La crisi economica globale al bivio

Scritto il 6 marzo, 2010, alle ore 4:18 pm

 

Le borse sono risalite dai minimi di marzo 2009. L’occupazione cala ma meno di prima (Italia). Molte  imprese resistono. La produzione sta recuperando.  Tutto grazie ai deficit pubblici, che hanno sostituito o rifinanziato la spesa privata, sostenendo le vendite delle imprese.

Ma mentre le manovre espansive dei governi vanno esaurendosi, la spesa privata è ancora debole; in Italia il ricorso alla cassa integrazione continua a crescere; la disoccupazione resta alta; il credito alle imprese nell’eurozona continua a calare, le banche soffrono per le difficolta delle imprese loro clienti e restano alti i rischi finanziari.

Ci sarebbe bisogno di nuovi stimoli, ma c’è chi lancia l’allarme debito pubblico (Rogoff, video). Che fare? Il mondo sembra sospeso in attesa che gli eventi prendano una direzione chiara. Nei dibattiti sulla politica economica gli economisti keynesiani Galbraith, Stiglitz, Krugman si schierano a difesa dei deficit finanziati da nuovo debito; ma il mondo della finanza non ci sta (Larson, Malpass). Chi ha ragione? Io penso che abbiamo bisogno di deficits finanziati anche con moneta; e sull’ortodossia neoliberale (Wall Street, BCE) la penso così.

 

USA: diverse misure della disoccupazione

 

 

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Comments
Igor 23 marzo 2010

Ci sono tre pericoli. (1) La disoccupazione (se non si fa niente): hai fatto bene a mettere il grafico del mercato del lavoro in USA per ricordarci la situazione. (2) I debiti pubblici eccessivi, con il rischio di finire come la Grecia (se si sostiene l’economia con i bilanci pubblici). (3) L’inflazione (se si esagera con la moneta). Mi pare che l’inflazione è attualmente l’unico rischio ancora lontano. Inoltre, è un problema più facile da controllare se e quando dovesse materializzarsi: basta alzare i tassi d’interesse. Quindi sono daccordo con te: ci voleva un maggiore sostegno da parte delle banche centrali.

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