Convegno del Lingotto, Congresso P.R.

Scritto il 29 giugno, 2009, alle ore 4:32 pm

Sabato sono stato al convegno del Lingotto (TO) organizzato dai “Piombini” (in pratica, dai “Mille”). Domenica, sono stato al Congresso dei Radicali (Cianciano).

A Torino c’era tanta gente, molte belle persone, altre che cavalcavano il nuovismo: gente che non vede l’ora di farsi cooptare dalla nomenklatura. La Serracchiani ha fatto un intervento pacato: mi è sembrata una persona valida anche sul piano morale. Ignazio Marino, grande oratore. Scalfarotto, brillante. Melandri: fischiata. Franceschini paraculo: dice quello che la gente vuol sentirsi dire, poi quanto a mantenere le promesse… aspettiamoci il solito.

Nel mio intervento, ho sostenuto la tesi dell’apertura del partito.
• Perché gli intellettuali democratici fuori del partito hanno già un progetto democratico per l’Italia, si tratta solo di recepirlo.
• Perché il motivo dello scarso entusiasmo attorno al PD è che il primo punto di qualsiasi piattaforma politica oggi è la riforma della politica (partiti, rapporto politici-istiuzioni, rapporti politici-pubblica amministrazione), e questa è l’ultima cosa che la nomenklatura del PD vuole fare. La continua violazione delle regole nel PD, e la mancanza di democrazia interna, danno anche l’idea di che tipo di società i nostri dirigenti vogliono promuovere.
• Perché le risorse intellettuali e morali presenti nel partito sono purtroppo insufficienti a garantire una svolta del PD nel senso auspicato dal suo elettorato. Ci servono degli alleati.
• Oltre all’auspicio, noi abbiamo una proposta. Scade il 19 Luglio. La proposta è cambiare lo Statuto del PD per consentire anche agli elettori del PD (ed elettori alle prossime primarie di Ottobre) di selezionare i candidati. Insomma, passare dal modello PCUS al modello PD americano.
• Se non riusciremo a trovare un numero sufficiente di membri dell’Assemblea Nazionale che ci appoggiano, nel Congresso di Ottobre non potrà essere rappresentata la posizione di chi vuole riformare la politica, come punto di partenza per un generale rilancio del paese.

Ai radicali ho spiegato che significa “stare nel PD e battersi contro la partitocrazia”. Ho detto che secondo me per sconfiggerla ci vuole una grande vittoria politica generale; altrimenti la partitocrazia è come un’idra: tagli una testa e si rigenera dall’altra parte. Ho promesso inoltre che se riusciremo a riunire l’Assemblea Nazionale prima del Congresso di Ottobre, proporremo in quella sede di cambiare lo Statuto anche per consentire la doppia tessera nei casi indicati (di volta in volta) dalla Direzione Nazionale. Per allargare il PD e farlo diventare non più la somma di due nomenclature (DS e Margherita) ma un partito arcobaleno, come il PD di Obama.

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Comments
ferdinando autuori 29 giugno 2009

tutto chiaro e condivisibile ti prego vai avanti e fammi sapere se posso fare qualcosa per aiutarti

PierGiorgio 1 luglio 2009

Quello che puoi fare in questo momento è andare a cercare membri dell’Assemblea Costituente Nazionale del PD (v.elenco sul sito del PD), entrare in contatto, e chiedere loro di firmare la petizione per aprire il PD sul modello americano anche agli elettori. http://www.apriamoilpd.com
Inoltre se vivi a Roma incontriamoci, altrimenti dipende da te, c’è tanto da fare, mandaci una email. Grazie davvero.

angelo 1 luglio 2009

mi chiedo una cosa, molto cinicamente, dove è finito gawronski?
dopo le famose primarie (sic) vinte da veltroni che ha subito provveduto (come da programma) ad affossare il pd, mi pare che gawronski sia tornato subitamente nell’ombra del “pd che si agita pieno di buone intenzioni ma non conta niente”.
ho provato a leggere il programma che la simpatica e brava serracchiani ha presentato alle ultime elezioni: il vuoto pneumatico di idee nuove, anzi di idee, un semplice mosaico di parole d’ordine e keyword orecchiabili per un pubblico (vagamente) di sinistra.
certo, dice in 1,5 pagine quello che veltroni avrebbe detto in 15 e prodi in 150 – ma non è una rivoluzione!
sono pochi quelli del pd che cercano veramente il nuovo sotto la specie democratica, uno francamente mi pareva gawronski, ma… si è perso?
oggi si parla di serr

angelo 1 luglio 2009

oggi si parla di serracchiani, di marino, di altri emergenti ancora, come del nuovo che avanza, persino enrico letta, che da mo’ aspetta il suo momento, vede ilo momento del ticket con bersani.
aria fritta, partitocrati d’antan, come molti dei giovani.
mon dieu!

berluscono lo stanno facendo fuori gli americani, perché se aspettassimo l’opposizione…

facciamoci coraggio, direi

angelo 1 luglio 2009

oggi si parla di serracchiani, di marino, di altri emergenti ancora, come del nuovo che avanza, persino enrico letta, che da mo’ aspetta il suo momento, vede il momento del ticket con bersani.
aria fritta, partitocrati d’antan, come molti dei giovani.
mon dieu!

berluscono lo stanno facendo fuori gli americani, perché se aspettassimo l’opposizione…

facciamoci coraggio, direi

Marco Wong 5 luglio 2009

è un intervento condivisibile e sarebbe bello se il PD potesse contare sulla vivacità di una forza un po’ rompiscatole ma integra come il partito radicale, ed in generale a tutti gli apporti della cosidetta società civile sempre menzionata ma mai veramente invitata.

piergiorgiogawronski 9 luglio 2009

Che ne dite di un ticket con Ignazio Marino?

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