L’ONU attacca il governo italiano sulla Legge bavaglio

Scritto il 13 luglio, 2010, alle ore 10:25 pm

 

LA NOTIZIA

Intercettazioni, l’Onu:
“L’Italia riveda il ddl”
Frattini: “Sconcertato”

Il relatore dell’Onu sulla libertà di espressione: “abolire o modificare” il disegno di legge sulle intercettazioni perché “se adottato nella sua forma attuale può minare la libertà d’espressione”. Frattini: “Sono sconcertato, il parlamento è sovrano e decide”

Ginevra - Il governo italiano deve “abolire o modificare” il progetto di legge sulle intercettazioni perchè “se adottato nella sua forma attuale può minare il godimento del diritto alla libertà di espressione in Italia”. Lo ha detto il relatore speciale dell’Onu sulla libertà di espressione, Frank La Rue in un comunicato.

“Consapevole delle preoccupazioni per la privacy” La Rue si è detto “consapevole” del fatto che il disegno di legge vuole rispondere alle preoccupazioni relative “alle implicazioni della pubblicazione delle informazioni intercettate per il processo giuridico e il diritto alla privacy”. Ma ha precisato che “il disegno di legge nella sua forma attuale non costituisce una risposta adeguata a tali preoccupazioni e pone minacce per il diritto alla libertà di espressione”. Ricordando le manifestazioni contro il progetto di legge del 9 luglio scorso, l’esperto ha quindi raccomandato al governo di non “adottarlo nella sua forma attuale, e di impegnarsi in un dialogo significativo con tutte le parti interessate, in particolare giornalisti e organizzazioni della stampa, per garantire che le loro preoccupazioni siano prese in considerazione”. E si è detto pronto “a fornire assistenza tecnica per garantire” che il ddl “rispetti gli standard internazionali dei diritti umani sul diritto alla libertà di espressione”.  

Ostacolo al lavoro dei giornalisti Secondo il progetto di legge 1415, ricorda la nota, chi non è accreditato come giornalista professionista può essere condannato alla reclusione fino a quattro anni per la registrazione di qualsiasi comunicazione o conversazione senza il consenso della persona coinvolta e la diffusione di tali informazioni. “Una sanzione così severa -ha sottolineato l’esperto – minerebbe seriamente il diritto di tutti gli individui a cercare e comunicare informazioni, in violazione della Convenzione internazionale sui diritti civili e politici, di cui l’Italia è parte”. La Rue, incaricato dal Consiglio dei diritti umani dell’Onu di monitorare la situazione del diritto alla libertà di opinione ed espressione nel mondo, ha inoltre espresso preoccupazione per la prevista introduzione di una sanzione per i giornalisti e gli editori che pubblicano materiale intercettato prima dell’inizio di un processo. “Una tale punizione, che include fino a 30 giorni di carcere ed una sanzione fino a 10.000 euro per i giornalisti e 450.000 euro per gli editori, è sproporzionata rispetto al reato”, ha affermato. Inoltre, “queste disposizioni possono ostacolare il lavoro dei giornalisti di intraprendere giornalismo investigativo su questioni di interesse pubblico, quali la corruzione, data l’eccessiva durata dei procedimenti giudiziari in Italia, sottolineata a più riprese dal Consiglio d’Europa”, ha osservato La Rue.  

Frattini: “Sono sconcertato” ”Sono fortemente sconcertato e sorpreso per la posizione del rappresentante dell’Onu sul ddl intercettazioni”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini, spiegando che in “tutti i paesi democratici il parlamento è sovrano e decide. Io credo che si dovrebbero leggere le proposte legislative prima di fare interventi del genere” ha osservato il ministro degli Esteri. In tutti i Paesi liberali e democratici del mondo – ha aggiunto il titolare della Farnesina – non è consentito alla pubblica accusa di divulgare, prima della sentenza definitiva, elementi di indagine che devono restare segreti. Questo – ha spiegato – per la semplice ragione che, in democrazia, si tutelano anche i diritti degli indagati: il processo mediatico è una barbarie, non un principio di diritto”.

Pdl: “L’Onu si occupi delle dittature non dei ddl” ”Da antico e convinto militante dei diritti umani e civili, della libertà e della democrazia nel mondo, troverei utile che i funzionari dell’Onu, guatemaltechi e non, dedicassero il loro tempo a contrastare le dittature, che troppo spesso dettano legge, o trovano compunque sostegno e copertura, anche nei comportamenti del Palazzo di Vetro. Lo sanno bene gli oppressi di tanti regimi, che in troppe occasioni hanno dovuto fare i conti con i comportamenti e le scelte di questo o quell’organo, di questo o quell’ufficio, di questo o quel funzionario delle Nazioni Unite”. Lo dichiara Daniele Capezzone, portavoce Pdl. “È invece paradossale che si entri nei processi legislativi di uno Stato libero e democratico. Ed è ancora più paradossale – aggiunge -, proprio in tema di stampa ed espressione, che si faccia finta di non vedere che in nessun Paese dell’Occidente avanzato esiste un malvezzo di pubblicare lenzuolate di intercettazioni, in spregio della legge, in clamorosa violazione del segreto istruttorio, travolgendo i diritti dei cittadini, come invece continua ad accadere in Italia. Mi auguro – conclude Capezzone – che la politica italiana tutta, maggioranza e opposizione, abbia dignità sufficiente per respingere accuse inverosimili”. 

