Aiuto!!! D’Alema ripropone riforme istituzionali condivise con il centro-destra
Scritto il 23 dicembre, 2009, alle ore 1:36 pm
Come gli innamorati perennemente respinti, D’Alema non si da’ pace. Lui vuole sedersi ad un tavole delle trattative “sfidando” il PD a rimettersi in gioco sulle riforme. Se non fossero un po’ comiche, queste sfide dalemiane, sarebbero tutto sommato facili da affrontare. Baffino menziona ad esempio gli ammortizzatori sociali. Bravo! Allora perche’ non presenta una bella legge in materia, cosi’ sappiamo di che cosa intende parlare con Berlusconi. Non deve nemmeno fare troppi sforzi di elucubrazione, visto che ha a disposizione la sua bella Fondazione ItalianiEuropei. Perche’ non mettere al lavoro le teste d’uovo? Propone un Parlamento piu’ forte e piu’ agile? Ottimo! Traduca questa sua aspirazione in nuovi articoli della Costituzione. Si metta in gioco, sul serio e vediamo dove vuole arrivare. Altrimenti in assenza di proposte concrete e’ ovvio che l’inciucio (definizione che D’Alema ovviamente rifiuta) ventilato susciti sospetti di manovre incoffessabili, accompagnato dal tanfo di affarucci privati, come ai tempi dei Furbetti del Quartierino.
E inoltre, come mai sul tavolo delle riforme non compaiono temi come il conflitto di interesse o l’assetto del sistema radiotelevisivo o l’applicazione delle sentenze della Corte di Giustizia Europea sul Rete 4 o l’immigrazione? Perche’ insomma non si invita anche Berlusconi a mettersi un po’ in gioco? Forse perche’ il risultato della partita e’ gia’ stato deciso a tavolino?
Fabio Scacciavillani




Ci sonom molte riforme istituzionali opportune e importanti, che il nostro movimento ha bene individuato nel programma del 2007. Riforme che favoriscano un ritorno alla Costituzione. Anche riforme amministrative. Dovremmo provare ad alzare la voce per farci sentire. Non trovo da nessuna parte altrettanta lucidita’. Come pensate di fare nel 2010?
Il fatto e’´che la base elettorale del PD non conta nulla, e non ha alternative. DI Pietro urla ma non propone che piccole riforme. E gli iscritti al PD sôn tutti inquadrati per bande. Cosi’´non ne usciamo.