pero’ nel caso in cui
nessuno dei concorrenti alla segreteria alle primarie
raggiungera’ il 50% piu’ 1 degli elettori la parola passera’
al congresso che scegliera’ il segretario con un ballottaggio
tra i primi due piu’ votati alle primarie.
E’ a questa procedura che Gawronski ha portato la sua
contestazione perche’ vorrebbe che la scelta dei candidati
non fosse riservata ai soli iscritti ma aperta anche in
questa fase agli elettori non iscritti. E’ il problema che si
era posto alle precedenti primarie quando si presentarono
come candidati degli outsider tra cui lo stesso Gawronski.

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