Le tasse salgono
Scritto il 5 maggio, 2009, alle ore 2:29 pm
L’Abruzzo non riceve i soldi promessi per la ricostruzione. I precari non hanno garanzie per il posto di lavoro a rischio. I disoccupati si arrangino (salvo chi ha la C.I.G.). Milioni di anziani ricevono pensioni minime, insufficienti per una vita dignitosa. I tempi della giustizia sono infiniti. Le università stanno chiudendo la ricerca di base. Parecchie scuole elementari sono fatiscenti, gli asili nido pochissimi. Gli acquedotti “perdono”. La crisi dei rifiuti è ancora in agguato in molte città. Che si fa? Purtroppo, “non ci sono soldi!”.
Lo Stato essendo l’unico “produttore” possibile di una serie di beni e servizi indispensabili, la politica italiana dovrebbe affrontare apertamente il problema di come finanziare lo Stato. Certo, ci sono tante spese inutili; la giustizia è un esempio di come è possibile risparmiare semplificando le procedure; l’evasione fiscale sta tornando: prima di alzare le tasse un buon governo dovrebbe partire da queste cose. Così non è: la Relazione unificata sulla finanza pubblica, appena uscita, rivela che la pressione fiscale quest’anno salirà al 43.5%, ben oltre i livelli del 2007 (43.1%, governo Prodi) che tante polemiche suscitarono da parte del centro-destra. Con due aggravanti. La maggiore evasione, appunto, che concentra lo sforzo sui contribuenti onesti. La crisi economica, durante la quale la pressione fiscale dovrebbe scendere (sia per i meccanismi automatici, sia per le politiche di sostegno alle PMI).
Ciò detto sul fronte congiunturale, a sinistra dovremmo anche cominciare a reagire all’idea sbagliata che le tasse sono sempre dannose, o che vanno sempre ridotte. Con il debito pubblico, l’invecchiamento della popolazione, il terremoto, la crisi, e la miriade di problemi strutturali che ci ritroviamo, dovremmo cominciare a discutere non se le tasse devono salire, ma piuttosto, dato che stanno salendo, qual è il modo migliore per finanziare lo Stato. L’Ici per i ricchi?! Un’altra possibilità è l’aumento automatico dell’IVA (forse la tassa più facile da riscuotere) a livello europeo quando la crescita sarà prevista sopra la media decennale e sopra l’1.5%. Non è una imposta “progressiva”, ma può essere utilizzata per programmi di spesa fortemente redistributivi; E si possono esentare i generi di prima necessità.




Ieri ho avuto il piacere di seguire (ad un convegno nel quartiere Axa di Roma) la sua interessante esposizione della situazione economica mondiale, con le sue proposte (molto obamiane, direi) e la sua visione piu’ generale dell’economia e del mondo.
Ho apprezzato i suoi accenti solidaristici, mentre (da iscritto ed elettore del pd, ma che si sente “di sinistra” forse nel “vecchio” modo) faccio fatica a seguire completamente le idee di completa apertura al mercato (sia pure ben regolamentato e vigilato).
Sono pero’ una persona curiosa, e (seppure a fatica) disposto a rivedere le proprie idee, aprirle almeno al dubbio… ma sul suo sito non trovo traccia ne’ dell’interessantissima “presentazione”, ne’ delle idee che propugnano, in particolare per affronatre la crisi che mi pare lei (senza sbilanciarsi) non considera vicina a soluzione.
In altre parole, magari non saro’ del tutto d’accordo con le sue opinioni, ma da intellettuale (senza offesa…) di valore quale lei e’, dovrebbe metterle a disposizione di tutti! Grazie.