COMMENTO

1. Tecnicamente, per tutelare la privacy non c’è bisogno di impedire intercettazioni e filmati, e di porre limiti ai giornali! Basta distruggere le intercettazioni che non hanno nulla a che vedere con l’indagine in corso (giudicate irrilevanti da accusa e difesa); e – a scanso di equivoci – vietarne anche la pubblicazione.  Su questo saremmo tutti daccordo. Il DDL usa la “privacy” come pretesto.

2. Il DDL non mette in crisi solo l’efficacia delle indagini e la libertà di informazione, che sono al cuore dello stato democratico: mette in pericolo anche i diritti umani fondamentali. Infatti sarebbe vietato, fra le altre cose, se non si è un giornalista, filmare col telefonino e pubblicare sul web i poliziotti che di notte picchiano un povero cristo: cosa già successa purtroppo molte volte anche in Italia (dal G8 di Genova 2001 in poi). Come in USA e altrove, le immagini e la loro pubblicità sono l’unico modo per contrastare la “verità ufficiale” e gli abusi degli agenti.

3. Il DDL è contro la trasparenza. Nelle democrazie occidentali e nei paesi liberi il valore della trasparenza prevale nettamente sul diritto alla privacy. Le particolari esigenze di noi italiani oggi spostano il pendolo ancora di più verso il bisogno della trasparenza, o verso il bisogno di privacy? Il nostro paese sta affondando sotto i colpi delle violazioni alla privacy, o del malaffare di alto livello? Per me, Frattini sbaglia due volte: quando cita a sproposito i paesi liberi senza capire che lì ragionano in modo diverso da lui (e che il Berlusconismo tende a mettere l’Italia fuori dalle democrazie, spingendolo verso una concezione della democrazia da terzo mondo, di tipo egiziano); e quando non capisce le particolari esigenze storiche dell’Italia contemporanea. Quanto alla tesi che in Italia c’è ancora la democrazia, per carità…

4. In una fase di crisi economica gravissima come l’attuale, al PDL interessa prima di tutto coprire le “cricche” al potere. (Infatti i giornali non pubblicheranno mai intercettazioni di noi uomini “normali”, ma solo quelle dei famosi e potenti). E’ una logica di governo perversa.

5. Particolarmente disgustosi gli accenti razzisti di Capezzone (“guatemalteco”) e le sue offese gratuite alle Nazioni Unite (se ha da dire qualcosa di preciso lo dica, altrimenti taccia!).

6. La “Legge bavaglio” fa parte di una strategia di lungo termine di Berlusconi per minare la Costituzione (fonte di tutte le leggi) democratica. (La “Legge bavaglio” è incostituzionale). Il fine è autoritario e illiberale, le motivazioni ormai emergono evidenti dalla cronaca nera di questi anni, mesi, e giorni.

7. Spero che gli italiani tutti abbiano dignità sufficiente per respingere le inverosimi sciocchezze di Capezzone, il finto stupore di Frattini, e la “Legge bavaglio” con o senza ritocchi. Siamo un popolo servile (Dante)…  ma fino a un certo punto!

PS. L’ultima volta che un governo Italiano si è scontrato tanto duramente con l’ONU è stato nel 1936. Un caso?

Condividi tramite un social network:
  • Print
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Mixx
  • Google Bookmarks
  • Live
  • MySpace
  • Digg
  • Technorati
  • Yahoo! Bookmarks
Categories : Senza categoria

Comments
Fabio Scacciavillani 14 luglio 2010

Ormai credo siamo tutti d’accordo sulle motivazioni che spingono Berlusconi a voler distruggere la capacita’ della magistratura di fare indagine e azzerare la possibilita’ di informare l’opinione pubblica sugli scandali di regime.
Quello che spaventa e sconcerta e’ la debolissima risposta del paese e il collaborazionismo del PD. Le grandi menti del PD dopo mesi di acquiescenza hanno partorito la proposta chiave sulla legge bavaglio: aumentare a 90 giorni il periodo entro il quale si possono compiere le intercettazioni. Sconvolgente!

Bisognerebbe organizzare una serie di scioperi generali. I sit in ed i post it di Repubblica sono semplicemente patetici.

Lascia un commento