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	<title>Commenti a: Funzionerà? note sulla crisi</title>
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	<description>il coraggio di cambiare</description>
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		<title>Di: Angelo</title>
		<link>http://www.piergiorgiogawronski.com/funzionera-note-sulla-crisi-gawronski/comment-page-1/#comment-22</link>
		<dc:creator>Angelo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Apr 2009 14:40:13 +0000</pubDate>
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		<description>Per Rambo.

La crisi è profonda, per il solo fatto che sta cambiando il modo di vivere nella società.
Pensare al privilegio del &quot;posto fisso&quot; o della pensione, in una sovrastruttura sociale che si sgretola, perché ormai inadatta ad un mondo nuovo, è porsi nei confronti della realtà con occhi rivolti al passato e idee vecchie.
Lo strascico dell&#039;ormai superato concetto della &quot;società del benessere&quot; basata sul reddito da lavoro &quot;sicuro&quot; durerà qualche anno ancora, ma già oggi molte aziende, prima che in Italia all&#039;estero, stanno cambiando registro per salvare se stesse, non certo i loro lavoratori.
Ora commettiamo l&#039;errore di leggere una sentenza di condanna per i giovani, come se il mondo futuro non fosse il loro, ma il nostro. Ma nel futuro non ci potrà essere regressione, un ritorno al medioevo, o senza scomodare troppi secoli, un ritorno al primo &#039;900.
L&#039;ambiente, e non solo quello inteso in termini naturalistici, è profondamente cambiato in questi ultimi decenni. I traguardi tecnologici raggiunti già solo nella modernizzazione dei mezzi di produzione e la capillarizzazione del consumo di massa ci hanno modificato nel nostro DNA sociale.
E una tale mutazione non è reversibile, ma induce verso altre mutazioni. La globalizzazione non ha fatto altro che scatenare l&#039;energia che era già accumulata nella cosidetta &quot;economia di mercato&quot;, e che lo sta modificando, come una violenta reazione chimica che trasforma i suoi elementi di partenza in altri composti.
Nessuno sembra capace di prevere la fine della crisi, o forse nessuno ha il coraggio di guardarla.
Ma di sicuro riguarderà tutti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per Rambo.</p>
<p>La crisi è profonda, per il solo fatto che sta cambiando il modo di vivere nella società.<br />
Pensare al privilegio del &#8220;posto fisso&#8221; o della pensione, in una sovrastruttura sociale che si sgretola, perché ormai inadatta ad un mondo nuovo, è porsi nei confronti della realtà con occhi rivolti al passato e idee vecchie.<br />
Lo strascico dell&#8217;ormai superato concetto della &#8220;società del benessere&#8221; basata sul reddito da lavoro &#8220;sicuro&#8221; durerà qualche anno ancora, ma già oggi molte aziende, prima che in Italia all&#8217;estero, stanno cambiando registro per salvare se stesse, non certo i loro lavoratori.<br />
Ora commettiamo l&#8217;errore di leggere una sentenza di condanna per i giovani, come se il mondo futuro non fosse il loro, ma il nostro. Ma nel futuro non ci potrà essere regressione, un ritorno al medioevo, o senza scomodare troppi secoli, un ritorno al primo &#8216;900.<br />
L&#8217;ambiente, e non solo quello inteso in termini naturalistici, è profondamente cambiato in questi ultimi decenni. I traguardi tecnologici raggiunti già solo nella modernizzazione dei mezzi di produzione e la capillarizzazione del consumo di massa ci hanno modificato nel nostro DNA sociale.<br />
E una tale mutazione non è reversibile, ma induce verso altre mutazioni. La globalizzazione non ha fatto altro che scatenare l&#8217;energia che era già accumulata nella cosidetta &#8220;economia di mercato&#8221;, e che lo sta modificando, come una violenta reazione chimica che trasforma i suoi elementi di partenza in altri composti.<br />
Nessuno sembra capace di prevere la fine della crisi, o forse nessuno ha il coraggio di guardarla.<br />
Ma di sicuro riguarderà tutti.</p>
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		<title>Di: Rambo</title>
		<link>http://www.piergiorgiogawronski.com/funzionera-note-sulla-crisi-gawronski/comment-page-1/#comment-21</link>
		<dc:creator>Rambo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 18:01:12 +0000</pubDate>
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		<description>forse le cose continueranno ad andare male per un po&#039;, ma la crisi non riguarda tutti. Non riguarda chi ha il posto fisso, chi ha la pensione, e invece riguarda i giovani in pieno, perché chie sce ora dall&#039;università e dalla scuuola non trova lavoro</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>forse le cose continueranno ad andare male per un po&#8217;, ma la crisi non riguarda tutti. Non riguarda chi ha il posto fisso, chi ha la pensione, e invece riguarda i giovani in pieno, perché chie sce ora dall&#8217;università e dalla scuuola non trova lavoro</p>
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