Contro il lodo Alfano
Scritto il 5 febbraio, 2009, alle ore 10:38 am
Sono fra i promotori del Comitato per il referendum contro il Lodo Alfano. Il 10 Ottobre 2008, assieme a Di Pietro, Stefano Passigli, “Pancho” Pardi ed altri, abbiamo fatto una Conferenza Stampa per lanciare l’iniziativa. Per me, garantista da sempre, è una battaglia di democrazia, per la dignità del cittadino, in difesa della onorabilità delle istituzioni, della qualità dei nostri governanti; è un’occasione per rilanciare un nuovo patriottismo della Costituzione.
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(AGI) – Roma, 9 ott. – A sostenere la raccolta di firme per il
referendum contro il Lodo Alfano, che iniziera’ ufficialmente
l’11 ottobre in Piazza Navona, ci sara’ anche un comitato
trasversale di intellettuali. A presentarlo stamani in una
conferenza stampa, il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di
Pietro che, insieme al comitato promotore, rilancia la
battaglia contro “una legge immorale” e “frutto di una
mentalita’ mafiosa”.
“Avremo un appoggio – spiega Di Pietro – ad un’iniziativa
che riteniamo ancora piu’ necessaria e che costituisce una
risposta democratica ad una legge incostituzionale che potrebbe
influire anche sui governi successivi. Bisogna intervenire
subito per evitare che si instauri un nuovo meccanismo nella
vita politica. Chi e’ al potere come Berlusconi – dice – ha la
possibilita’ di passare da un mandato all’altro riuscendo a
rinviare all’infinito il processo che magari gli potrebbe
venire celebrato quando avra’ piu’ di 100 anni… Sapete qual
e’ il ragionamento che sembra prevalere ora? Invece di darmi
alla latitanza, mi do alla politica’, cosi’ la faccio franca lo
stesso!” Ma la cosa piu’ grave, per Di Pietro, e’ che con i
vari lodi, ai cittadini gli si togliera’ per sempre il diritto
di avere al governo del proprio Paese “uno di cui ci si possa
fidare”.
“La verita’ – afferma Tania Groppi, costituzionalista – e’
che in atto una riforma strisciante. La maggioranza tenta di
modificare la Costituzione con leggi ordinarie. Di qui
l’importanza del referendum, strumento difficile soprattutto
per quanto attiene il raggiungimento del quorum, ma attraverso
il quale i cittadini possono svolgere il loro ruolo”.
Piergiorgio
Gawronsky del Pd, sostiene “che e’ un nostro
diritto-dovere difendere il Paese che conosce una fase di
declino storico nato da una casta di politici che si e’ messa
al di sopra delle regole. La legge che assicura l’impunita’ di
Berlusconi e’ esattamente il frutto di una mentalita’ mafiosa
che pone chi e’ al potere al di sopra delle regole. Il Pd non
ha appoggiato questo referendum, ma nei circoli, nella base si
chiede un rinnovamento e un progetto per il Paese e per la sua Democrazia”.
Un’iniziativa “non isolata, non di un solo gruppo politico” per
il comitato amici della Costituzione, ma “a cui aderiscono
esponenti di spicco del mondo culturale e intellettuale”. Al
fianco dell’Idv anche l’associazione giuristi democratici che,
attraverso Roberto De Angelis, parla di “un attacco mascherato”
alla Costituzione e della “necessita’ di difenderla” perche’,
rincara il senatore Pancho Pardi si tratta di “una stranezza
senza pari, intollerabile a cui si aggiunge un rovesciamento
dell’equilibrio dei poteri che snatura le Camere”. Da qui per
Pardi la necessita’ del referendum “attraverso cui il popolo
esprima il suo ruolo di custode della Costituzione”. (AGI)
Red
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(DIRE) Roma, 9 ott. – Contro il lodo Alfano, in conferenza
stampa, le critiche fioccano. E’ comunque, dice la
costituzionalista Groppi spiegando quali sono (a suo dire) i
‘vizi’ di costituzionalita’, una “legge inopportuna e immorale
indipendentemente dal fatto che sia conforme o meno alla
Costituzione”. Groppi mette in guardia dalla riforma
“strisciante” della nostra Carta, ha piena fiducia nella
Consulta, ma “non ci si puo’- avverte- sempre mettere nelle mani
dei giudici, perche’ facciano loro il lavoro sporco o pulito,
anche l’opinione pubblica deve avere un suo ruolo”.
