Impuniti a vita, al di sopra della Legge

Scritto il 12 gennaio, 2010, alle ore 4:05 pm

C’e’ una pulsione al suicidio nel PD che lascia interdetti. Ogni volta che si ripropone l’ inciucio, in multiformi guise e fogge, si riversano valanghe di mail indignate sui vari siti web, reazioni sconcertate di elettori, parole sferzanti di militanti. A tutto questo fuoco di fila la dirigenza e’ completamente impermeabile. Bersani blatera qualche distinguo, fissa qualche paletto, pone qualche condizione risibile e tutto torna in mano ai Violante, ai Latorre e alla compagnia di giro dell’inciucio “senza se e senza ma”.
In questi giorni assistiamo ad una nuova replica della farsa. Le leggi ad libertatem (di Berlusconi) trovano d’accordo nel PD i vari Orlando (uno della nuova generazione di  dirigenti), Chiaromonte (che da venti anni, a suo dire, e’ incazzata per l’abolizione dell’immunita’ parlamentare), Macaluso (che non manca mai in queste occasioni). Con la reintroduzione dell’immunita’ parlamentare versione inciucio (Chiaromonte e Compagna), i parlamentari che delinquono non saranno nemmeno infastiditi da un voto in Parlamento sull’autorizzazione a procedere. Tutto si blocca sic et simplictier, fino alla fine del mandato, cioe’ per i caporioni della casta fino al funerale. Se Berlusconi dovesse essere eletto Presidente della Repubblica, dopo il settennato diventerebbe senatore a vita. E quindi, grazie a Chiaromonte e Compagna, impunito a vita.

Fabio Scacciavillani

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