Fini e la Costituzione
Scritto il 17 novembre, 2009, alle ore 12:49 am
La crescita di Fini – politica, democratica, e forse anche umana – dai tempi non lontanissimi in cui si presentava con il saluto romano (1993) è confortante per la salute della res publica. Nel centrodestra, Fini è uno dei pochissimi con la schiena dritta. Oggi ha detto che la Costituzione non si cambia senza larghe intese … per motivi di opportunità. Avrebbe potuto aggiungere che – da quando l’Italia ha abbandonato la legge elettorale proporzionale – le maggioranze parlamentari non sono espressione della maggioranza del paese. Per questo l’Art.138 Cost. (che regola le modifiche costituzionali) non rispecchia più lo spirito originario, democratico, della Costituzione del 1948. Per questo, sarebbe intollerabile una modifica della Costituzione (che è di tutti, e che è stata scritta soprattutto a garanzia delle minoranze) realizzata da una maggioranza parlamentare che riflette solo il 47% del voto popolare.




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