Intervista radio + Commento sul pacchetto Europeo in difesa dell’Euro
Scritto il 12 maggio, 2010, alle ore 2:33 am
Per chi è interessato ad approfondire qui c’è la mia intervista a Radio Radicale di sabato (prima delle decisioni europee).
La reazione dei mercati finanziari alle decisioni dei leaders EU riuniti a Bruxelles è stata inizialmente (molto) positiva: un sospirone di sollievo, per la dimensione del pacchetto aiuti, e in particolare perché la BCE è scesa finalmente in campo. Ma oggi cominciano già ad affiorare i dubbi, nelle borse e sul mercato valutario. Perché la BCE non ha capito la strategia europea, la considera una tattica momentanea, la subisce senza condividerla fino in fondo.
La BCE teme giustamente l’eccesso di liquidità. E teme l’inflazione: in questo, sbaglia! Di inflazione ce n’è troppo poca. Il problema vero è che la liquidità comincia ad essere troppa nel circuito dei mercati finanziari: rischia di provocare altre bolle e disastri vari. Purtroppo non trova la strada dei mercati reali: non arriva nelle tasche della gente, e quindi non alimenta le vendite delle imprese, che restano in crisi. Per dire, il dato di ieri sulla produzione industriale di marzo 2010 in Italia (+6,9% sui 12 mesi) si confronta con un Marzo 2009 a -20%, quindi rispetto al Marzo 2008 siamo ancora oggi a -13%!!
La soluzione sarebbe dare un po’ di liquidità agli Stati affinché la spendessero in acquisti di beni e servizi, o in trasferimenti ai settori più poveri (che spendono e non risparmiano) della popolazione. Se p.es. la BCE facesse un bel falò con i titoli pubblici che acquista, come Calderoli fa con le Leggi dello Stato italiano, gli Stati Europei avrebbero meno debiti, e perciò più risorse per sostenere l’economia reale. Così, la liquidità si trasferirebbe all’economia reale. Invece, attualmente resta intrappolata nel circuito finanziario; la sua enorme energia filtra pochissimo all’economia reale, mentre rimane pericolosamente viva nel settore finanziario, e diventa sempre più difficile da controllare. La BCE pensa giustamente che i rischi così diventano troppo elevati, ma non vede come ridurre la tensione.




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