Gawronsky vede “un declino storico” in Italia, che “nasce da
una casta di politici che si e’ posta al di sopra delle regole e
gestisce le istituzioni come cosa propria”. Dunque, esorta a nome
dei circoli dei democratici, serve anche da parte del
preso da subito le distanze dal referendum) “una presa di
posizione e una proposta per la democrazia nel nostro paese”.
Passigli porta in dote l’adesione di chi partecipo’ al
comitato per il ‘no’ nel referendum costituzionale del 2006 alle
riforme varate dal centrodestra (da Accardo a Gae Aulenti, da
Pollini a Feltrinelli): “E’ una balla- dice- che il lodo Alfano
sia un provvedimento che si ispira a norme esistenti negli altri
paesi, non ci sono”. E comunque, rimarca, visto che gia’ “si
tende a delegittimare preventivamente la Consulta e la si
attacchera’ ancora di piu’, e’ importante che si senta che c’e’
una vasta opinione pubblica a sostegno del referendum. E’ utile
per bilanciare indebite pressioni sulla Corte”.
Quanto al movimentista Pardi, lui e’ semplicemente “stupefatto
che persone serie possano seriamente prendere in considerazione
l’idea che un bucaniere nella storia istituzionale come
Berlusconi possa puntare al Quirinale”. Del resto, “questo e’ il
paese”, e’ un paese dove il premier “invece di riferire al
Parlamento sulla crisi- dice sferzante Di Pietro- ritiene piu’
opportuno andare a riferire al Bagaglino”.
(Gis/ Dire)
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Associazioni, intellettuali e costituzionalisti per referendum
Roma, 9 ott. (Apcom) – “Immorale” e “incostituzionale”: sono i
due termini che ricorrono più frequentemente nella conferenza
stampa con la quale Antonio di Pietro ha presentato le
associazioni che sosterranno la raccolta delle firme contro il
lodo Alfano, una norma che è “il frutto di una mentalità
mafiosa”.
“Questo vuole essere un monito che il mondo culturale e la
società civile vogliono mandare a questo governo e a quelli che
verranno – spiega in conferenza stampa il leader Idv -. Deve
essere rispettata la democrazia, contro una legge
incostituzionale e immorale”.
“Siamo certi che sia giusto aspettare la fine di un mandato per
accertare le responsabilità di chi governa? C’è un’aggressione
alla Costituzione, da parte di una legislatura creativa, anzi
distruttiva. La Costituzione materiale – rincara l’ex pm – si sta
appropriando di quella formale e la Costituzione materiale che
sta venendo fuori è illegittima e indecorosa”.
A sostegno della raccolta del referendum con di Pietro,
professori di diritto, tra i quali Tania Groppi, che insegna
all’università di Siena, tornata a sostenere la tesi secondo cui
la scelta di non procedere con una legge di riforma
costituzionale deriverebbe dal fatto che il referendum per quel
tipo di norma non prevede lo sbarramento del quorum.
“E’ un ritorno all’ancien règime – attacca PierGiorgio
Gawronski,Pd – La legge che assicura l’impunità di Berlusconi è esattamente il frutto di questa mentalità mafiosa che pone chi è
al potere al di sopra delle regole. Il
questo referendum ma nei circoli, nella base, a decine chiedono
un rinnovamento e una presa di posizione del partito”. Una misura
come questa, incalza Guido Passigli, anche lui veltroniano,
“esiste solo in Italia e chi sostiene il contrario dice una balla
colossale”.
A fianco dell’Italia dei Valori si schiera anche il comitato
amici della Costituzione, lo stesso che nel 2006 si battè contro
la riforma del titolo V. “Da Abbato ad Accardo, da Gae Aulenti
all’eccellenza del mondo culturale sosterranno questa battaglia
contro il lodo”. Insieme a loro anche l’associazione ‘Giuristi
democratici’ che con Roberto De Angelis ha spiegato: “la
pervicacia con cui il governo torna a riproporre una norma sulla
linea del lodo Schifani dimostra che il governo è convinto di
poter fare pressione anche sulla Corte Costituzionale”.
Dap
091342 ott 08
ZC
AGI2374 3 POL 0 R01 /
LODO ALFANO: COMITATO REFERENDUM, FRUTTO MENTALITA’ MAFIOSA =
Apc-Lodo Alfano/Intellettuali con Idv:legge frutto mentalita’ mafiosa
LODO ALFANO. DI PIETRO INCASSA ADESIONI, REFERENDUM
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